Green Pass obbligatorio per lavorare: verso il flop?

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Dopo l’entrata in vigore del green pass obbligatorio per lavorare si è assistito a un incremento delle prenotazioni per il vaccino. Era l’effetto voluto dal Governo, ma si aspettavano che sarebbe durato solo qualche settimana? Le prenotazioni ora tornano alle medie pre obbligatorietà. È un calo normale o le manifestazioni stanno dando i loro risultati?

Il Green Pass obbligatorio per lavorare sta davvero già perdendo il suo effetto?

Un giorno chissà se qualcuno se la sentirà di scrivere un libro sulla gestione della pandemia in Italia. Un riassunto, alla fine di tutto, non farebbe male. I morti non sono discutibili ma sulla gestione è normale avere differenti pensieri. Il Governo italiano ha puntato a volere il 90% delle persone over 12 vaccinate e, visto l’impossibilità di riuscirci col volere popolare, ha introdotto il green pass obbligatorio per lavorare. Il 15 ottobre, giornata di introduzione dell’obbligatorietà, abbiamo assistito a un notevole aumento di prenotazioni. Grande soddisfazione tra gli addetti ai lavori. Ma ora, dopo 10 giorni, che succede? Sul Corriere della sera si trovano alcuni dati: tra il 14 e 15 ottobre si sono superate le 140mila prime dosi. Ieri, 23 ottobre, non si è arrivato a 16mila. Sul sito del Governo il grafico parla chiaro. La rincorsa al vaccino è durata fino ad agosto e successivamente la curva ha iniziato a scendere. Nelle prime due settimane di ottobre abbiamo assistito a una nuova crescita ma ora torna a nella media dei valori di fine settembre.

I dati nel mondo del lavoro e gli obiettivi

Ad oggi sono circa 1 milione i lavoratori senza vaccino e che hanno intrapreso la via del tampone. Il Governo con l’introduzione del decreto valido dal 15 ottobre ha voluto prendere gli indecisi, quelli che erano diffidenti ma avrebbero scelto il “rischio” del vaccino piuttosto di mettere a repentaglio lo stipendio. Con il decreto si era arrivati a 70/75mila prime dosi al giorno e si auspicava alla soglia del 90% entro inizio dicembre. con i dati di ieri, se rimarranno stabili, si crede che si arriverà a tale percentuale forse tra un paio di mesi. Nel frattempo già 100mila lavoratori sono stati sanzionati perché non erano in possesso della certificazione verde. Complici alcune clausole del decreto? Nelle grandi aziende è possibile effettuare il controllo a campione (20% giornaliero). I lavoratori autonomi invece, per esempio, da chi si fanno controllare? Dopo 10 giorni di decreto attivo è evidente che le lacune sono grandi e, forse, bisognava puntare prima su qualcosa di diverso.

Le manifestazioni possono avere il loro effetto?

È inutile nascondere la testa sotto la sabbia e questa ipotesi è da tenere sul tavolo. Dopo la manifestazione di Roma, dopo le manifestazioni a Trieste e dopo le manifestazioni ogni sabato in molte città ormai è impossibile non prenderne atto. Anche perché, come sostenuto da loro, queste manifestazioni sono contro il green pass e non contro le vaccinazioni. Tant’è vero che sembra che alcuni partecipanti siano vaccinati ma contrari al decreto in vigore. Purtroppo spesso però la credibilità viene meno quando vengono divulgati false notizie o concetti errati. Ma non si può fare di tutta l’erba un fascio. Forse è ora di porsi un dubbio e di dargli anche una risposta. Stiamo assistendo alla formazione di uno zoccolo duro da convincere. E il provvedimento intrapreso a generato beneficio, a quanto pare, per 10 giorni. Non sarebbe stato il caso di puntare prima su una maggiore informazione? Sull’estirpazione dei concetti errati e delle fake news con la divulgazione di dati sempre corretti e non da interpretare? Il green pass è un concetto nato per morire, per fronteggiare una situazione straordinaria. Abbiamo visto decadere il libretto sanitario per il lavoro, abbiamo visto decadere l’obbligatorietà di alcuni vaccini quando c’è stata la possibilità. Perché questo Green Pass dovrebbe rimanere? È giusto prendere una parte, è giusto difendere il proprio punto di vista. Anzi, è sacrosanto. Ma è doveroso anche ascoltare la parte buona da entrambi i lati. Non ci sono solo vaccinati che additano i non vaccinati. Come non ci sono solo No Green Pass che diffondono sciocchezze.

Novità dal Parlamento sul green pass obbligatorio per i lavoratori?

A quanto pare si. Nonostante il provvedimento sia valido fino al 31 dicembre già qualcosa si muove prima. È giusto ricordare anche che, salvo novità mai attuate prima d’ora, lo stato d’emergenza dovrà decadere il 31 gennaio 2022. Al momento in parlamento qualcuno prende atto della protesta che si è sviluppata e si pone dei quesiti. Il Green Pass è un provvedimento nato per contrastare la pandemia e quindi per la sicurezza. Visto e affermato che un vaccinato non può essere contagioso come un non vaccinato e in caso di positività rischia molto meno di un non vaccinato, ecco la scelta di introdurre questo mezzo. Ma il dubbio sorge spontaneo. Un autotrasportatore da solo sul suo camion chi può contagiare? Oppure i lavoratori agricoli in spazi aperti. Altri sono gli esempi ma la domanda è lecita. Sopratutto se poi, nel weekend, magari posso invece andare in un centro commerciale affollato. L’idea del green pass non è stata sbagliata ma è stata gestita in modo pessimo, almeno agli occhi dei più. Le strade sono due: o il Governo continuerà con orgoglio per la sua strada o inizierà ad apporre sensate modifiche. Sono molti quelli che non si vaccinano per protesta. Al di là che sia una scelta discutibile per chi ha superato per miracolo il covid, al di là che sia discutibile alla luce delle migliaia di morti, al di là che sia discutibile la scelta giudicata immorale da chi si è vaccinato per il bene comune nonostante avesse dubbi comunque rimane il fatto che questo decreto ha l’odore di un pugno di ferro. E non ci si potevano aspettare di ritorno carezze.


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