Green New Deal: cos’è e quali sono i suoi punti cardine

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Cos'è realmente il Green New Deal americano.

In questi mesi si sente parlare spesso del Green New Deal come di un grande progetto per tutelare l’ambiente e contrastare una volta per tutte i cambiamenti climatici. In realtà, non tutti conoscono a fondo la storia di quest’importante piano e le sue prerogative che non abbracciano solo i temi ecologisti ma anche sociali ed economici, sempre ovviamente improntati alla sostenibilità. Tutto è cominciato dagli Stati Uniti, e di recente anche l’Unione Europea ha deciso di abbracciare alcuni dei punti-chiave del piano GND per realizzare alcuni interventi atti a tutelare la salute del pianeta. Vediamo, dunque, di capire bene di cosa si tratta.

Il Green New Deal è innanzitutto un pacchetto legislativo proposto negli Stati Uniti. La sua novità consiste non solo nel contenere indicazioni per combattere l’inquinamento, ma anche una serie di provvedimenti per superare le disuguaglianze socio-economiche, obiettivo necessario per poter abbattere concretamente i cambiamenti climatici. Dunque, ci si deve concentrare su misure per ridurre la povertà, la discriminazione razziale e le eccessive discrepanze sociali presenti negli States ma anche nel resto del mondo.

Green New Deal: la spinta della California

Il progetto è stato presentato da Alexandria Ocasio-Cortez, esponente democratica di New York, coadiuvata dal senatore democratico del Massachusetts Edward J. Markey. Viene chiesto al governo centrale di lanciare una serie di innovazioni per liberarsi del ricorso ai combustibili fossili e per ridurre le emissioni di gas serra nell’atmosfera. Questi provvedimenti andrebbero a giovare anche al benessere della popolazione, offrendo nuovi posti di lavoro e ulteriori opportunità di carriera nel settore della sostenibilità.

Alexandria Ocasio-Cortez, promotrice del Green New Deal.

Il nome deriva dal New Deal varato dal presidente Franklin D. Roosevelt per riformare la politica e l’economia degli Stati Uniti tartassate dal periodo della Grande Depressione. Ovviamente, sotto il profilo legale non si tratta di proposte vincolanti, quindi anche se fossero approvate dal Congresso, non andrebbero a sostituire le leggi in vigore in USA. Tuttavia, qualora fossero adottate, si tratterebbe di misure capaci di contrastare l’inquinamento e la pericolosa escalation dei cambiamenti climatici. Allo stesso tempo sarebbe possibile limitare le disuguaglianze economiche e sociali.

Green New Deal: gli obiettivi principali del piano ambientalista

Il piano presentato dagli esponenti democratici non è il primo in assoluto negli Stati Uniti. Infatti già altri movimenti come Data for Progress e il Partito Verde avevano proposto alcune idee con lo stesso nome. L’attenzione mediatica e dell’opinione pubblica è emersa a partire dal 2018, quando gli attivisti ambientalisti del Sunrise Movement, fondato da Sara Blazevic e Varshini Prakash, ha varato un ulteriore progetto e ha organizzato una manifestazione nei pressi dell’ufficio di Nancy Pelosi, la quale ha poi deciso di impegnarsi in prima persona. Dopodiché è intervenuta anche Alexandria Ocasio-Cortez che ha poi redatto la proposta definitiva da proporre ai colleghi del Congresso.

Quali sono gli obiettivi principali del Green New Deal.

Il Green New Deal mira fondamentalmente ad introdurre delle riforme nel settore economico e in quello sociale per ridurre le disuguaglianze e allo stesso tempo l’emergenza ambientale legata ai cambiamenti climatici. Il testo è piuttosto ampio e contiene numerosi articoli, ma di seguito segnaliamo quelli che sono i suoi punti principali.

  • È necessario arrivare all’obiettivo delle emissioni inquinanti zero entro il 2050, e gli Stati Uniti dovranno esserne i principali promotori. Dunque si dovrà passare al pieno utilizzo delle energie rinnovabili, modificando anche i sistemi di trasporto a combustibile fossile affinché si introducano i veicoli elettrici e si potenzi la linea ferroviaria.
  • Bisogna assicurare ai cittadini una maggiore uguaglianza sociale. A tal proposito, si dovranno organizzare dei corsi di formazione e dei nuovi posti di lavoro per il settore delle energie sostenibili. Queste innovazioni andranno introdotte soprattutto in quelle comunità che fanno un maggiore ricorso alle industrie altamente inquinanti.
  • L’acqua potabile, l’aria salubre e cibi sani sono un diritto per l’umanità. Il governo americano dovrà quindi impegnarsi nel contrastare tutte le forme di sfruttamento, assicurando ai cittadini di qualsiasi estrazione sociale la possibilità di usufruire di questi diritti fondamentali.
  • Le catastrofi ambientali si possono evitare. Ci si dovrà adoperare per reintrodurre e ripopolare i boschi e per ricostituire quegli ecosistemi che servono proprio a prevenire disastri dovuti alla distruzione di queste aree.

Il GND è arrivato anche in Europa

In un primo momento, il Green New Deal è stato criticato perché si baserebbe su dei provvedimenti difficili (se non impossibili) da mettere in atto. In realtà ciò non corrisponde a verità, poiché in alcuni territori degli Stati Uniti sono già stati attuati dei cambiamenti ecologisti. Ad esempio, nell’Illinois gli attivisti della Illinois Clean Jobs Coalition hanno vinto la loro battaglia e sono riusciti ad ottenere l’approvazione del Future Energy Jobs Act. La normativa ha introdotto nuovi obiettivi energetici da raggiungere in tempi brevi e fa sì che lo stato si impegni a garantire circa settemila posti di lavoro all’anno nel settore delle rinnovabili.

Cosa prevede l’European Green Deal.

La portata del GND è giunta fino all’Europa. L’UE ha infatti approvato l’European Green Deal che, prendendo spunto dall’originale americano, ha fissato al 2050 il termine per avere gli Stati membri ad emissioni zero, per introdurre un’economia circolare e per tutelare le biodiversità. Di recente, il Parlamento europeo ha inserito il testo nel piano post-coronavirus per far sì che la ripartenza avvenga nel segno della sostenibilità.