Grecia – Turchia: mare conteso

Nascono nuove tensioni fra Grecia e Turchia nel Mar Egeo meridionale. Lì riparte la sfida per il gas nel Mediterraneo orientale.

0
675
Grecia - Turchia
La bandiera turca e quella greca.

La Marina greca è in allerta per una missione turca di esplorazione energetica al largo di Kastellorizo. Ripartono le tensioni Grecia – Turchia per un mare conteso.

Le tensioni Grecia – Turchia

Kastellorizo: perché è importante?

L’isola di Kastellorizo è un’isola greca a 80 miglia da Rodi, da qui dipende a livello amministrativo, a 170 miglia a ovest di Cipro, ma a solo un miglio dalla costa turca.

E’ un’isola molto piccola, di soli 9 chilometri quadrati e con meno di 500 abitanti. Mussolini la cedette all’allora governo turco. Tuttavia, nel 1947 il trattato di Parigi la riconobbe come isola greca. Da allora Turchia e Grecia si scontrano per la rivendicazione del controllo dell’isola.

Infatti, la presenza di Kastellorizo rende la ZEE greca (Zona Economica Esclusiva) adiacente a quella cipriota. Questo è molto importante, poiché facilita la realizzazione del gasdotto EastMed tra Atene, Cipro e Tel Aviv. Tale impianto, oltre a bypassare la Turchia, permetterebbe ai paesi europei di diversificare gli approvvigionamenti di gas, riducendo la dipendenza dalla Russia.

Il governo di Ankara si oppone però a tutto ciò. Vorrebbe infatti avviare dei negoziati per acquisire una parte delle risorse di gas a Kastellorizo.

Fino ad ora, Grecia e Cipro hanno rifiutato di avviare dei negoziati con la Turchia. Sostengono infatti che la questione sia già stata regolata dai trattati internazionali.

Per la Turchia, però, l’isola di Kastellorizo rappresenta un luogo strategico fondamentale per le sue ambizioni nel Mediterraneo. Infatti, il vicepresidente turco, Fuat Oktay, ha dichiarato: “Nessuno può pensare che la Turchia e la Repubblica Turca di Cipro del Nord si lascino escludere dall’equazione energetica nella regione mediterranea”.

La situazione nel Mare Egeo

Grecia – Turchia: il nuovo scontro

Recentemente sono aumentate le tensioni ai confini dell’Egeo meridionale fra Grecia e Turchia. Infatti, la Marina greca è in “allerta intensificata” dopo che Ankara ha inviato una missione navale di esplorazione energetica a largo di Kastellorizo.

Le esplorazioni alla ricerca di gas sono previste fino al 2 agosto. Atene ha inviato una protesta formale. Tuttavia, il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, ha dichiarato: “Le rivendicazioni della Grecia sono contrarie al diritto internazionale. E’ assurdo che una piccola isola, che si trova a poche miglia dalle coste turche e a più di 500 chilometri da Atene, abbia una giurisdizione marittima che si estende per 200 miglia nautiche in ogni direzione. Quale Paese accetterebbe una situazione del genere?”.

Il governo turco rivendica il diritto di beneficiare dello sfruttamento delle risorse di gas che si trovano nel Mediterraneo orientale. Con questo obiettivo, Ankara non ha esitato a condurre esplorazioni e trivellazioni in acque territoriali che la Grecia rivendica come proprie. Ma la Turchia, che non ha aderito alla convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, non riconosce queste zone come proprietà greca.

Tutte queste tensioni arrivano in un momento in cui Grecia e Turchia si stanno scontrando anche sulla questione migratoria, e anche dopo che la Turchia ha riaperto la Basilica di Santa Sofia, trasformandola in moschea.


Turchia, tutto pronto per la prima preghiera a Santa Sofia

Commenti