Grayscale: “Nella Vita” il nuovo album – Recensione

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Il quintetto di Filadelfia, dei Grayscale, sono tornati con una delle rappresentazioni più eloquenti e oneste della band, con il loro secondo album dal titolo “Nella Vita”. Uscito lo scorso 6 settembre, il loro secondo album suona come un diario dei ricordi più sinceri per affliggere l’adolescenza. Dalle promesse fatte sul sedile posteriore tra due innamorati, dipendenza e celebrazione della vita prima della morte, ogni canzone è come una lettera personale o un annuncio tra amici intimi che i Grayscale hanno così deciso gentilmente di condividere con tutti noi.

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Per chi ancora non li conoscesse i Grayscale sono: Collin Walsh (voce), Dallas Molster (chitarra, voce), Andrew Kyne (chitarra), Nick Ventimiglia (basso) e Nick Veno (batteria) e con il loro sound riescono ad allineare le confessioni nostalgiche mentre offrono un Rock alternativo degli anni ’90. “Nella Vita” è un pugno nello stomaco, pensieroso, catartico e ballabile tutto in una volta. Più lo si ascolta e non si prova mai la stessa emozione, ogni brano evoca una nuova miriade di sentimenti, assicurando una nuova esperienza ad ogni ascolto.

Fin dall’inizio, con il brano di apertura “Just Right” ti colpisce in faccia con testi pieni di nostalgia con un battito incisivo da abbinare. Questo brano imposta perfettamente il tono dell’album, rivelando dettagli dell’amore giovanile e tutte le emozioni che ne derivano. Le cose non rallentano da lì quando entriamo in “Baby Blue”, un brano ottimistico ed i riff infusi dalla musica fanno da sfondo a un amore che si è fermato. Parlando di brani allegri con sfumature liriche scure, “In Violet” è la rappresentazione perfetta di questo. Prende tutta la morbosità che circonda la morte e la gira in testa a favore invece di celebrare la vita.

Il chiassoso e vivace “YOUNG” è un inno generazionale, che promuove un “grido di battaglia” ispiratore sul non sprecare la propria giovinezza ed essere migliore di prima. “Twilight (My Heaven)” continua lo slancio con il suo gancio contagioso e il suo coro ripetitivo. È destinato ad entrare in loop nella testa anche quando hai finito di sentire tutto l’album. Poi è la volta di “Old Friend” in cui le cose fanno un passo indietro. Le chitarre offrono una melodia cupa dove condividono sentimenti di dolore che circondano la morte del cugino di Walsh che si è tolto la vita. L’emozione è palpabile in ogni riga, infatti il testo dice: “Nessuno conosce il dolore come hai fatto tu. Vorrei poterne parlare come vecchi amici.”

La canzone che ha aperto le danze di questo nuovo album è stata “Painkiller Weather”. Questa canzone incapsula perfettamente l’atmosfera e la visione generale dell’album. La canzone descrive la lotta per amare qualcuno attraverso la sua dipendenza. “What’s On Your Mind” è un successo da ballare. Si apre con un accenno di musica funky, che ricorda il pop dei primi anni ’90. “Asbury” è la canzone d’amore per antonomasia. I suoi morbidi riff acustici ti cullano in un dolce sogno ad occhi aperti pieno di teneri pensieri di chi ami. “Desert Queen” accende un fuoco nel tuo cuore e sotto i tuoi piedi mentre riprende le cose. È un innegabile cenno al suono Pop-Punk del loro album di debutto Adornment . È irresistibilmente accattivante con l’alta energia che sarebbe un’aggiunta straordinaria alla loro lista fissa. “In My Arms” è una palese dimostrazione della versatilità della band. 

L’album si chiude con la carica emotiva di “Tommy’s Song”. Questo brano è dedicato al cugino di Walsh, è un elogio potente, incapsulato mescolando pianoforti e un coro completo.

Questo disco è avanti di anni luce rispetto al suo predecessore, in quanto esemplifica la vera musicalità e versatilità della band come artisti. Rafforza il loro posto nella scena musicale, dimostrando perché sono una band che è qui per restare e che senza dubbio continuerà a crescere ed evolversi. Voto 5/5

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