Domenica 30 Settembre si è innalzato un forte incendio a Vernole, nei pressi dell’oasi del WWF delle Cesine in Salento.

È stata intaccata e bruciata molta vegetazione. Il fuoco ha raggiunto anche la litoranea, un lido balneare e la pineta del parco Manà. Inoltre il vento molto forte ha portato il fuoco ad estendersi verso le campagne di Acquarica di Lecce. Qui sono presenti molte abitazioni, residence e strutture ricettive, che sono state raggiunte dal fuoco. Circa 50 ettari di vegetazione mediterranea sono andati completamente bruciati dall’incendio. Fin dall’alba sul posto sono in azione 13 squadre dei Vigili del Fuoco in collaborazione con 4 aerei, due fire boss e due Canadair,  il personale del Arif (Agenzia Regionale per le attività Irrigue e Forestali), Protezione civile e Forestale. Grazie ai continui getti d’acqua e al liquido ritardante che stanno diffondendo sul territorio, sono riusciti a bloccare il fuoco. L’oasi del WWF è salva. Ora l’intera zona presenta dei piccoli focolai  e risulta avvolta da una coltre di fumo.

Incendio di origine dolosa?

L’assessore all’ambiente della Regione Puglia, Gianni Stea dice: “Se il rogo dovesse rivelarsi, come temo, di natura dolosa, la Regione è pronta a costituirsi parte civile. Da subito mi impegnerò affinché le nostre aree protette possano essere messe in sicurezza, sia con le dovute operazioni di sorveglianza per il rispetto delle regole, sia con la bonifica del territorio dai rifiuti. Stiamo parlando di un patrimonio naturalistico dall’inestimabile valore che deve essere preservato ad ogni costo, affiancando alle necessarie operazioni di prevenzione, una rigorosa azione di repressione”. Ma il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, Giuseppe Bennardo subito conferma: “È difficile che una tale devastazione possa avere cause naturali. Sono intervenuti 4 aerei, due fire boss e due Canadair. Solo la massima capacità operativa da parte di tutti ha permesso di evitare l’interessamento dell’oasi delle Cesine”.

 

 

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