Grave crisi economica in Argentina

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Grave crisi economica in Argentina

Il campanello d’allarme per la grave crisi economica in Argentina suona forte. Ora la sfida del Paese sudamericano è evitare l’inflazione a tre cifre entro la fine dell’anno. Pertanto nel tentativo di salvare il suo governo e riconquistare la fiducia del mercato, il presidente Alberto Fernández ha incaricato un nuovo ministro dell’Economia. E’ Sergio Massa. Il leader peronista della camera bassa del congresso. Che sarà a capo di un ministero che sovrintende alle politiche economiche, manifatturiere e agricole.

Grave crisi economica in Argentina: cosa sta accadendo?

Sergio Massa è una figura di alto profilo noto come “super ministro”. Ed è la terza persona a farsi carico dell’economia argentina in meno di un mese. Sostituisce Silvina Batakis. Che a sua volta il 4 luglio aveva preso il posto di Martín Guzmán. Il quale si è dimesso a causa di una divisione nella coalizione di governo. Ma al di là della volatilità economica delle ultime settimane, Massa eredita enormi sfide. Con un’inflazione che è arrivata al 64% deve evitare che l’Argentina non raggiunga un’inflazione a tre cifre entro la fine dell’anno. Nonchè abbassare il deficit fiscale, emettere molta meno valuta e aumentare parzialmente i tassi di interesse per incentivare il risparmio in pesos. Inoltre guiderà l’accordo di ristrutturazione del prestito di 44 miliardi di dollari del Fondo monetario internazionale (FMI). Che all’inizio di quest’anno ha evitato il default del Paese.

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La crisi in Argentina va a “gonfie vele”

Non ci vuole un laureato dell’Università di Chicago o un ex funzionario del FMI per riconoscere che il problema dell’Argentina è principalmente fiscale. Aggravato da un problema politico. La crisi politica dell’Argentina deriva da una lunga divisione sulla strategia economica. Tra il presidente Fernandez e il potente vicepresidente Cristina Fernandez de Kirchner. Che ha chiarito di volere un disavanzo ancora più grande. Tuttavia i mercati impazziscono e il pesos crolla. Determinando un divario del 150% tra il tasso di cambio del mercato nero – eufemisticamente noto localmente come tasso blu – e il tasso ufficiale. L’Argentina è arrivata a questo punto nello stesso modo in cui ha avuto problemi economici tante volte nel secolo scorso. In primo luogo, i politici promettono spese più elevate ma non sono disposti ad aumentare le tasse per pagarle. Il governo prende quindi in prestito fino a quando i mercati non smettono di prestare. Quindi la banca centrale stampa pesos per finanziare sia il disavanzo primario che i pagamenti del servizio del debito. Il governo fa sempre più fatica a rinnovare tutte le scadenze e cresce il timore che ricorra a una riprofilazione del suo debito.