Grande tempesta del sistema solare: peggiora di intensità

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Grande tempesta

Un evento del genere è inimmaginabile per noi terrestri. Peggiora di intensità della più grande tempesta del Sistema Solare

Gli appassionati di astronomia sono a conoscenza che in un pianeta del sistema solare è in atto una forte tempesta, la maggiore conosciuta, la più persistente nel tempo. Questa si trova all’interno della grande Macchia Rossa di Giove, ed è visibile attraverso i moderni sistemi di osservazione. L’aspetto davvero interessante è che nell’ultimo decennio il fenomeno ha ampliato notevolmente la propria grandezza, espandendosi di circa l’8% e aumentando dell’intensità dei venti che si agitano dentro.

In particolare, sono quelli che si collocano sull’anello più esterno a spirare con maggiore forza, creando un vortice potente e difficile da contrastare. Qualche anno fa, le sue dimensioni della macchia si erano ridotte, ad una dimensione comunque che è, pensate, maggiore a quella del pianeta Terra. La tempesta, scoperta oltre 150 anni fa, quando le tecnologie non erano ancora quelle moderne, aveva un enorme vortice comprende di circa 16.000 chilometri quadrati di spazio, e si muove a una velocità di 640 km/h, quasi difficile da immaginare dalla Terra per intensità ed efficacia. Potremmo definire un cataclisma.

Procedendo dall’ultimo tratto verso quello più vicino al nucleo, la forza tende notevolmente a diminuire mostrando come ci siano diverse zone di azione nella tempesta più estesa e duratura del sistema solare. Il celebre studioso Michael Wong, dell’Università della California, in una recente intervista ha dichiarato di non aver mai avuto notizia di un fenomeno simile e solo attraverso lo studio approfondito, è stato possibile valutarne il comportamento e prevedere quali saranno i possibili sviluppi per il futuro.

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Per effettuare una misurazione precisa e costante, in modo da comprendere se possa sopraggiungere un pericolo per la Terra, vengono utilizzati appositi aeroplani e satelliti, che hanno proprio il compito di monitorare continuamente l’intensità dei venti nelle diverse fasce e studiarne i mutamenti nel corso del breve, medio o lungo termine. Attualmente l’unico sistema in grado di mostrare all’occhio umano ciò che sta avvenendo nel nostro sistema solare è Hubble, un telescopio dotato di tecnologia superiore, capace di catturare dettagliatamente il fenomeno astronomico con una puntualità che nessun altro strumento è in grado di raggiungere. Attraverso lo studio portato avanti con queste modalità è stato possibile calcolare che la velocità dei venti è impressionante.


L’obiettivo è quello di stabilire una precisa tendenza che possa aiutare a compiere delle previsioni attendibili per il futuro, e determinare quando potrebbe terminare la tempesta ormai iniziata in tempi memori. Molto difficile è poi comprendere come questa macchia riesca continuamente a trarre energia, poiché Hubble è solo in grado di fornire dei dati che però necessitano di essere decodificati dalla conoscenza umana. Lo scopo è quindi quello di capire cosa spinge i venti a divenire sempre più forti e persistenti e soprattutto perché nell’anello più esterno la potenza è superiore rispetto a quelli interni.

L’unico dato certo è che il materiale che compone la tempesta è quello di risalita che proviene proprio dal pianeta Giove, che però si mostra più resistente rispetto a quello di molti altri elementi simili, come ad esempio Nettuno, che sviluppa spesso fenomeni di questo genere che tuttavia tendono ad esaurirsi nel giro di poco tempo. Rimane pertanto ancora aperto questo mistero del sistema solare, che gli studiosi sperano di risolvere affidandosi a studi e statistiche provenienti da un telescopio sofisticato come Hubble, capace di captare dettagli utili a decodificare i meccanismi della tempesta.

Fonte: Meteo Giornale