Grande fuga dalla questura: spesso sono poliziotti giovani e inesperti

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Grande fuga dalla questura

«Molti agenti vogliono scappare grande fuga dalla questura. In servizio spesso poliziotti giovanissimi e inesperti»

La grande fuga. È questo il titolo del film che potremmo utilizzare per sintetizzare ciò che sta avvenendo nella questura piacentina. Con gli ultimi trasferimenti del personale, avvenuti il 9 luglio, si è potuto toccare con mano la volontà del personale di polizia di scappare letteralmente  dalla questura». Scrive in una nota il segretario aggiunto del sindacato Siap, Sandro Chiaravalloti.

«L’attuale organizzazione lavorativa che crea malessere era stata in qualche modo già prevista come tendenza in atto da noi del Siap. La stessa sta innescando una serie di domande di trasferimento da parte di colleghi verso altri uffici di polizia della provinci,  solo per la stradale sono circa nove. 

Con questi trasferimenti si perderà sempre più l’esperienza lavorativa soprattutto nel settore delle volanti con la conseguenza che il personale da impiegare sarà sempre più giovane ed inesperto in un settore dove si è carenti di ufficiali di polizia giudiziaria. Ogni giorno, si ricorre a mettere toppe a falle create da pessime scelte che il personale non sopporta più».

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«Noi del Siap stiamo continuando con il dialogo continuo e rispettoso delle parti, anche laddove si verificano scelte che incidono negativamente con i diritti dei lavoratori,  siamo sempre speranzosi che ci sia un ravvedimento, ma la pazienza sta per finire. Una pessimo ambiente lavorativo, la poca serenità, l’incertezza del domani, non fanno altro che inficiare negativamente il servizio che dobbiamo fornire al cittadino.

Poco tempo fa, di notte, una sola volante era in servizio ed era composta da colleghi giovanissimi ed inesperti e al 113 un solo operatore con soli sette mesi di servizio. Queste situazioni, che non giovano ai cittadini, potrebbero aumentare e noi, questa volta, le denunceremo pubblicamente con atti di dissenso democratico in quanto la risposta pervenuta dal dipartimento, che appare un mero giro di parola, finisce per non soddisfarci e soprattutto non può soddisfare il cittadino piacentino che chiede una sicurezza qualificata».