Governo russo risponde alle accuse degli Usa sulla valuta contraffatta

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Official portrait of President Donald J. Trump, Friday, October 6, 2017. (Official White House photo by Shealah Craighead)

Il ministero degli Esteri della Russia ha respinto quanto reso noto oggi dalle autorità degli Stati Uniti, secondo cui la società statale russa Goznak avrebbe stampato valuta libica contraffatta.

La replica della diplomazia di Mosca arriva dopo che il Dipartimento di Stato Usa ha riferito di avere accolto con favore l’annuncio delle autorità di Malta, relativo al sequestro di 1,1 miliardi di dollari di valuta libica contraffatta stampata dalla e ordinata dalle autorità libiche parallele della Cirenaica in Libia. Washington afferma che il denaro sarebbe contraffatto e commissionato da un’entità illegittima. “Vorremmo fare notare che alle condizioni dell’attuale diarchia in Libia, ci sono attualmente due banche centrali.

Una di esse si trova a Tripoli, dove opera il Governo di accordo nazionale riconosciuto a livello internazionale, guidato da Fayez al Sarraj. Un’altra banca centrale si trova a Bengasi. Il suo direttore è stato nominato dal parlamento libico eletto, la Camera dei rappresentanti, e, quindi, ha la necessaria legittimità internazionale. Pertanto, falsi non sono dinari libici, ma le dichiarazioni degli Stati Uniti”, si legge nella nota del ministero degli Esteri russo. Il contratto per la stampa di dinari libici è stato firmato tra Goznak e il direttore della Banca centrale libica nel 2015. Il ministero ha aggiunto che i soldi erano necessari per mantenere il funzionamento stabile dell’intera economia del paese.

Intanto da Mosca è arrivata anche la presa di posizione della Goznak. La società russa ha accusato Malta di avere violato il diritto internazionale con il sequestro nel settembre dello scorso anno di 1,1 miliardi di dollari di valuta libica stampata dalla stessa compagnia. “Il contratto, in base al quale è stata fatta la partita di banconote, è stato siglato dal Goznak Jsc e dalla Banca centrale della Libia di Tobruk”, afferma Goznak in un comunicato, aggiungendo che la decisione di pagamento è stata approvata dal Consiglio di amministrazione della Banca centrale libica nel 2015 e che il diritto della banca a firmare tali contratti è stato garantito nel 2016 dal Governo di accordo nazionale (Gna) con sede a Tripoli.

“Nonostante tutti i disaccordi tra le parti, questa decisione non è stata annullata ed è ancora in vigore. Il contratto con la nostra società è stato firmato da una persona dotata di tutti i poteri necessari”, osserva infine la società, ricordando come la commissione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla Libia abbia ritenuto che la consegna del denaro fosse conforme al regime delle sanzioni.

Da parta sua la portavoce del dipartimento di Stato Usa, Morgan Ortagus, ha spiegato oggi che “l’afflusso di valuta libica contraffatta stampata in Russia negli ultimi anni ha esacerbato le sfide economiche della Libia”, sottolineando che l’unica banca centrale legittima della Libia ha sede a Tripoli. “Gli Stati Uniti continuano a impegnarsi a lavorare con le Nazioni Unite e i partner internazionali per scoraggiare attività illecite che minano la sovranità e la stabilità della Libia e sono incompatibili con i regimi sanzionatori riconosciuti a livello internazionale. Questo incidente evidenzia ancora una volta la necessità che la Russia cessi le sue azioni maligne e destabilizzanti in Libia”, ha concluso Ortagus.

La Libia ha effettivamente due Banche centrali: una a Tripoli, l’unica riconosciuta dalla comunità internazionale, e l’altra ad Al Bayda (vicino Tobruk), nella regione orientale della Cirenaica. Ad oggi, la Banca centrale dell’est ha stampato fino a 14,5 miliardi di dinari (circa 10 miliardi di dollari) coniati in Russia per coprire la carenza di banconote al fine di pagare i salari e gli interessi sul debito che sta accumulando. Fino ad ora, l’esecutivo della Cirenaica ha “fuso” le entrate derivanti dall’accordo di bilancio annuale con Tripoli con l’emissione di oltre 32 miliardi di dinari (circa 23 miliardi di dollari) di debito sotto forma di obbligazioni per pagare gli stipendi e finanziare le sue spese. La Banca centrale di Al Bayda, tuttavia, dovrà probabilmente continuare a stampare moneta, dal momento che il governo “ad interim” dell’est sta esaurendo i fondi e non ha altro modo di ripagare i debiti. 

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