Governo – Richiesta la fiducia per la riforma della Giustizia

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Il rischio ragionato Draghi

Ad annunciare la richiesta di fiducia da parte del Governo sulla riforma della Giustizia, a firma della ministra Cartabia, è stato il presidente del Consiglio Mario Draghi. Stiamo parlando di uno dei passaggi fondamentali per quanto riguarda il Recovery Found, soprattutto perchè senza questa garanzia l’Italia potrebbe perdere i fondi stanziati dall’Ue.

I tempi della discussione

Sebbene ci sia già un testo approvato all’unanimità dal consiglio dei ministri, la discussione che inizierà alla camera il 30 luglio sarà solo l’inizio. La richiesta di fiducia, dice Draghi “è dovuta al fatto di voler porre un punto fermo“. Non manca però l’apertura a modifiche e miglioramenti, chiesti a gran voce dai partiti di maggioranza, purchè siano emendamenti di carattere tecnico e non volti allo stravolgimento della riforma stessa.


Il sistema detentivo è sotto la lente della ministra Cartabia


Il contrasto Movimento – Governo sulla riforma della Giustizia

Dopo l’incontro tra il nuovo leader del Movimento, Giuseppe Conte, e Mario Draghi sembrava essersi trovata la giusta via d’intesa. Il tema centrale era appunto il ruolo del governo e la riforma della Giustizia, tema importante per entrambe le parti in gioco. Ecco però che i 5 Stelle presentano più di 900 emendamenti alla riforma. Inoltre nella giornata di oggi la ministra Dadone si è espressa in merito alla riforma chiedendo un’apertura sulle modifiche proposte, mettendo in bilico la posizione dei ministri del Movimento. Subito dopo però il collega Patuanelli si è mostrato più cauto e positivo, cercando di smorzare le tensioni. Lo stesso fa la sottosegretaria Nesci che invita a seguire il lavoro fatto dai colleghi ministri e a non dividersi proprio ora.

Le critiche del Csm

Intanto arriva anche la notizia del parere negativo di alcuni membri del Csm, tra i quali il presidente di commissione Fulvio Gigliotti: “riteniamo negativo l’impatto della norma“. Anche il vice presidente in un’intervista ha dato ragione ai suoi colleghi parlando di “alcune criticità tecniche soprattutto sui tempi dell’appello“. Intanto il testo è stato votato con parere favorevole dello stesso presidente Gigliotti e dell’area della sinistra, mentre si sono astenuti l’indipendente Miccichè e Lanzi di Forza Italia.

Soluzioni del Governo per la riforma della giustizia

Se il testo non dovesse essere approvato così come è, anche tenendo conto di possibili modifiche, si potrebbe tentare la strada del testo condiviso. Se anche in questo caso non dovesse trovare la fiducia, si potrebbe cercare una nuova formula sulla base del testo già votato dal consiglio dei ministri.