Governo Draghi fisco e tasse: cosa può cambiare?

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Domani davanti al parlamento, il presidente del consiglio Mario Draghi, dovrà presentare un programma urgente e di breve periodo. Tra i punti fondamentali di Draghi fisco e tasse, il piano vaccino, la stesura del Recovery Plan, le misure di salvaguardia, e soprattutto una grande attenzione a scuole e università. Questi sono senza dubbio i punti fermi del suo intervento.

Governo Draghi fisco e tasse: cosa può cambiare?

Stando a quanto dichiarato da Draghi in materia fiscale, si può delineare un quadro generale della situazione. Il premier nel corso delle consultazioni con i partiti, ha parlato di una riforma articolata e di “ampio respiro”. Dunque, si suppone, che si va verso una riduzione del cuneo fiscale. Seguendo il criterio della progressività. Inoltre, sì prevede una diminuzione del carico fiscale per i redditi sotto i 40-50mila euro, oltre a una manovra fiscale volta a favorire gli investimenti delle aziende.


Giuramento del Governo Draghi


Agevolazioni e bonus

E presumibile che il Governo metta mano alle circa 600 agevolazioni a oggi esistenti. Si punterà a una facilitazione, in quanto risulta davvero complicato elaborare un 730 pre-compilato con un sistema di bonus così articolato. Quindi si punterà a una manovra che potrebbe portare a rivedere totalmente l’elenco delle detrazioni e delle deduzioni fiscali.

Blocchi degli sfratti

Il Governo Draghi dovrà decidere anche se andare avanti con il blocco degli sfratti. Il destino della norma è in bilico. In Commissione Finanze della Camera, l’orientamento espresso dalla Maggioranza è stato chiaro: è necessario limitare la durata della sospensione delle esecuzioni, che rischia di ripercuotersi negativamente sui proprietari di immobili in affitto.

Partite Iva

Da quanto emerso dalle consultazioni, il futuro premier sarebbe favorevole a una riforma delle aliquote Irpef per tagliare le tasse sul ceto medio, mentre non avrebbe affatto intenzione di applicare una flat tax alle imprese, misura al centro del programma del centrodestra ormai da anni. Il punto è capire se Draghi ha in mente di toccate le partite Ive con un reddito inferiore ai 65mila euro che a oggi godono di un carico fiscale particolarmente vantaggioso.