Gorla Minore (Varese) – Morto un operaio sul lavoro incastrato fra due rulli

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Un uomo di 39 anni ha perso la vita in provincia di Varese. Un decesso che si va ad aggiungere a quello dei due operai morti ieri in Basilicata. Secondo i dati Inail, gli infortuni con esito mortale nel 2019 sono aumentati del 2%.

Ancora un morto sul lavoro, stavolta a Gorla Minore , in provincia di Varese. Un operaio di 39 anni ha perso la vita poco dopo le 16 di oggi, venerdì 30 agosto, a causa di un incidente mentre si trovava sul posto di lavoro. L’uomo è deceduto dopo il suo arrivo al pronto soccorso dell’ospedale di Varese, dove era stato trasportato d’urgenza in elisoccorso. Secondo quanto riferito dal 118, l’uomo sarebbe rimasto incastrato tra due rulli in un macchinario mentre era al lavoro in una ditta di via Ambrogio Colombo.

Il decesso di oggi si va ad aggiungere alla tragedia avvenuta ieri ad Alianello, in provincia di Matera, dove due operai hanno perso la vita mentre ispezionavano la discarica Giuzio, dismessa da qualche anno. I corpi dei due lavoratori sono stati recuperati dai Vigili del Fuoco del Nucleo Speleo Alpini Fluviale, in un pozzo profondo circa 30 metri. Si pensa siano deceduti a causa della presenza di monossido di carbonio.

Sempre nella giornata di oggi è arrivata la triste notizia della morte di Renato Nicolini, l’operatore di Autostrade travolto lo scorso 4 agosto da un tir in galleria sull’A12, dopo che si era fermato a prestare soccorso a un automobilista, rimasto in panne. A poco meno di un mese da quei tragici fatti, l’uomo è morto all’ospedale San Martino di Genova dove era ricoverato. 

Infortuni sul lavoro, i dati Inail: in aumento quelli mortali

Questi sono soltanto gli ultimi tragici casi di morti bianche che, secondo i dati diffusi oggi dall’Inail sono in aumento nei primi sette mesi del 2019. Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail tra gennaio e luglio sono state 378.671 (-0,02% rispetto allo stesso periodo del 2018), 599 delle quali con esitomortale (+2,0%). In aumento le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 38.501 (+2,7%). 

I dati rilevati al 31 luglio evidenziano a livello nazionale un decremento dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati da 324.637 a 321.675 (-0,9%), e un incremento del 5,4%, da 54.096 a 56.996, di quelli in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro. A luglio 2019 il numero degli infortuni denunciati è diminuito dello 0,4% nella gestione industria e servizi (dai 294.934 casi del 2018 ai 293.709 del 2019), mentre è aumentato dell’1,1% in agricoltura (da 18.732 a 18.946) e dell’1,5% nel Conto Stato (da 65.067 a 66.016).

A livello territoriale, l’analisi evidenzia una diminuzione delle denunce di infortunio sul lavoro nel NordOvest (-0,2%), nel Nord-Est (-0,3%) e al Sud(-0,6%). In controtendenza il Centro e le Isole, che presentano un aumento pari rispettivamente allo 0,9% e allo 0,5%. Tra le regioni che hanno fatto registrare i decrementi percentuali maggiori spiccano il Molise (-5,3%) e la Valle d’Aosta(-2,0%), mentre gli incrementi più consistenti sono quelli di Sardegna (+3,5%) e Umbria (+3,0%). Il lieve calo che emerge dal confronto dei primi 7 mesi del 2018 e del 2019 è legato esclusivamente alla componente maschile, che registra un -0,2% (da 244.115 a 243.512 denunce), a differenza di quella femminile, in aumento dello 0,4% (da 134.618 a 135.159).

Per i lavoratori extracomunitari si registra un incremento degli infortuni denunciati del 3,7% (da 46.275 a 47.965), mentre le denunce dei lavoratori italiani sono in calo dello 0,5% (da 317.653 a 316.008) e quelle dei comunitari dello 0,7% (da 14.804 a 14.695). Dall’analisi per classi di età emergono aumenti tra gli under 30 (+2,4%) e tra i 55 e 69 anni (+3,0%). In diminuzione del 2,3%, invece, le denunce dei lavoratori della fascia 30-54 anni, nella quale rientra oltre la metà dei casi registrati.

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