Google VS Genius: è guerra fra i due colossi del web

Genius, colosso nel settore dei testi dei brani musicali, accusa Google di aver "copiato e incollato" del materiale dal proprio sito. Ecco la risposta del motore di ricerca.

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Da quando Google ha iniziato a far apparire i testi delle canzoni nella sua schermata principale, facendo sì che le persone non dovessero più cliccare sui link sottostanti per poterli leggere, moltissimi siti hanno visto calare incredibilmente il loro fatturato. Ciononostante, il principale colosso in questo settore, Genius.com, continua a macinare milioni di click grazie principalmente a questa tipologia di contenuto, affiancata negli anni dalla pubblicazione di notizie – spesso rumors ancora da confermare, che talvolta risultano veritieri, talvolta no.

Riuscire a fare concorrenza al principale motore di ricerca del pianeta è stato possibile grazie ad un servizio rapido e di ottima qualità, che praticamente non ha dato mai luogo ad errori nella trascrizione dei testi dei brani: segno della presenza di persone in carne ed ossa a trascriverli, magari con strumenti tecnologici utilizzati solo come supporto. Questo però non vuol certo dire che Genius.com non abbia sofferto per niente dell’accesa concorrenza del motore di ricerca: una situazione che non poteva non creare attriti fra le due compagnie. Ebbene, ora questi attriti sono sfociati in un’accusa abbastanza pesante rivolta a Google proprio da Genius.

Secondo l’azienda di Brooklyn, Google avrebbe eseguito dei semplici quanto sleali “copia e incolla” da Genius per dei testi. Come se ne sarebbero accorti? Genius alterna in maniera strategica gli apostrofi classici, quelli “dritti” per intenderci, ad apostrofi “curvi” nei testi: un marchio di fabbrica vero e proprio, utile quindi per smascherare i “copia e incolla” della concorrenza. Ebbene, il loro portavoce afferma che la compagnia avrebbe notato questi “furti” da parte di Google in qualche centinaio di occasioni, ed intimato quindi il concorrente di interrompere la pratica.

Ecco cos’ha affermato Benn Gross, Chief Strategy Officer di Genius, durante un’intervista concessa al Wall Street Journal:

è cosa nota che Google mostri alcuni testi copiati da genius al fine di conservare l’utenza sulla propria piattaforma. Tutti si sono accorti di questo da due anni ormai, ed è una mossa sleale e poco sportiva

Ma qual è la posizione di Google in merito? Non una completa negazione di quanto recriminato, ma uno scaricabarile delle responsabilità verso delle figure terze. Di seguito il comunicato stampa dell’azienda, reso disponibile tramite “Engadget”:

Chiaramente, i testi che Google mostra nel box informazioni e nel “knowledge panel” sono disponibili grazie a licenze ottenute da vari partner, non certo per via di furti da questo o quell’altro sito. Per noi, la qualità dei dati che pubblichiamo e ed il diritto d’autore sono tematiche molto serie: tutto è regolamentato da un severo regolamento di licenze che ci lega a chiunque detenga il copyright relativo a materiale da noi pubblicato. Investigheremo quindi sui particolari casi che ci sono stati segnalati e, se ne verrà fuori che i nostri partner non si sono comportati in maniera corretta, nell’upload di determinati testi porremo fine a determinate collaborazioni

Toni simili sono stati mantenuti anche da uno dei partner di Google in questo settore, LyricFind, che afferma in un comunicato di aver ordinato ai propri dipendenti di non consultare mai Genius, e di aver inoltre richiesto al competitor di concludere la faccenda semplicemente eliminando i testi oggetto di contesa, senza proseguire quindi in tribunale o comunque in sedi che potrebbero portare a conseguenze peggiori. A loro dire, Genius non ha mai risposto a questa richiesta; LyricFind sottolinea inoltre come il loro database includa 1,5 milioni di testi, di cui ben 100 mila creati nell’ultimo anno: seppure l’accusa di Genius fosse veritiera, ciò riguarderebbe quindi dei casi sporadici e non un’abitudine sistematica.

In definitiva, nessuno nega la possibilità che quanto contestato sia successo, ma la responsabilità viene scaricata da Google verso i suoi partner e da un partner verso le gesta di qualche singolo dipendente che avrebbe agito in maniera scorretta, senza seguire le linee guida prescritte. Vedremo se cadrà qualche testa o se si arriverà ad un accordo con Genius al termine di questa vicenda.

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