Google e Facebook dalla parte degli elettori il prossimo 4 marzo

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Google e Facebook padroni indiscussi dell’informazione: a decretarlo è l’Agcom, sulla base di un’indagine condotta da Gfk Italia su un campione di oltre 14mila persone. Il risultato non dovrebbe lasciare troppo perplessi: il 54,4% degli italiani si informa attraverso strumenti governati da algoritmi, come social network e motori di ricerca.

Consapevoli della propria influenza, i due colossi americani hanno gentilmente deciso di offrire una copertura mediatica delle elezioni politiche previste in Italia per il prossimo 4 marzo. Ciò avverrà non solo attraverso la consueta possibilità di condividere contenuti politici, bensì attraverso un’offerta concreto che prevede la creazione di strumenti ad hoc ideati direttamente dalle piattaforme online.

Facebook, ad esempio, ha avviato il tool “Punti di vista”, mirato a guidare gli elettori nel confronto delle posizioni dei principali partiti politici su questioni chiave legate alle elezioni e a considerare una serie di diversi punti di vista: l’invito “scopri le posizioni dei partiti, proprio come le hanno espresse” è abbastanza eloquente.

La selezione dei partiti è caduta sulle dieci fazioni politiche che superano l’1% nelle intenzioni di voto secondo i principali sondaggi elettorali. Gli argomenti di confronto sono stati stabiliti dagli stessi partiti attraverso la compilazione della sezione “Temi” presente sulle loro pagine.

Altro strumento interessante è Facebook Live, ovvero una serie di interviste condotte da ANSA ai leader dei suddetti partiti, nelle quali si potrà intervenire attraverso domande e commenti. Il tool “Candidati”, invece, consentirà agli utenti di conoscere gli esponenti delle diverse circoscrizioni, oltre a capire come votare con il nuovo sistema elettorale.

In perfetto stile “Maratona Mentana”, la notte delle elezioni, Facebook renderà visibili e aggiornerà gradualmente i risultati degli scrutini, un modo originale per tenere gli utenti incollati agli schermi più di quanto non facciano già.

Lo scopo è quello di informare, ma, soprattutto, di favorire interazione e condivisione di un diritto improrogabile dell’essere umano. La bacheca social diventa la nuova arena politica su cui scatenare il dibattito e approfondire il mondo offline.

Dal canto suo, Google non è da meno: il più famoso motore di ricerca ha annunciato la collaborazione con il Ministero dell’Interno per informare i cittadini sulle modalità di voto eseguendo da smartphone ricerche sulle elezioni. Via anche ai “post di Google”, ovvero post contenenti testo, foto o video utilizzabili dai partiti desiderosi di condividere le proprie posizioni sulla campagna elettorale e facilmente consultabili dagli elettori.

La rivoluzione digitale ha comportato una rivisitazione del modo di presentarsi all’elettorato da parte dei politici, moltiplicando i canali e le occasioni di confronto. La partecipazione politica è mutata, l’elettore è disposto a cambiare voto e la fiducia non è più scontata.

Stavolta, dunque, non solo libertà di espressione agli utenti, ma anche ampliamento dell’offerta. Si tratta pur sempre di spazi di informazione delegati e a costo zero che hanno convinto i partiti a ridimensionare manifesti e comizi di piazza.

Il desiderio di velocità e semplicità non ha risparmiato nemmeno la seconda più antica professione del mondo, quella che, secondo Reagan, assomiglia molto alla prima.

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