Google: aumentano le cause antitrust degli Stati USA

35 Stati americani con Washington DC, Guam e Portorico hanno intentato una causa contro Google. La piattaforma è accusata di avere il monopolio sui motori di ricerca

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Google: aumentano le cause

Un gruppo bipartisan di procuratori generali di ciascun Stato USA ha intentato un’altra causa antitrust contro Google. La causa è incentrata sul potere di mercato che la piattaforma esercita sulle ricerche online. Questa è una delle numerose battaglie legali che il gigante della tecnologia deve affrontare.

Google: le cause antitrust stanno aumentando?

Mercoledì scorso dieci procuratori generali statali hanno intentato una causa contro Google. Hanno accusato il gigante della ricerca di soffocare illegalmente la concorrenza nel mercato della tecnologia pubblicitaria. Tale causa è guidata dal procuratore generale del Texas Ken Paxton, a cui si sono uniti Arkansas, Indiana, Kentucky, Missouri, Mississippi, South Dakota, North Dakota, Utah e Idaho. Il giorno seguente, un gruppo bipartisan dei procuratori generali degli Stati ha intentato un’altra causa antitrust contro il motore di ricerca. La causa è intentata da 35 Stati con Washington DC, Guam e Portorico. Essa sostiene che Google mantenga illegalmente il potere di monopolio sui motori di ricerca e sui mercati della pubblicità di ricerca attraverso una serie di contratti e comportamenti anticoncorrenziali.

Questa denuncia Google di discriminare i motori di ricerca o piattaforme specializzate in un’area come Yelp per i ristoranti o Expedia per i viaggi. La causa è guidata dai procuratori di Colorado, Iowa, Nebraska e Tennessee. Tale causa è depositata presso la Corte Federale di Washington, dove anche il Dipartimento di Giustizia aveva presentato una causa contro Google all’inizio di quest’anno.

Le diciharazioni del procuratore generale del Colorado

Il procuratore generale del Colorado, Phil Weiser, ha dichiarato: “La nostra economia è più concentrata che mai. I consumatori sono penalizzati quando vengono privati dalla scelta di prodotti e servizi di valore. Le azioni anticoncorrenziali di Google hanno protetto i suoi monopoli generali di ricerca ed escluso i concorrenti. Questo ha privato i consumatori dei vantaggi di scelte competitive, minando nuovi ingressi o espansioni”. Weiser ha inoltre affermato che il loro caso dovrebbe essere consolidato con il caso del Dipartimento di Giustizia, perché entrambe le cause sono fondamentalmente focalizzate sul potere di mercato della ricerca di Google.

Google si difende

Google ha difeso il suo motore di ricerca in una lunga dichiarazione. Ha sostenuto che essere costretti ad annullare le modifiche danneggerebbe la qualità dei risultati e, in definitiva, le piccole imprese. Adam Cohen, direttore della politica economica di Google, ha dichiarato: “Sappiamo che il controllo delle grandi aziende è importante. Siamo pronti di rispondere alle domande e risolvere i problemi. Ma questa causa cerca di riprogettare la ricerca in modi che priverebbero gli americani di informazioni utili e danneggerebbero la capacità delle aziende di connettersi direttamente con i clienti”.


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