E’ Enrico Rosati il regista degli episodi 7 e 8 dell’ultima stagione di Gomorra – La Serie andati in onda venerdì sera su Sky Atlantic.

Abbiamo superato la metà – la scorsa settimana sono andati in onda i due episodi diretti da Marco D’Amore – e ormai manca sempre meno per il finale di stagione di Gomorra 4. Un finale che visto l’andamento si fa sempre più curioso e difficile da indovinare. E gli episodi di venerdì sera ne hanno dato confermato.

Senza dubbio pieni di azione, di pathos, di colpi di scena e di intrighi. Ma anche alcuni momenti più lenti e romanzati, che in fondo avevano una loro ragione di essere. Una fra tutti il matrimonio tra Patrizia e Michelangelo (la cui lealtà inizia a vacillare), forse fatto troppo in fretta, forse un po’ improvvisato, forse doveroso dato che Patrizia è incinta di lui. In ogni caso l’attenzione dal matrimonio è slittata velocemente verso un altro dei protagonisti della serie, che pare allontanarsi sempre più dalla vita mafiosa che lo ha segnato fino ad ora: Gennaro. Ma di lui ne riparleremo tra poco.

Concentriamoci ora sull’episodio 7 di Gomorra 4

Gomorra 4
Gomorra 4: Valerio in una scena dell’episodio 7

Un’insieme di emozioni diverse che concorrono per 45 minuti in un ritorno alle origini, agli intrighi delle prime stagioni di Gomorra. Un episodio in cui tornano protagonisti Enzo e Valerio in uno sfondo che non vede più la tanto sventolata pace tra i vari clan di Napoli ma che anzi, si infittisce sempre di più. Enzo stesso entra in crisi.

Organizza una rapina ad un furgone portavalori ma questa finisce male, perde un compagno e con lui anche la fiducia non solo del suo gruppo ma anche della persona a lui più vicina: Valerio. E’ quest’ultimo infatti a fare il passo falso che rimbomberà per tutto l’episodio. Convinto infatti che dietro la sparizione del carico di droga vi sia qualcun altro (per chi non lo ricordasse, quel qualcuno sono i Levante) decide di indagare all’oscuro di Enzo cercando un confronto con il clan dei Capaccio.

Inutile dire che Enzo lo viene a scoprire, tradito da uno degli uomini che si pensava dalla sua parte, lo stesso che gli sparerà a bruciapelo davanti ai fratelli Levante e Capaccio in modo da accreditarsi i clan restanti.
Un colpo duro per Enzo e per tutti i suoi seguaci che, dopo tanti episodi, vedono mancare improvvisamente il suo braccio destro. Ma, in fondo, a questo i fan di Gomorra sono abituati.
Piccola nota: prima dell’incontro tra clan, Valerio ha lasciato a suo padre una busta, il cui contenuto però resta ignoto.

Il secondo episodio, il numero 8

Gomorra 4
Gomorra 4: Antonio e Gennaro in una scena dell’episodio 8

A tornare sulla scena questa volta è Gennaro. I problemi con l’appalto continuano ad affiorare e con loro torna oscuro nel presente del giovane Savastano il suo trascorso. A minacciarlo è infatti il padre di un bambino compagno di classe di Pietro, un magistrato particolarmente interessato alla sua famiglia. La paura che il sogno dell’aeroporto fossa concludersi sul nascere lo porta a chiudere ogni porta ancora aperta con quella malavita di cui ora è Patrizia a farsi portavoce.

E infatti eccoci improvvisamente alle sue nozze. Gennaro a braccetto con Patrizia, in una lenta camminata all’altare. Una scena apparentemente inspiegabile, se non fosse che tra quei passi Gennaro le fa uno dei regali più grandi che le potessero fare: Secondigliano.

Patrizia ovviamente accetta, eppure nei suoi occhi si legge un misto di paura e stupore, cosciente che qualcun altro invece non la vuole là.
Ma tornando al magistrato, questi convoca in studio Antonio, il collaboratore di Gennaro, e pur non avendo nulla tra le mani gli fa nascere un po’ di paura. Questi però, a differenza del vecchio boss, non regge la pressione e si confida con la collaboratrice Tiziana. Ed ecco il secondo passo falso.

Alla domanda di Gennaro “devi dirmi qualcosa?” Antonio continua a mantenere le sue paure per sé, cosciente solo nel profondo che nulla si può tenere nascosto a un Savastano, dando così inizio a cinque minuti circa di pura di tensione. E’ in questo esatto momento infatti – siamo ormai verso la fine dell’ottavo episodio – in cui la suspense sale, l’ansia cresce e l’attesa si fa fervente. Sappiamo già come andrà a finire, ci manca solo di scoprire quando avverrà. Ed è così che ogni mossa e ogni azione diventano fatali, ogni momento è quello giusto, ogni atto di Antonio può essere l’ultimo. E infine, ecco l’unica cosa che forse non ci saremmo aspettati. Una morte insolita per un boss mafioso che uccideva a mani nude senza farsi troppi problemi. E quindi, al posto di una bomba, di un sicario o di una pistola, i freni della macchina di Antonio vengono manomessi e questo finisce in mare.

E in un totale di novanta minuti siamo a due morti importanti, il tutto a meno di cinque episodi dalla fine.

Ma accanto a tutto questo non è passato inosservato uno dei momenti più belli dell’ottavo episodio. Gennaro che, davanti al mare, dice ad Antonio (chiaramente in napoletano): “Lo sai, avevo un amico, un fratello, ogni tanto guardo il mare e penso che lui sta là da qualche parte a guardarmi.” Un chiaro riferimento a Ciro, che da questa serie se n’è andato solo fisicamente.

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