Golan e Israele: i drusi continuano a protestare

Dopo trentanove anni di occupazione, i drusi rivendicano la propria identità siriana. Ed è anche questa rivendicazione ad animare gli scioperi degli ultimi giorni

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Golan e Israele

Il 14 dicembre 1981, Israele approvò la “Legge delle Alture del Golan“. Così da sottomettere il Golan alla propria amministrazione e giurisdizione. Il Consiglio di sicurezza dell’ONU criticò questa scelta. E lo fece con la cosidetta Risoluzione 497. Era il 17 dicembre 1981. Trentanove anni dopo, la disputa tra Golan e Israele non si è ancora conclusa.

Golan e Israele: che cosa sappiamo al riguardo?

La controversia tra Golan e Israele ha origine prima del 1981. Infatti, la prima occupazione isreaeliana delle alture del Golan risale al 1967. Dunque, dopo la fine della Guerra dei sei giorni. Guerra che ha visto Israele scontrarsi con Egitto, Giordania e Siria. La comunità internazionale ha reagito, però, in maniera inaspettata. Gli USA stessi hanno chiesto, difatti, che Israele si ritirasse dai territori occupati. Ciò ha portato alla Risoluzione 242. Votata dall’ONU il 22 novembre 1967. E nella quale si rimarca un concetto fondamentale del diritto internazionale. Ovvero quello di non poter ottenere territori con la forza. Inoltre, l’ONU sollecitava Israele a ritirarsi dai territori occupati. Oltre a ciò, la Risoluzione 242 prevedeva che Israele e Palestina si riconoscessero a vicenda.

La guerra dello Yom Kippur

La guerra del Kippur ha avuto luogo tra il 6 e il 25 ottobre 1973. Ciò che conta, però, è quanto si è deciso alla fine della guerra. Israele ha infatti restituito il 5% del territorio del Golan alla Siria. Di conseguenza, i due Paesi si contendono il restante 95%. Inoltre, fino al 1981 il Golan ha dovuto sottostare all’amministrazione militare israeliana. A cui è seguita la già accennata “Legge delle Alture del Golan“. Alla quale i drusi e i siriani si sono opposti. Il 14 febbraio 1982, infatti, è stato indetto uno sciopero nazionale. Quest’ultimo è durato sei mesi. Obiettivo dello sciopero era quello di impedire che venisse imposta un’identità israeliana. Ovvero l’allontanamento della popolazione locale. Il 25 marzo 1982, invece, viene presentato un vero e proprio documento nazionale. Nel quale si sottolinea che le alture del Golan appartengono alla Siria. E che i suoi abitanti sono siriani.

Golan e Israele: perché i drusi stanno scioperando?

Lo sciopero è cominciato la scorsa settimana. Lunedì 7 dicembre, infatti, i drusi hanno protestato contro alcune restrizioni di Israele. Quest’ultime non permetterebbero loro di accedere ai terrenni e ai raccolti. Le truppe israeliane hanno poi bloccato le entrate principali dei rimanenti villaggi drusi. L’altro motivo è legato al progetto di realizzazione di tre parchi eolici. Israele vorrebbe infatti costruirli vicino ai villaggi dei drusi. Occupando così un quarto dei loro terreni. Lo sciopero ha coinvolto tutti. Anche le stesse scuole. D’altronde, togliere i campi ai drusi vuol dire privarli della loro prima fonte di sostentamento.

Scontri con la polizia e arresti

Nella giornata di mercoledì 9 dicembre, ci sono stati scontri tra la polizia israeliana e i manifestanti. Quest’ultimi sembrerebbero che abbiano lanciato delle pietre verso i poliziotti. La polizia parrebbe, invece, aver risposto con gas lacrimogeni e pallottole di gomma. Tra i feriti si contano quattro poliziotti e dieci manifestanti. Inoltre, l’arresto di alcuni scioperanti ha accresciuto la tensione tra le due parti. Da cui è nata una nuova manifestazione. Questa volta però vicino alla stazione di polizia. La manifestazione è durata quasi una settimana. Infatti parrebbe essersi conclusa solo questo martedì.

Wael Taraibeh: “I drusi si sentono siriani

Il senso di appartenenza dei drusi alla Siria è al centro anche di queste proteste. Uno dei manifestanti, Wael Taraibeh infatti afferma: “Quest’area era e resta siriana”. Di conseguenza, i drusi rifiutano la cittadinanza israeliana. Proprio come hanno fatto trentotto anni fa. Prima con lo sciopero. Dopo con il loro documento nazionale. Insomma, questo serve a ricordarci che il conflitto tra Golan e Israele non si risolverà nell’immediato futuro. E che senza cambiamenti, anche sul piano della politica internazionale, trovare una soluzione sarà ancora più complicato.


Ritiro israeliano dal Golan siriano e territori arabi occupati


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