Sono 2052 le città che nel mondo aderiranno alla manifestazione per il clima. Da settimane, il nuovo movimento degli studenti cerca il sostegno dei governi del proprio Paese, richiedendo politiche più incisive al fine di contrastare il riscaldamento globale, in particolare per ridurre le emissioni di anidride carbonica, tra i principali gas serra.

Perciò si è deciso di indire per oggi, 15 marzo 2019 il “Global strike for future”, una manifestazione che coinvolge le generazioni di più giovani in difesa del clima, per far sapere a tutti che “non c’è più tempo”.

Meno di una settimana fa, la giovane attivista svedese Greta Thunberg, la prima studentessa a manifestare costantemente davanti al parlamento per richiedere misure migliori in materia di clima, ha lanciato un appello su Twitter, proponendo per il 15 marzo lo sciopero nelle scuole. Grazie al passaparola, hanno infatti aderito sempre più movimenti e associazioni.

Fridays for future: cos’è e per cosa manifestano gli studenti

Fridays for future

Il movimento prende il nome di Fridays For Future, proprio per le gesta della giovane attivista che, dopo un lungo periodo estivo di sciopero, ha continuato a non andare a scuola ogni venerdì per scioperare.

È nato a tal proposito l’hashtag #FridaysforFuture che ha permesso a studenti provenienti da tutto il mondo, di potersi organizzare e di prendere parte a manifestazioni in ogni angolo del pianeta. Stando ai dati diffusi dall’ultimo rapporto dell’Onu, i millennials sono l’ultima generazione che può davvero fare qualcosa per migliorare il benessere del pianeta e limitare il riscaldamento globale. Tale rapporto ha evidenziato come in materia di cambiamenti climatici, si hanno ancora solamente 11 anni di tempo per modificare il modo di produrre e di sfruttare le risorse che sta sempre più impoverendo il nostro Pianeta.

La richiesta del movimento è quindi la seguente: i governi devono agire immediatamente, ormai che i primi effetti del cambiamento climatico si iniziano a vedere negli inverni sempre più brevi e nell’aumento della temperatura dei mari.

È stato quindi creato un apposito sito, aggiornato in tempo reale, dove vengono elencati in ordine alfabetico tutti i Paesi partecipanti e il numero di piazze coinvolte negli scioperi studenteschi. Emerge quindi che nelle ultime settimane, hanno già manifestato in 2052 luoghi diversi
gli studenti di ben 123 paesi.

E Per la giornata di oggi invece, l’Italia, con 235 raduni organizzati, è il Paese più attivo, seguita da Francia con 21, Germania con 199, Stati Uniti con 168, Svezia con 129 e Gran Bretagna 111. Verranno infine coinvolti anche gli studenti in Spagna, con 65 presidi, Portogallo con 36, Belgio e Irlanda con 31 e Finlandia con 26.

Chi è Greta Thunberg

Greta Thunberg

La sedicenne svedese è attualmente candidata al Nobel per la pace. Ha infatti cominciato la scorsa estate a protestare tutti i venerdì davanti al Riksdag (parlamento) di Stoccolma per chiedere nuove misure a favore del cambiamento climatico, con lo slogan Skolstrejk för klimatet (Sciopero della scuola per il clima). Il suo esempio ora è seguito da moltissimi giovani, dopo i suoi discorsi tenuti in Polonia al vertice sul clima delle Nazioni Unite e a Davos al World Economic Forum.

Greta ha cominciato a manifestare a fine agosto 2018, decidendo di non andare a scuola fino al 9 agosto dello stesso anno, giorno in cui si sarebbero tenute le elezioni legislative nel suo paese. Il suo obiettivo era quello di far sentire la sua voce per promuovere lo sviluppo sostenibile, e per accertarsi che l’accordo sul clima di Parigi venisse attuato e rispettato e ha continuato a scioperare ogni venerdì per dimostrare il suo impegno e l’importanza della sua causa.

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