Il vero amore non implica la perfezione, anzi fiorisce sulle imperfezioni. A scriverlo è John Gray, autore del simpatico libro Gli Uomini vengono da Marte, le Donne da Venere che dal 1992 resta ancora oggi tra i libri più venduti al mondo. Una sorta di manuale, con il quale lo psicologo statunitense racconta quanto è facile migliorare il dialogo, il rapporto tra uomo e donna svelando le differenze tra i due sessi e ritrovare l’armonia di coppia.

A lui e al suo celebre libro la psicoterapeuta Cristiana Bonaffini, ospite del Coordinamento Donne e Giovani della Slp Cisl di Catania, ha dedicato un incontro dal titolo dell’omonimo libro e sull’importanza della comunicazione di coppia come antidoto alla violenza.

Dopo i saluti alla psicologa e ai presenti del segretario territoriale Slp Salvo Di Grazia e dopo l’annuncio del responsabile Coordinamento Giovani Alessandro Carpenzano della possibilità per gli iscritti e i loro familiari di poter accedere a visite specialistiche presso la struttura ospedaliera Garibaldi nuovo di Catania grazie alla Lilt (la Lega Italiana per la lotta contro i Tumori) si è entrati subito nel vivo della conversazione.

“La prevenzione è una tematica che ci sta molto a cuore – spiega in apertura la responsabile del Coordinamento Donne Angela Cerro – e in questo contesto abbiamo voluto trattare l’argomento della violenza sulle donne partendo dalle basi, dalla relazione di coppia, dalla comunicazione e dal dialogo tra l’uomo e la donna”.

“Quando vi è il primo incontro, l’innamoramento – esordisce Bonaffini – è una cascata di emozioni. Ci sorprendiamo di noi stessi. Viviamo in uno stato di ebbrezza. Superati i diciotto mesi però entriamo nella monotonia, nascono le prime incomprensioni e si pongono le basi dei primi problemi di coppia”.

Le radici del fraintendimento – continua la psicologa – vanno ritrovate nel valore che ognuno di noi mette nelle parole che usiamo. Ognuno di noi è un piccolo mondo. Ognuno reagisce in maniera differente allo stress e alle situazioni di ogni giorno. Gli uomini, ad esempio, tendono a chiudersi nella loro caverna, mentre le donne sentono il bisogno di parlare, di raccontare la loro giornata.

Il dialogo è il primo collante per rafforzare un rapporto, ma anche la prima espressione di quello che siamo. Un uomo non tende solo ad ascoltare, ma cerca le soluzioni. La donna, di contro, vuole essere solo ascoltata e nel momento in cui rifiuta le soluzioni del partner scatta la frustrazione per la donna e per l’uomo.

Come fare allora? Malgrado gli uomini vengano da Marte e le donne da Venere le soluzioni esistono. È necessario innanzitutto superare i propri limiti, mettersi al posto dell’altro e fermarsi a pensare, prima di agire, di cosa ha realmente bisogno l’altro.

“Basterebbe questo – spiega la psicologa – per evitare il manifestarsi di dimensioni conflittuali. Sebbene la colpa -puntualizza – non è solo dell’uomo o della donna, lo è anche della società in cui viviamo. La nostra è una società fortemente romantica che porta all’idealizzazione tutto, specialmente l’amore e il rapporto di coppia. E’ una società ancora oggi fortemente maschilista che si sente minacciata dal nuovo ruolo della donna, sempre più autonoma ed indipendente” e quindi una società sempre in bilico, che si muove su un gioco forza di equilibri marziani e venusiani.

Bisogna allora sapersi recepire, bisogna sapersi concentrare sul dialogo, sull’ascolto, sul noi piuttosto che sull’io e dare spazio a ciò che veramente si vuole.

La psicologa racconta, partendo dalla propria esperienza professionale, quante coppie siano riuscite a scoprirsi e a riscoprirsi grazie al gioco dell’amore “io vorrei che tu”. Stilare una lista di dieci punti per capire di cosa ha realmente bisogno l’altro, per conoscersi meglio e vedere quanto siamo diversi, ma anche simili, nel nostro continuo bisogno di essere amati.

 

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