Gli Stati Uniti hanno deciso di togliere l’Eritrea dalla lista di paesi che collaborano con il terrorismo.

Il governo americano ha deciso di togliere l’Eritrea dall’elenco degli stati che finanziano e danno appoggio alle organizzazioni terroristiche. La decisione è avvenuta anche a seguito dell’accordo tra Eritrea ed Etiopia dell’8 luglio 2018 che, dopo due decenni, ha messo fine alle tensioni tra i due paesi.

I difficili rapporti con l’Etiopia

Nel 1998, cinque anni dopo la concessione dell’indipendenza all’Eritrea da parte di Addis Abeba, ebbe inizio una guerra tra i due paesi che rivendicavano il possesso della città frontaliera di Badammé. Alla fine del conflitto, nel 2000, i negoziati che portarono all’ accordo di Algeri stabilirono che la città contesa sarebbe entrata a far parte del territorio eritreo. A seguito di questa decisione il governo etiope si rifiutò di ritirare le truppe che occupavano la città, mantenendone di fatto il controllo politico e militare. Solamente nel 2018, a seguito del miglioramento dei rapporti tra i due paesi, l’Etiopia ritirò i propri soldati da Badammé, che divenne ufficialmente una città dell’Eritrea.

Cartina dell’Eritrea

La dittatura in Eritrea e i presunti finanziamenti ad Al Shabaab

La decennale diatriba che si accese tra i due paesi in seguito alla guerra, portò il capo di stato eritreo Isaias Afewerka, unico dittatore del paese dall’indipendenza, nel 1993, a militarizzare tutto il paese, istituendo la leva militare permanente e utilizzando tutte le risorse economiche per gli armamenti, cosa che portò lo stato del Corno d’Africa a diventare uno dei paesi più poveri del mondo. Inoltre, dopo aver imposto il partito unico, portando il paese alla dittatura, Afewerka si rese responsabile di numerose atrocità, riportate anche in un documento delle Nazioni Unite del 2016, nel quale veniva reso noto che in Eritrea avvenivano sistematiche e diffuse violazioni dei diritti umani, tra le quali violenze sessuali e lavori forzati. Il monopartitismo e la conseguente mancanza del pluralismo politico mostravano che nel paese vi era la totale mancanza dello stato di diritto. Gli oppositori politici vennero spesso arrestati e in alcuni casi non furono più ritrovati.

Il capo di stato Eritreo Isaias Afewerka

Prima degli Stati Uniti, che nel 2017 inserirono l’Eritrea nella Black List, era stato l’Onu ad intervenire sul paese Africano. Nel 2009 infatti il Consiglio di sicurezza decise di disporre verso l’Eritrea l’embargo sulle armi, oltre ad altre sanzioni in quanto sospettata di finanziare ed appoggiare l’organizzazione terroristica islamica Al Shabbab, responsabile di attentati in tutta l’Africa orientale. Solo nel novembre 2018, a seguito del miglioramento dei rapporti con l’Etiopia e venuta meno l’accusa di collaborazione con i terroristi, le Nazioni Unite hanno deciso di porre fine alle sanzioni.

Il primo ministro etiope Abiyd Ahmad Ali

Abiyd Ahmed Ali e la ripresa delle relazioni

In seguito all’elezione, nel 2018, del nuovo primo ministro Etiope Abiyd Ahmad Ali, i rapporti tra i due paesi sono nettamente migliorati. Il nuovo capo del governo etiope ha da subito dichiarato che Addis Abeba avrebbe rinunciato alle rivendicazioni territoriali in Eritrea, inaugurando un dialogo che ha portato in poco tempo alla riapertura delle rispettive ambasciate, ad accordi commerciali e all’inaugurazione di un collegamento aereo diretto tra le due capitali. Dopo un importante incontro avvenuto ad Addis Abeba nel giugno 2018 tra le delegazioni dei due paesi, si è giunti l’8 luglio successivo alla dichiarazione che mette fine alle ostilità con l’inizio delle relazioni diplomatiche.

L’incontro tra ali e Afewerka nel 2018

Gli Stati canaglia

Il termine “Stato canaglia” venne coniato negli anni ottanta dal presidente americano Donald Reagan che lo aveva utilizzato per indicare la Libia di Gheddafi che in quel periodo costituiva una minaccia per il mondo occidentale. Nella Black List attualmente ci sono paesi che costituisco una minaccia per la sicurezza internazionale, in quanto attuano violazioni dei diritti umani, possiedono armi di distruzione di massa oppure sponsorizzano il terrorismo. Attualmente sono considerati stati canaglia l’Iran, la Siria, il Sudan, la Corea del Nord e il Venezuela. Si tratta di stati che per lo più sono governati da dittatori e, in gran parte dei casi hanno rapporti con organizzazioni terroristiche. Per ciò che concerne la Corea, l’inclusione nell’elenco è dovuto alla minaccia militare e nucleare di questo paese. Fino a pochi anni fa anche la Libia faceva parte della Black List in quanto sospettata di finanziare e dare appoggio logistico ad organizzazioni estremistiche islamiche. Con la caduta di Gheddafi, gli Stati Uniti hanno tolto il paese nordafricano dall’elenco. LAfghanistan è stato considerato Stato canaglia fino all’inizio degli anni 2000 poiché i talebani, che governavano il paese, davano appoggio finanziario e logistico ad Al Qaida, ospitando all’interno del paese Osama Bin Laden, feroce capo dell’organizzazione terroristica.

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