Gli Stati Uniti dispiegano forze militari in Siria

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Gli Stati Uniti dispiegano forze in siria

Gli Stati Uniti hanno schierato veicoli militari nel nord della Siria come in risposta di alcune attività russe. Tutto questo è accaduto mentre Trump ha ribadito di essere fuori dalla Siria. L’obiettivo, secondo il Pentagono, di tale massiccio diepiegamento è proteggere la coalizione internazionale che sta combattendo nel paese.

Gli armamenti militari utilizzati, come ha dichiarato alla CNN il colonnello Wayne Marotto sono i Bradley Fighting Vehicles, che servono per garantire “la protezione delle forze della coalizione e preservare la loro libertà di movimento in modo che possano continuare le operazioni di sconfitta Daesh in sicurezza”. Le forze Usa hanno dispiegato anche il radar Sentinel, aumentando la frequenza delle pattuglie di caccia statunitensi

La risposta russa

Mentre gli Stati Uniti pontificano la loro volontà di difendere i cittadini siriani e le forze alleate, la Russia, tramite un suo rappresentante alle Nazioni Unite, Vasily Nebenzya, attaccano aspramente le attività americane, le quali mettono in primo piano la volontà di rovesciare il governo legittimo di Assad.

“Di recente abbiamo sentito parlare di piani per uccidere il presidente di uno Stato sovrano, il capo di Stato siriano Bashar Assad. Di cosa si tratta se non di una politica volta al cambio di regime? Le sanzioni unilaterali, prosegue Nebenzya, ostacolano gli sforzi di coloro che vogliono la pace in Siria“.

Le motivazioni di una guerra

Iniziata durante le note primavere arabe che colpirono i paesi africani e mediorientali, la Guerra civile siriana è diventata un tassello fondamentale per lo scacchiere geopolitico mediorientale. Nel 2012 la guerra assunse forme più internazionali dopo la creazione del Free Syrian Army, formato da combattenti opposti al governo di Damasco. Nello stesso anno la radicalizzazione del confitto ha portato le forze salafite del paese a scontrarsi sempre di più con l’esercito regolare; fino a far intervenire le forze internazionali come Stati Uniti, Russia e Iran (nel 2013).

La narrazione ufficiale di questo conflitto però nasconde le reali motivazioni che lo hanno generato, ossia il gas naturale. Circa due anni prima dello scontro, fu scoperto un immenso giacimento petrolifero, che si posizionava nel tratto di mare tra Qatar e Iran. Due paesi estremamente diversi che concordarono progetti altrettanto diversi per la lottizzazione del petrolio (con l’obiettivo di venderlo in Europa).

Furono per questo istituiti due progetti; un gasdotto chiamato Qatar-Turkey Pipeline, che attraversava anche la Siria; mentre l’Iran proponeva l’Islamic Pipeline, che sarebbe giunto in Turchia, transitando dall’Iraq e passando dalla Siria e dal Libano. Dal secco no di Assad per il primo progetto emersero le prime tensioni internazionali che crearono la base della Guerra civile. Una guerra definita esclusivamente energetica da uno degli esperti mediorentali più noti al mondo come Pepe Escobar.

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