Gli Stati Uniti chiudono il consolato cinese a Houston

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Gli Stati Uniti hanno deciso di chiudere il consolato con sede a Houston, Texas. La decisione ha scatenato le polemiche dell’opinione pubblica cinese, che subito ha condannato la decisione del governo a stelle e strisce.

Morgan Ortagus, portavoce del Dipartimento di Stato americano, ha dichiarato che Washington ha diretto la chiusura del consolato “al fine di proteggere la proprietà intellettuale e le informazioni private degli americani”.

Dall’altra parte Wang Wenbin, portavoce del ministro degli esteri di Pechino, in una conferenza ha risposto evidenziando l’atto come una vera e propria escalation tra i due colossi mondiali. “La chiusura unilaterale del consolato generale cinese a Houston in un breve periodo di tempo è un’escalation senza precedenti degli Stati Uniti contro la Cina“.

Cina – Usa, le relazioni si fanno sempre più complicate

Il rapporto diplomatico dei due paesi ha subito degli stravolgimenti a partire dall’esplosione del Covid-19. In più di un’occasione gli americani hanno accusato Pechino di aver volontariamente diffuso il virus per indebolire gli avversari economici. Tanto che Trump ha incoraggiato più volte i cittadini americani a boicottare le merci cinesi.

La questione si è fatta più complessa quando è partita la cosiddetta corsa verso il vaccino; anche in questo caso la Casa Bianca punta il dito contro presunti tentativi di hacking da parte dei cinesi. Secondo il dipartimento di giustizia americano, due ex studenti cinesi Li Xiaoyu e Dong Jiazhi, avrebbero ottenuto finanziamenti dal governo cinese e dall’intelligence civile per ottenere più informazioni possibili sugli studi sul vaccino, considerati materiale sensibile dagli americani.

La risposta della Cina non si è fatta attendere, definendo le parole dei federali USA come calunnianti. “La Cina, come afferma di nuovo Wang Wenbin, sostiene la lotta contro i reati informatici e promuove la sicurezza in tutti i campi”.

“Sollecitiamo gli Stati Uniti a revocare immediatamente questa decisione sbagliata. Se dovessero insistere a percorrere questo sentiero sbagliato, la Cina reagirà con ferme contromisure”, concoude Wenbin.

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