Gli orsi polari rischiano di sparire dall’Artico nel 2100

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Gli orsi polari a rischio estinzione entro il 2100.

Gli scienziati lanciano un nuovo allarme sul rischio di estinzione per gli orsi polari. Stando ai risultati di un recente studio, è stato calcolato che, se le condizioni ambientali già critiche non dovessero migliorare, entro il 2100 la specie potrebbe sparire dall’Artico e dal pianeta. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista specializzata Nature Climate Change, ed è stata eseguita in Canada, all’Università di Toronto. Gli autori sostengono che già in questa fase alcuni animali sono ai limiti della sopravvivenza a causa dello scioglimento dei ghiacci provocato dai cambiamenti climatici che non sono stati ancora limitati.

Stephen Molnar ha spiegato che gli orsi polari di solito sfruttano il ghiaccio marino per andare a caccia di foche per il proprio sostentamento. La repentina diminuzione di queste lastre per l’innalzamento delle temperature sta costringendo numerosi mammiferi a ricoprire lunghe distanze o a muoversi sulla riva alla disperata ricerca di cibo. Spesso però non riescono a trovarne, impedendo loro di rifornirsi del nutrimento necessario per la crescita dei cuccioli.

Gli orsi polari fanno fatica a sfamare i cuccioli.

Lo studioso dell’Università di Toronto ritiene che la condizione precaria dell’orso polare sia il simbolo della crisi ambientale che sta attraversando il pianeta e che ad oggi non risulta affatto in via di risoluzione. Ha evidenziato che ormai da diversi anni questa specie è stata segnalata dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) tra quelle maggiormente a rischio estinzione. Del resto, il loro habitat naturale nell’estremo nord della Terra, dove i ghiacci si stanno drammaticamente riducendo, si sta modificando e ne sta mettendo a dura prova la resistenza. La ricerca ha cercato di dare una stima del periodo in cui – rimanendo tali le condizioni climatiche – gli esemplari potrebbero estinguersi del tutto.

Gli orsi polari possono essere ancora salvati

L’equipe di studiosi si è concentrata su una serie di parametri riguardanti il consumo di energie degli orsi polari per capire fino a che punto sono in grado di resistere a questa situazione estremamente delicata. Steven Amstrup, direttore della Polar Bears International che ha partecipato alla ricerca canadese, ha detto che già in questo periodo gli esemplari più giovani potrebbero morire prematuramente. Le mamme, infatti, spesso non hanno abbastanza grasso corporeo per nutrire i loro piccoli. Si tratta di un drammatico fenomeno che non riguarda solo il futuro, poiché in alcune aree dell’Artico si starebbe già verificando.

Oggi è la Giornata Mondiale dell’orso polare

Gli esperti, ad ogni modo, ritengono che attualmente non tutto sia ancora perduto. Gli interventi attuati finora non si sono dimostrati sufficienti, e per questo motivo hanno lanciato un appello ai governi di tutto il mondo affinché trovino un’ampia intesa per avviare dei progetti concreti che possano salvare dall’estinzione gli orsi polari. Quindi hanno aggiunto che queste riforme green sarebbero un toccasana anche per gli esseri umani.

Gli scienziati lanciano un appello per salvare gli orsi polari.

Tenendo conto dei modelli sviluppati durante lo studio, si stima che, proseguendo di questo passo, le elevate emissioni di gas serra nell’atmosfera potrebbero provocare la sparizione della specie dell’orso polare entro il 2100. Infatti a partire dalla fine degli anni ’70 si sta assistendo ad una preoccupante diminuzione del ghiaccio dell’Artico del 13% ogni dieci anni. Molnar, concludendo il suo intervento sulla ricerca da lui guidata, ha detto che se si riuscissero ad attuare sia gli accordi di Parigi che quelli di Montreal, si perderebbe comunque qualche esemplare, ma si andrebbe ad evitare l’intera estinzione degli orsi polari. Quindi ha chiosato: «Possiamo e dobbiamo intervenire per arrestare questo declino».