Per la loro salute gli italiani scelgono Dr Google

Alzi la mano chi non ha digitato i propri sintomi su Google e cercato una risposta ai propri problemi di salute, facendo poi delle autodiagnosi?

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Quasi il 90% degli italiani, quando non si sente in salute, si fa un’autodiagnosi cercando su internet quali malattie sono associate ai propri sintomi. E ora il motore di ricerca più famoso al mondo prova a rendere questa pratica meno rischiosa.

Google risponde ad ogni nostra domanda


Se diamo retta alle statistiche sono molti gli italiani a farlo, mettendo però in grave rischio la propria e l’altrui salute.

Non a caso in giro per il mondo i dottori continuano a fare appelli perché si eviti di ricorrere alle cure-fai-da-te, in Inghilterra il presidente della Royal Pharmaceutical Society ha espressamente chiesto di non fidarsi delle diagnosi online ed in Belgio è stato trasmesso uno spot in cui si ridicolizza chi ricorre al web per curarsi, mentre in Italia e in tutto il pianeta lo studio del «dottor Google» è sempre più intasato da pazienti che chiedono un consulto.


Dottor Google è una simpatica “personcina” che non sempre ci da le risposte giuste, se per esempio parlassimo con lui di tumori ci darebbe abbastanza velocemente tutta una seria di notizie come che “lo scopo principale della mammografia non è fare diagnosi precoce per il cancro al seno, ma trovare falsi positivi da sottoporre a trattamenti costosi, tossici e invasivi”.

Ci potrebbe anche raccontare che Otto Heinrich Warburg nel 1931 vinse il Nobel per aver scoperto la principale causa del cancro e che la notizia venne censurata per interessi economici di “Big Pharma”.

Se però argomentassimo con dottor Google che si tratta di notizie false ci direbbe che abbiamo ragione e ci mostrerebbe anche il perché.

Sarebbe quindi sicuramente meglio parlare con un vero medico in carne e ossa.
‼️Su internet e social network ci sono valanghe di pagine che parlano degli effetti disastrosi dei vaccini, di cure miracolose contro il cancro, teorie di complotto delle case farmaceutiche e tutte queste appartengono a una categoria molto pericolosa di bufale sulla salute.

L’illusione di avere la conoscenza a portata di click e la facilità con cui si possono reperire informazioni ci mettono a rischio di compiere scelte avventate e pericolose. Tante volte noi farmacisti, e sicuramente anche i medici, ci sentiamo ripetere “… ma su internet ho letto che…”, sta infatti aumentando il numero di persone che si affidano a internet per fare autodiagnosi.

Appare sempre più importante trovare dei modi con i quali difendersi da questa abbondanza di notizie per lo più non veritiere.

Controlliamo sempre la fonte di una notizia.
Dobbiamo porre attenzione a due domande “Chi mi dice questo?” e “Come fa a saperlo?”
È sempre necessario fare una doppia ricerca sull’autore del testo e sul sito che pubblica la notizia.

Il web è pieno di false testate giornalistiche create per attrarre click e vendere pubblicità.

Per evitare che i naviganti finiscano all’interno di portali non scientifici, o si ritrovino a leggere diagnosi che con il loro stato di salute c’entrano poco o niente, lo stesso Google ha deciso di mettere un freno a questa pratica, mostrando diagnosi ed eventuali patologie in apposite schede localizzate direttamente all’interno dei risultati di ricerca sottolineando che in nessun caso queste indicazioni sostituiscono il consulto specialistico e la visita clinica o medica.

La funzionalità di tale ricerca tramite sintomi è per ora in fase di roll-out negli Stati Uniti, e solo su mobile, ma nei prossimi mesi raggiungerà molti altri Paesi, Italia compresa.

Il suo funzionamento è semplice, perché sarà possibile scrivere, per esempio, «male di testa da un lato», per ottenere una lista di patologie connesse, come cefalea, emicrania, raffreddore, sinusite e così via, ed a corredo di queste schede si troveranno brevi informazioni sulle singole malattie, ma anche consigli per raggiungere un medico con il quale consultarsi sull’eventuale gravità del proprio disturbo.

In una ulteriore nota il dottor Google spiega: «Dovete sempre consultare un professionista per la vostra salute»,

La notizia è nuova? È basata su fatti specifici o solo su opinioni dell’autHa la possibilità di verifica delle fonti?

Terzo aspetto riguarda il modo in cui la notizia viene presentata:

il titolo ha una forte carica emotiva? Tocca argomenti bollenti? Contiene foto forti? È troppo bella per essere vera?


Informarsi costa fatica, non fermiamoci solo al titolo di un articolo, spesso basta aprire il post e leggerlo per rendersi conto che si tratta di una notizia priva di veri contenuti.


Facciamo una selezione di fonti attendibili, e soprattutto consultiamo medici e farmacisti in carne e ossa.

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