Gli interessi nazionali nella corsa al vaccino

Gli interessi economici e di prestigio in gioco

0
223

Cosa significa?

Oggi, la corsa al vaccino è al momento l’unica certezza, all’interno di un contesto internazionale in cui ogni potenza cerca di approfittare delle proprie capacità finanziarie e tecnologiche per arrivare prima degli altri. Gli Stati hanno un forte interesse nel giungere primi, sia a livello di prestigio internazionale che interesse puramente economico.

Russia

La Russia, outsider storico dell’Occidente, attraverso la scoperta di un vaccino acquisirebbe maggiore favore a livello internazionale. Infatti le sue politiche di continua repressione interna di libertà di stampa e annullamento degli oppositori interni non favorisce la sua immagine all’estero. Inoltre ha una posizione vacillante sia nei rapporti con l’Ue, in aperto conflitto con la Germania, e con gli Stati Uniti. A livello più regionale, la scoperta di un vaccino russo non muterebbe i rapporti di forza già esistenti nella regione Euroasiatica. Però sicuramente rafforzerebbe la propria egemonia finanziaria creando una rete economica più globalizzata.

Cina

La Cina, ovviamente, ha tanto da farsi perdonare, non solo la posizione di incubatrice della pandemia, ma tante altre situazioni ed ultima in ordine di apparizione, la vicenda di Hong Kong. Tale esperienza ha segnato una prepotenza cinese nei confronti della provincia. La mancata reazione degli altri Paesi ha mostrato l’incapacità di contrapporsi alla logica di potenza cinese. La Cina ha lavorato molto sulla sua immagine all’estero. Per i cinesi il primo vaccino sarebbe la miccia che li porterebbe al prestigio internazionale che inseguono con determinazione e menzogne da quando Xi è al potere.

Unione Europea

Se l’immagine, di questi tempi, è tutto, l’Europa, ai tempi del Covid, è apparsa disunita e carente in una pronta risposta all’emergenza sanitaria. Le strategie dei Paesi Europei hanno mostrato linee puramente nazionali, mosse in ordine sparso, senza una vera guida condivisa. Ora, però, sembra che l’Europa sia più intenzionata a recuperare, soprattutto sostenendo programmi comuni di ricerca nel campo delle terapie e dei vaccini. Anche perché se qualche Paese si arroccherà in questo sovranismo vaccinale, alla fine si auto isolerà, venendo meno a quelli che sono i principi di unità e cooperazione squisitamente europei.

Usa

Gli Usa stanno giocando una partita importante per la propria egemonia e la corsa al vaccino è in cima all’agenda del presidente Donald Trump. Come per l’Europa, gli Stati Uniti hanno dimostrato una mancanza di coordinamento a livello nazionale. Difatti la pandemia ha messo in luce le mancanze del sistema sanitario americano e le disparità economiche tra i gruppi etnici. Trump, ora, appunto pone tutte le sue speranze nel vaccino, per ottenere una risalita economica più che mai necessaria ad un Paese ormai sulle ginocchia e anche per risanare l’immagine USA nel mondo come modello da seguire ed imitare.

Putin, Trump, Xi Jinping

Cosa emerge da questa competizione?

Sicuramente questa pandemia e questa corsa al vaccino ci regalano un mondo nel quale il virus ha velocemente innalzato di nuovo le frontiere nazionali. La geopolitica del vaccino è chiaramente complessa, ma un elemento è certo. Il primo Stato ad entrarne in possesso potrà, non solo rimettere in moto la propria economia più velocemente rispetto ad altri, ma anche influenzare pesantemente una serie di assetti importanti. Sorprendente è, che mentre il Corona Virus ci rammenta quanto siamo interconnessi e interdipendenti. La cooperazione e il multilateralismo escono a pezzi da questa pandemia, rafforzando fortemente del frontiere statali. Le nuove o emergenti minacce sanitarie stanno dimostrato come gli Stati non possano efficacemente gestirne gli effetti agendo individualmente ed in totale isolamento. Il consequenziale ricorso a meccanismi multilaterali di prevenzione e risposta rapida deve contribuire a trasformare l’interesse generale dello Stato dalla propria sicurezza sanitaria in un obiettivo di global concern.

Commenti