Gli Emirati Arabi Uniti entreranno in Libia con l’esercito

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Gli Emirati Arabi Uniti entreranno in Libia con l'esercito

Gli Emirati Arabi Uniti entreranno in Libia con l’esercito. Infatti, gli Emirati stanno preparando l’apertura di una base militare in Niger. In particolare, nel Nord del Niger, vicino ai confini con Algeria e Libia.

Di certo, l’apertura della base militare significa un aumento delle entrate per il Niger. Ma potrebbe esserci un ulteriore beneficio.
Per anni, infatti, il Niger ha combattuto il terrorismo nella regione del Sahel. Ora, gli Emirati Arabi, presenti sul territorio, potrebbero partecipare a queste operazioni. Anche se il vero obiettivo degli Emirati sembra essere quello di sostenere Khalifa Haftar. Dunque, gli Emirati Arabi Uniti entreranno in Libia da sud.

Sicuramente, la presenza della base militare può contribuire a stabilizzare la regione. Infatti, secondo l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, i Niger sono attivi ben cinque gruppi terroristici. Inoltre, per il Global Terrorism Index, il paese è al terzo posto per il livello di rischio terroristico. Perciò è fondamentale ricevere il maggior numero di aiuti per rendere sicura la regione.

Tuttavia, alcuni ritengono che gli accordi coi sostenitori di Haftar possano peggiorare la situazione. Le Monde Afrique, infatti, ha espresso la preoccupazione che il presidente Issouf trascini il Niger “nella palude della Libia”.

Un’altra ipotesi è che gli Emirati abbiano aperto questa base per contrastare Ankara. Dato che Turchia ed Emirati sono ai poli opposti nella guerra in Libia. La Turchia appoggia il governo di Serraj, mentre gli Emirati non nascondono di sostenere Haftar.

Inoltre, l’apertura della base militare ritrae bene le ambizioni di Abu Dhabi. A questo proposito, Kirill Semenov, esperto del Consiglio russo per gli affari internazionali ha esposto una riflessione interessante. “Gli EAU stanno espandendo il loro” impero “creando una rete di basi militari in Eritrea, Somalia e Libia. Per lo stesso scopo per cui sono coinvolti nel conflitto in Yemen, ovvero per controllare lo stretto di Bab el-Mandeb”.

Tutto dunque fa pensare che la federazione degli Emirati sia ben decisa a mantenere il ruolo di potenza economica e militare. Ricordiamo, infatti, che sono l’ottavo paese più ricco al mondo.

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