Gli effetti negativi del post – lockdown

Ecco le statistiche degli effetti post-lockdown di Incisive Health.

0
307
sondaggi effetti

Da dei sondaggi di Incisive Health si deduce che in Italia, Germania, Gran Bretagna, Francia e Spagna gli effetti post-lockdown sono negativi. In particolare, vi è un progressivo allontanamento delle persone dalle strutture sanitarie per paura di contrarre il virus.

I sondaggi

La pandemia ha posto delle grandi sfide in ogni paese. Pertanto, ogni governo si sta impegnando per far ripartire la propria nazione nel modo più sicuro possibile.

La prima ripartenza che ogni governo si è proposto di attuare per prima è la riapertura sicura delle strutture sanitarie, molto importanti in un periodo di Covid-19 endemico.

Con questi sondaggi, la Incisive Health ha voluto mostrare le preoccupazioni delle varie popolazioni europee sugli effetti del post lockdown.

“A causa del rischio di contrarre il Covid, ho paura di usufruire di questi servizi sanitari”

Sondaggi di Incisive Health

Dai grafici che vediamo qui rappresentati possiamo dedurre che le persone dei paesi più colpiti hanno paura a frequentare le strutture ospedaliere e gli specialisti di base che ricevono i pazienti in ospedale.

In generale, notiamo la paura maggiore in tutti i paesi è concentrata sui servizi del pronto soccorso (49%). Possiamo però dire che, a grandi linee, vi è una percentuale più o meno costante in qualsiasi servizio sanitario (tra il 49% e il 24%).

Sondaggi di Incisive Health

Da questo grafico si evince che la Spagna è il paese che teme di più il pronto soccorso (il 61% degli intervistanti per il sondaggio).

Segue l‘Italia, con il 56% degli intervistati che hanno paura di contrarre il coronavirus recandosi al pronto soccorso.

Notiamo che questi due paesi sono i maggiormente colpiti dal Covid-19.

La Germania, invece, sembra “temere di meno” il pronto soccorso (38%). Tuttavia, la Germania sembra essere la nazione che presenta relativamente meno preoccupazioni per i servizi sanitari.

Un timore analogo si ha anche quando si necessita di una visita del medico specialista in ospedale o un medico di famiglia. Ad esempio, in Italia il 45% ha timore del medico specialista, mentre per quanto riguarda il medico di famiglia la percentuale è del 43%.

Francia e Gran Bretagna hanno in media gli stessi timori degli altri paesi analizzati.

“Secondo te, quali servizi sanitari dovrebbero avere la priorità nella riapertura?”

Sondaggi di Incisive Health

Da questo grafico si evince che la priorità maggiore per tutti i paesi riguarda i reparti oncologici. La media statistica di tutti gli stati di coloro che vedono questa riapertura una priorità è del 54%.

In Gran Bretagna, Spagna, Francia e Italia le percentuali in merito superano il 50%: rispettivamente le percentuali sono 55%, 58%, 53% e 62%. Al contrario, la Germania vede solo 4 intervistati su 10 che vedono la riapertura dei reparti oncologici una priorità a livello sanitario.

“In vista di una seconda ondata, quale reparto ritieni prioritario ora per prepararsi al meglio?”

Sondaggi di Incisive Health

I paesi analizzati affermano di considerare una priorità il rifornimento di dispositivi di protezione per medici e infermieri.

L’aumento della capacità delle terapie intensive è meno prioritaria in Gran Bretagna e in Germania, dove il problema delle terapie intensive non è sussistito. Invece, in Francia, Italia e Spagna le percentuali sfiorano il 50%.


Nuovi sondaggi USA 2020


Conclusioni

Dall’analisi dei sondaggi possiamo notare che la riapertura dei servizi sanitari preoccupa le persone per la paura di contrarre il virus durante la permanenza in strutture sanitarie, soprattutto i pronto soccorsi.

Inoltre, per le consultazioni del medico di famiglia, i cittadini preferiscono un contatto telefonico piuttosto che uno in presenza.

Si evince inoltre che la popolazione è preoccupata per i ritardi delle visite oncologiche, rimandate a causa della chiusura dei reparti per l’emergenza Covid-19.

Infine, la preoccupazione maggiore delle persone riguarda l’assenza di protezioni adeguate per il personale sanitario in caso di una seconda ondata.

Commenti