Gli aforismi di Voltaire: l’ironia del secolo dei lumi

Gli aforismi di Voltaire per ricordare "il filosofo dell'illuminismo". Voltaire, pensatore libero, emancipato, satirico e nemico dell'oscurantismo e dell'intolleranza

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Gli aforismi di Voltaire

Gli aforismi di Voltaire: parole pungenti e profonde, frasi audaci, senza scrupoli, a volte spregiudicate. Il pensatore, personaggio di spicco dell’illuminismo europeo, non ebbe mai timore di mostrarsi nella sua verità. Infatti egli non soffocò mai i suoi scritti per adeguarli ad una società chiusa e corrotta.

Voltaire, pseudonimo di FrançoisMarie Arouet, giocò un ruolo fondamentale nell’emancipazione del pensiero. Oltre a questo, il filosofo, libero, ironico, laico e anticlericale, andò sempre oltre ogni confine per ampliare sempre più la conoscenza e la riflessione sulla realtà e sul mondo.

Segnatamente, l’intellettuale francese, sbeffeggiò la superstizione e la creduloneria e soprattutto mise in ridicolo le ristrettezze della monarchia. Egli si ribellò al conservatorismo opprimente e pericoloso.

Gli aforismi di Voltaire ironici come il suo sguardo

Gli aforismi di Voltaire

La storia filosofica di Voltaire è l’epoca del pensiero razionale, di quel pensiero che si scaglia contro l’intolleranza e l’oscurantismo. La penna del pensatore francese cacciò via anni di tenebra culturale. Per illustrare la sua letteratura provocatoria ci affidiamo ad alcuni aforismi di Voltaire. Proponiamo quelli più belli e celebri.

I più celebri e belli aforismi di Voltaire

«La nostra miserabile specie è fatta in modo tale che quelli che camminano sulle vie battute gettano sempre pietre contro quelli che insegnano vie nuove».

«Siamo tutti impastati di debolezze e errori. Perdoniamoci reciprocamente le nostre sciocchezze: è la prima legge di natura. Chiunque perseguiti un altro suo fratello, perchè non è della sua opinione, è un mostro».

«La tolleranza non ha mai provocato una guerra civile, l’intolleranza ha coperto la terra di massacri».

«Per capire chi vi comanda, basta scoprire chi non vi è permesso criticare».

«Ogni uomo è colpevole di tutto il bene che non ha fatto».

«Il dubbio è scomodo ma solo gli imbecilli non ne hanno».

«Ama la verità ma perdona l’errore».

«La bellezza è gradita agli occhi ma la dolcezza affascina l’animo».

«La superstizione mette il mondo intero in fiamma, la filosofia le spegne».

Voltaire e la “preghiera a Dio”

Voltaire osteggiò il fanatismo e l’ignoranza. In modo particolare combattè l’intolleranza, soprattutto quella religiosa. Un intero trattato, il Trattato sulla tolleranza, in cui il filosofo spiega la necessità di bandire ogni tentazione di sopraffazione fra gli uomini, per riaffermare una civiltà fondata sul rispetto.

Nell’opera compare la “Preghiera a Dio“:

[…] Dio, Tu non ci hai donato un cuore per odiarci l’un l’altro, né delle mani per sgozzarci a vicenda; fa che noi ci aiutiamo vicendevolmente a sopportare il fardello di una vita penosa e passeggera. Fa sì che le piccole differenze tra i vestiti che coprono i nostri deboli corpi, tra tutte le nostre lingue inadeguate, tra tutte le nostre usanze ridicole, tra tutte le nostre leggi imperfette, tra tutte le nostre opinioni insensate, tra tutte le nostre convinzioni così diseguali ai nostri occhi e così uguali davanti a te, insomma che tutte queste piccole sfumature che distinguono gli atomi chiamati “uomini” non siano altrettanti segnali di odio e di persecuzione. Dio fa in modo che coloro che accendono ceri in pieno giorno per celebrarti sopportino coloro che si accontentano della luce del tuo sole; che coloro che coprono i loro abiti di una tela bianca per dire che bisogna amarti, non detestino coloro che dicono la stessa cosa sotto un mantello di lana nera.

Gli aforismi di Voltaire e il trattato sulla tolleranza

Lo scrittore che ha liberato gli uomini

Nel giorno che commemora la morte del filosofo Voltaire abbiamo letto alcuni dei suoi aforismi più celebri. Oggi però non solo ricordiamo un grande pensatore: profondo, studioso, assetato di conoscenza. Oggi ricordiamo un liberatore degli uomini dai timori causati da secoli di cieca ubbidienza ad un potere greve e violento.

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