Giustizia in classifica: la legge porta lettori

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Soprattutto negli ultimi anni, la giustizia in classifica è più che presente. Saggistica o narrativa che sia, i libri che trattano di vicende giudiziarie attirano sempre lettori, esperti e non.

Giustizia in classifica, da Craxi a Palamara

Un esempio è il saggio di Filippo Facci, uscito lo scorso aprile, dal titolo 30 aprile 1993. Bettino Craxi. L’ultimo giorno di una Repubblica e la fine della politica, edito da Marsilio. Il tema trattato, a metà fra saggio e memoir, ricorda l’aggressione a Craxi all’Hotel Raphael di Roma, ma con lo sfondo di Mani Pulite, l’inchiesta che trent’anni fa investiva in pieno la Prima Repubblica.


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Il romanzo giudiziario

Anche il romanzo giudiziario riscuote molto successo. Negli ultimi mesi il più letto è stato La disciplina di Penelope, di Gianrico Carofiglio, edito da Mondadori. Penelope Spada, la protagonista, è un ex Pubblico Ministero milanese che in seguito ad un incidente ha dovuto lasciare il lavoro. Da allora viene assalita dalla depressione: soltanto un’indagine privata in cui viene coinvolta riesce a scuoterla dal suo malessere. Ormai affermato scrittore, Carofiglio è anche un ex magistrato, un personaggio dunque che scrive a ragion veduta di cose che ha vissuto in prima persona.

Giancarlo De Cataldo, giudice scrittore

Un altro esempio in questo senso è Giancarlo Di Cataldo, Giudice di Corte d’Assise e scrittore. I suoi romanzi si muovono tra la Banda della Magliana e il Pubblico Ministero Manrico Spinori, protagonista di Io sono il castigo e Un cuore sleale, editi da Einaudi e datati entrambi 2020. Spinori è un nobile radical chic, garantista verso gli indagati e equilibrato nei rapporti personali. Usa però attingere spesso dalle intercettazioni, il che ci riporta ad eventi che già conosciamo.

Il legal thriller made in USA

Principalmente, però, sono i romanzieri americani a scrivere di processi e aule giudiziarie. Oltre a John Grisham, avvocato prima che scrittore, è Michael Connelly a fare la parte del leone in questo genere narrativo. L’ultimo uscito si intitola La legge dell’innocenza, edito da Piemme. L’avvocato Mickey Haller, al suo sesto “ruolo” da protagonista, è alle prese con un processo per omicidio in tempo di pandemia, ma questa volta nelle vesti di imputato. “Un caso di omicidio è come un albero” fa dire Connelly al suo personaggio “Il mio lavoro è abbattere l’albero e bruciarlo, riducendolo in cenere”. Ma certo, tutto è più difficile quando ci si trova dall’altra parte della barricata.

Classici della giustizia

Se però volete scavare più a fondo, e siete davvero appassionati di giustizia, c’è un vero e proprio classico da considerare. Parliamo di Diario di un giudice, di Dante Troisi, la sua personale esperienza nella città di Cassino. La prima pubblicazione avveniva nel 1955 sul Mondo di Mario Pannunzio, e successivamente venne edito da Einaudi. Lo scandalo ai tempi fu considerevole, al punto che Troisi subì una censura disciplinare. Come abbiamo visto, le cose non sono poi molto cambiate.

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