Giuseppe picchiato da un tredicenne: Coma dopo un pugno

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Giuseppe Pio D'Astolfo
Lanciano: 18enne in coma dopo una brutale aggressione – Storie Italiane 19/10/2020

In coma dopo un pugno, Giuseppe picchiato da un ragazzo di soli tredici anni. Giuseppe Pio D’Astolfo, 18 anni di Lanciano. Spedito in rianimazione all’ospedale di Pescara dove è in coma farmacologico dopo delicati interventi per bloccare un’emorragia cerebrale ed ematoma. Sabato notte giorno dell’accaduto nell’ex stazione Sangritana, in pieno centro.

In coma dopo un pugno, Giuseppe picchiato da un ragazzo di soli tredici anni. Giuseppe Pio D’Astolfo, 18 anni di Lanciano è momentaneamente in rianimazione all’ospedale di Pescara. A seguito di un colpo sferrato alla testa da ragazzo di tredici anni. In coma farmacologico dopo delicati interventi per bloccare un’emorragia cerebrale ed ematoma. Sono stati identificati e denunciati altri quattro componenti del gruppo d’assalto. Ognuno di questi appartenenti a una stessa famiglia rom. E’ stato ufficializzato dai carabinieri nella giornata di ieri, due ragazzi di 14 anni, uno di 18 e l’ultimo di 30. Per loro si attendono eventuali provvedimenti cautelari della magistratura, anche minorile.

E’ iniziata ieri la fase di graduale risveglio di Giuseppe Pio D’astolfo. Paola Lasci mamma del ragazzo pronuncia: ”Appena lo svegliano speriamo non soffra di convulsioni”. In un secondo summit il procuratore capo Mirvana Di Serio richiede ulteriori elementi di prova per portare a termine l’accusa.


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Quali i motivi dell’attacco a Giuseppe Pio?

I motivi dell’attacco restano tuttora futili. Il giovane ferito si trova in compagnia di un amico dominicano di di 25 anni che portato con sé la sua fidanzata di 16. I tre sono seduti su un muretto. Da casa hanno portato una bottiglia di vino; parlano, ridono, poi collegano al telefonino una cassa bluetooth e cominciano ad ascoltare musica. Ma per i cinque giovani, seduti poco distanti, c’è disturbo. E gridano: ”Fatela finita con questa musica ad alto volume”.

Da li a poco culmina il terribile attacco, un pugno sferrato alla testa per Giuseppe Pio. I suoi due amici riescono a divincolarsi. Prima di andare al capezzale del figlio ieri in stazione c’era pure la mamma di Giuseppe Pio. ”Ribadisco l’appello affinché certe cose non succedano più – ribadisce la Iasci. Chi sa come sono andate le cose parli, senza paura. Quando vedo una bella giornata di sole come oggi e penso che mio figlio è in coma mi viene una rabbia indescrivibile”.

Pronta a perdonare. ”Nessun perdono – dice la mamma. Non sono né Dio, né una santa. Ci sono cose che non si possono perdonare, specie quando vedo un ragazzo di due metri come un morto e che per me equivale ad avere il cuore trafitto”. 


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”Tuttavia la Tac di controllo mostra una soddisfacente evoluzione Ha sottolineato Rosa Maria Zocaro direttrice del reparto all’ospedale di Pescara. Valutiamo se cominciare a ridurre le sedazioni. La diagnosi però continua ad essere riservata”. 

Giuseppe Pio D’astolfo picchiato a morte

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