Giuseppe Insalaco, l’ex sindaco di Palermo ucciso dalla mafia 32 anni fa

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giuseppe insalaco
32 anni fa l'ex sindaco di Palermo moriva per mano della mafia

Era conosciuto come il «sindaco dei cento giorni» per aver ricoperto la carica dal 17 aprile al 13 luglio 1984. Quattro anni dopo, Giuseppe Insalaco, moriva per mano della mafia in via Cesareo a Palermo.

Il suo obiettivo era quello di cambiare l’amministrazione della città a partide dalla sua struttura, cercando di mettere in luce il rapporto che vi era tra questa e la mafia. Si rifiutò per esempio di firmare mandati di pagamento per l’impresa Lesca che si occupava della manutenzione di strade e fogne in città.

giuseppe insalaco
32 anni fa l’ex sindaco di Palermo moriva per mano della mafia

Durante l’anniversario dell’omicidio di Pio La Torre e Rosario Di Salvo, poi, Giuseppe Insalaco denunciò l’escalation sanguinaria menzionando per la prima volta la «mafia». Poco dopo, il 5 maggio 1984, si presentò a Roma per partecipare ad una manifestazione contro la mafia e la camorra.

Era il 12 gennaio 1988 quando la mafia uccise quello che tre mesi circa fu il sindaco di Palermo nel lontano 1984. Era in macchina, imbottigliato nel traffico, quando due ragazzi su un motorino gli si avvicinarono sparando cinque colpi di pistola. Gli assassini vennero riconosciuti in Nino Galliano, Domenico Guglielmini e Domenico Ganci, accusato anche di aver partecipato alla strage di Capaci dove perse la vita il giudice Falcone.

La sua eredità

In eredità Insalaco ha lasciato un malloppo di documenti diffuso dopo la sua morte dai quotidiani nazionali. In particolare da Saverio Lodato per l’Unità e da Attilio Bolzoni per la Repubblica. In queste carte, l’ex sindaco di Palermo accusava noti personaggi ed esponenti della DC palermitana – suo stesso partito – e il sistema di gestione degli appalti e del potere cittadino. Già in vita aveva deposto davanti alla commissione antimafia e al giudice Falcone raccontando il rapporto con la mafia. Tra le accuse di Insalaco, oltre ai nomi di Salvo Lima, Ignazio e Nino Salvo – esattori di Cosa Nostra – Bruno Contrada – funzionario del Sisde – e Vito Ciancimino, puntò il dito anche contro l’onorevole Andreotti.

Ricordo del sindaco di Palermo

L’anno scorso, il giorno dell’anniversario della morte di Insalaco, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ricordava: «In anni terribili per la città e per la sua amministrazione, Giuseppe Insalaco, seppe far implodere tutte le contraddizioni di un sistema affaristico-mafioso che governava nella nostra città. A lui e a tutti coloro che hanno sacrificato la vita perché Palermo si liberasse dalla mafia va il ringraziamento di tutti i cittadini palermitani».

Altre stragi da parte della mafia

Solo due anni prima dell’arrivo di Insalaco, nel 1982, Carlo Alberto Dalla Chiesa, rimaneva vittima di Cosa Nostra. Mentre dieci anni dopo, nel 1992, venne assassinato a Palermo il luogotenente di Andreotti Salvo Lima. Nello stesso anno persero la vita anche Giovanni Falcone e Paolo Borsellino rispettivamente nelle stragi di Capaci e via d’Amelio.

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