GIUSEPPE GARIBALDI MUORE OGGI

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GIUSEPPE GARIBALDI BIOGRAFIA

Giuseppe Garibaldi, nasce a Nizza il 4 luglio 1807, e muore a Caprera il 2 giugno 1882. Garibaldi, è un generale, un patriota, un condottiero, ed uno scrittore italiano. La storia, ricorda Giuseppe Garibaldi, come l’ eroe dei due mondi, , per le imprese militari, che compie, in Europa ed in America meridionale.  

LA FAMIGLIA

Giuseppe Garibaldi, nasce a Nizza, il  4 luglio 1807, a Nizza, da una famiglia di origini genovesi. Al periodo, la contea, rappresenta la sovranità francese, poiché Bonaparte inserisce nei territori imperiali, tutti i continenti Sabaudi. A Nizza, Giuseppe viene battezzato, e riceve la cittadinanza francese. La famiglia, nel 1770, si trasferisce a Nizza. l padre Domenico, è ropritario di una tartana, dal nome Santa Reparata. La madre, Maria Rosa, è figlia di pescatori. Giuseppe, è il terzogenito di sei figli, di cui Angelo, Michele, Felice, Maria Elisabetta, e Teresa.

GIUSEPPE GARIBALDI EROE NAZIONALE

La storia e la cultura popolare, ricordano Giuseppe Garibaldi, come un eroe nazionale. Giuseppe, è comandante di diverse navi mercantili, e poi capitano di lungo corso. L’ impresa militare più conosciuta, è la spedizione dei Mille, in cui, aggiunge il Regno delle Due Sicilie, al regno d’ Italia. Garibaldi, è anche autore, e scrittore di diversi memoriali, saggi politici, e poesie.

GIUSEPPE GARIBALDI E GLI STUDI

Nel 1814, la casa della famiglia Garibaldi viene demolita, per la costruzione di un porto, ed i genitori traslocano. Il congresso di Vienna, decide che Nizza ritorna al regno di Sardegna, e rimane sotto il governo dei Savoia, fino al 1860. I genitori, indirizzano il figlio ad un futuro professionale, in campo legale, medico, o ecclesiale. Tuttavia, Giuseppe, non ama gli studi, ed aspira a diventare un marinaio. Giuseppe rimane affascinato, dalle prime materie di studio, che impara dai suoi precettori, in particolare sulla Roma Antica. Giuseppe Garibaldi, convince il padre, a proseguire la carriera di mare, e nel 1812 viene iscritto nei mozzi, a Genova, nel 1821

LA PATENTE DI CAPITANO DI MARE

Sono numerosi, i viaggi marittimi di Garibaldi, e tra i più importanti, quello sul Brigantino l’ Enea, e quello sulla la nave  Coromandei, con cui raggiunge le isole Canarie. Lo stesso anno, Giuseppe, salpa a Nizza con la nave Cortese. Il viaggio prosegue, e nel 1828, Garibaldi sbarca dalla Cortese, ed arriva a Costantinopoli. Il marinaio, ammalato, e con difficoltà economiche, per tre anni, si dedica a risollevare la salute, e le finanze. Giuseppe, insegna italiano, francese, e matematica, come istitutore. Il marinaio genovese, ritorna a Nizza, solo nel 1831. Poco dopo, Garibaldi riceve la patente di capitano di mare, di seconda classe

GIUSEPPE GARIBALDI E LO SPIRITO MARINAIO

Nel 1831, Garibaldi, s’ imbarca sulla nave Clorinda verso il mar Nero. Con venti uomini a bordo, i corsari, assalgono la nave, e feriscono Giuseppe alla mano destra. Nel 1833, sono 72 mesi di navigazione effettivi, per Giuseppe.

GARIBALDI SEGUE LE IDEE DI MAZZINI

Giuseppe, dopo 13 mesi di navigazione, ritorna a Nizza, e nel marzo 1833, riparte per Costantinopoli. In una locanda di un porto russo, un uomo, chiede al marinaio, opinioni su Mazzini. Garibaldi, crede che le ideologie del pensiero mazziniano, giungono come conseguenza delle idee di Barrault.  Giuseppe Garibaldi, vede nella lotta, per l’ Unità d’ Italia, il momento di redenzione, di tutti i popoli oppressi.

L’ INSURREZIONE POPOLARE IN PIEMONTE

L’ 11 febbraio 1834, viene decisa l’ insurrezione in Piemonte, e Garibaldi contatta i mazziniani, ma la rivolta di Savoia fallisce, e Giuseppe, diventa catalogato come disertore. La latitanza del capitano, viene intesa come un’ ammissione di colpa. Giuseppe, durante la fuga, riesce ad evitare diversi tentativi di cattura, vicino al  fiume Varo. Quando Garibaldi giunge a Marsiglia, viene indicato come tra i capi della cospirazione, e viene condannato a morte. L’ accusa al capitano, è di essere un nemico della patria, e dello stato. Giuseppe, diventa un ricercato, e per un periodo abita dall’ amico Giuseppe Pares. Garibaldi, assume un’ identità, sotto il  falso nome, di Joseph Pane, e continua a viaggiare.

LO SBARCO IN TUNISIA

Il 25 luglio, Giuseppe, salpa verso il mar Nero, sul brigantino francese Union, e dice, di essere un francese, di ventisette anni. Giuseppe, svolge l’ attività di secondo marinaio, ed il 2 marzo 1835, arriva in Tunisia. Al ritorno a Marsiglia, il marinaio, vede una situazione devastata dall’ epidemia di peste e colera. L’ 8 settembre 1835, il marinaio, parte per il sud America, con l’ intenzione di diffondere gli ideali mazziniani.

L’ ESILIO IN SUD AMERICA

Nel gennaio del 1836, Giuseppe Garibaldi, arriva a Rio de Janeiro, e la comunità di italiani di giovine Italia, accoglie il marinaio. Nel 1837, Giuseppe, parla con Livio Zambeccari, che è un detenuto della prigione, ma anche il segretario dello stato secessionista del Brasile. Inizia una collaborazione ufficiale. Il 4 maggio 1837, Garibaldi, ottiene la lettera di corsa numero sei, e viene rilasciato un documento firmato dal generale, Manoel de Lima e Silva. Nel documento si legge la lista dei 14 uomini, autorizzati, a utilizzare la lancia Mazzini. Il capitano è Gavazzon, e Garibaldi risulta, primo tenente. Gavazzon, ha la disposizione di un’ altra nave, consegnata dal governo Riograndense, ribelle all’ impero del Brasile.

LA GUERRA CIVILE IN URUGUAY

Garibaldi, entra nella marina uruguayana, e riceve il grado di colonnello, con l’ incarico di una missione, definita suicida.  L’ impresa militare, consiste nel partire da Montevideo, via mare, entrare nel Parana’, fino alla Baiada, e portare il bottino delle navi di Corrientes. Le navi sono tre, e la partenza avviene il 23 giugno 1842, e l’ ammiraglio argentino, William Brown, insegue con sette navi, la missione. Garibaldi, e le altre navi, riescono a fuggire, nonostante il tentativo di Brown, di bloccare l’ impresa militare. La navigazione, prosegue nel Paranà, e raggiunge la Bajada, ed il 16 agosto, Brown inizia a fare fuoco. I tentativi di resistenza, risultano inutili, e dopo tre giorni, di combattimenti, Garibaldi si sposta a Goya, e poi, anche a Paisandù. Nel 1842, Garibaldi, riceve l’ ordine di ricostruire, la flotta perduta. Intorno al 1845, Brown, si arrende.

GIUSEPPE GARIBALDI E LA MASSONERIA

Giuseppe Garibaldi, entra in massoneria, nel 1844, nella Loggia “Asil de la vertud”, di Montevideo. Il capitano, si trova nella Loggia “spuria”, in cui la massoneria brasiliana, non viene riconosciuta, dalle grandi Comunioni mondiali. Lo stesso anno, viene regolarizzato, nella Loggia “Amis de la Patrie”, di Montevideo, all’ obbedienza, all’ Oriente di Francia. Inizia l’ attacco militare alla città, e Garibaldi per 18 giorni, perde molti dei suoi soldati, ed abbandona l’ impresa. La prima vittoria di Garibaldi, arriva, il 9 gennaio 1846. Il generale Medina, giunge con i suoi 500 cavalieri, e Giuseppe lo affronta, con i suoi 187 legionari, e 100 uomini, guidati da Baez, ma vengono colti di sorpresa, da Gomez. Dopo, otto ore di combattimenti, Garibaldi, ordina la ritirata.

LA PRIMA GUERRA D’ INDIPENDENZA

Nel 1846, Garibaldi torna in Italia, all’ arrivo della prima guerra d’ indipendenza, riceve l’ ordine, di capitanare una missione verso Nizza, con 63 uomini. Giuseppe, torna in Europa, per la guerra contro l’ Austria, e il 25 giugno, esprime opininioni in favore di Carlo Alberto  di Savoia. Il 29 giugno, il capitano, arriva a Riverbella, dalle parti di Mantova, e il 5 luglio, incontra Alberto di Savoia. Il capitano, viene accolto, da Carlo Alberto, freddamente, per la precedente accusa. Giuseppe, su ordine di Savoia, si reca a Torino, dal ministro della guerra, in suo aiuto.

GIUSEPPE GARIBALDI INCONTRA MAZZINI

Garibaldi incontra Mazzini, rimane un po’ deluso, per i pensieri differenti. Giuseppe, va in guerra, come volontario, al servizio del governo provvisorio di Milano. Garibaldi, assume la carica di generale, forma il battaglione Anzani, con il comando a Giacomo Medici.  Il generale, ha l’ incarico di liberare Brescia. Garibaldi ha 3700 uomini, ed utilizza durante il combattimento le vesti, abbandonate degli austriaci.  Il generale, esprime affermazioni contro il rè, e viene richiamato da Carlo Alberto di Savoia, e ritorna a Milano. La reazione del rè, non piace a diversi soldati, che diventano disertori. Garibaldi prosegue comunque la missione, ed arriva ad Arona, e Luino, dove chiede contributi, alla cittadinanza.

GIUSEPPE GARIBALDI E L’ IMPRESA

Il 15 agosto 1848, il generale, arriva al primo scontro con gli austriaci, in Italia, e verso Varese, naviga sul lago Maggiore. Garibaldi, entra nel territorio austriaco, comandato dal generale d’ Aspre. All’ inizio gli uomini di Garibaldi sono 72, poi altri che si aggiungono, sono lancieri di Angelo Masina, ed altri da Mantova, fino a formare 400 uomini. Garibaldi, trova rifugio in Svizzera, e presto ritorna a Genova, e poi a Nizza dalla moglie Anita. Il generale, chiama il il suo gruppo di 400 uomini, la legione italiana.

LA REPUBBLICA DI ROMA

Il 19 febbraio, Giuseppe Garibaldi, si ritira a Rieti con la moglie Anita, per un breve periodo, con problemi di reumatismi. Il generale, riesce con un appello, a trovare altri giovani, e arrivare ad un numero di 1264 uomini. Intanto, Carlo Alberto di Savoia, abdica, in favore di Vittorio Emanuele II. Garibaldi, partecipa ai combattimenti, in difesa della Repubblica Romana, minacciata dalle truppe francesi e napoletane, che difendono papa Pio IX. Luigi Napoleone, ordina alle truppe francesi, di sbarcare a Civitavecchia, ed il 25 aprile viene occupata. Il rè delle due Sicilie, Ferdinando II, invia i suoi uomini in Palestrina, ed i borbonici si ritirano. Il 26 maggio 1849, il generale, giunge a Ceprano, ed ordina a Luciano Manara, di entrare con i bersaglieri, nel regno di Napoli, per combattere i borbonici.

MAZZINI E LA DIFESA SULL’ URBE

Mazzini, vuole difendere l’ urbe, poiché, giunge la notizia, di rinforzi austriaci e spagnoli. Garibaldi viene richiamato, Roma viene conquistata dai nemici. Il generale, viene incolpato della sconfitta. I francesi contano su 16000 uomini, Garibaldi su 6000. Il 28 giugno del 1849, i legionari di Garibaldi, tornano ad indossare la tunica rossa.

GLI ULTIMI ANNI

Garibaldi, viene eletto, deputato alla nuova assemblea nazionale francese, nelle sezioni  Savoia, Parigi, Basso Reno, Digione, e Nizza. Nel 1972, Alberto Cairoli, propone una legge, sul suffragio universale. Garibaldi, l’ 1 agosto, pubblica “un appello alla democrazia”, e si dimette come deputato, per problemi di salute. Nel 1879, il generale, convoca in un congresso, 92 personalità che rappresentano la democrazia, e nella richiesta dell’ abolizione del giuramento, ottiene l’ appoggio per il suffragio universale. Garibaldi, fa il suo ultimo viaggio, in occasione del sesto centenario dei Vespri. Giuseppe Garibaldi, muore il 2 giugno 1882, a Caprera, dopo una lunga malattia.  

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