Giovanni Visconti vince in solitaria la 100ª edizione del Giro dell’Emilia. Una gara che il portacolori della Bahrain – Merida sognava da tempo. Giunge sulla cima di San Luca con le mani sul volto, incredulo, ma consapevole dell’ottima performance dimostrata sulle strade bolognesi. Al secondo posto si posiziona il suo compagno di squadra Vincenzo Nibali che distacca nel finale Rigoberto Uran Uran del team Cannondale – Drapac.

Un’azione solitaria da incorniciare quella che ha compiuto il 34enne siciliano ai meno 16 chilometri dal traguardo. Sfrutta nel migliore dei modi il forcing condotto dal proprio team, in prima persona da Antonio Nibali, fratello minore del campione siciliano, il quale con un’elevata andatura sulle rampe del San Luca riesce a scremare il gruppo principale e permettere proprio a Visconti di scattare e salutare la compagnia. Pellizzotti e Vincenzo Nibali si trasformano in gregari di lusso e controllano il gruppo affinché il proprio compagno possa trionfare senza troppi patemi d’animo. Nel finale ci prova Giovanni Moscon, il portacolori del Team Sky col tentativo di riprendere il siciliano, ma viene immediatamente braccato dallo “squalo dello stretto”  e con i due si forma un quartetto insieme ad Uran e Nicolas Roche del team BMC. Negli ultimi 100 metri Nibali riesce ad imporsi nello sprint ristretto e completare la doppietta Bahrain – Merida.

Un Giro dell’Emilia esaltante e caratteristico (223 km) con la durissima salita del Santuario di San Luca, con una lunghezza di 2100 metri con una pendenza media del 10,8% e con rampe al 18%, da effettuare ben 4 volte, con l’arrivo posto in cima ad essa.

Dopo una quindicina di chilometri, va in porto il tentativo di fuga. La fuga è composta da 9 corridori: Davide Ballerini (Androni Sidermec), Adrien Niyonshuti (Team Dimension Data), Redi Halilaj (Amore e Vita Selle SMP), Francois Bidard (Ag2r La Mondiale), Nicolas Edet (Cofidis Solutions Credits), Fabien Doubey (Wanty – Groupe Gobert), Jacopo Mosca (Wilier Triestina – Selle Italia), Lorenzo Rota (Bardiani – CSF) e Nicola Bagioli (NIPPO – Vini Fantini).

Fuga che va man mano scemando quando la corsa giunge per la prima volta sulle rampe del San Luca. Aumentano il ritmo e staccano i loro compagni di fuga Mosca, Edet e Dobey, inseguiti e ripresi dal quartetto composto da Davide Ballerini, Guillaume Martin (Wanty – Groupe Gobert), Giovanni Visconti (Bahrain – Merida) e Mickaël Chérel (AG2R La Mondiale). I quattro però si rialzano durante il secondo passaggio sul San Luca. Approfittano della brevissima situazione di stallo Francesco Manuel Bongiorno (Sanguini – MgK-Vis) ed Edoardo Zardini (Bardiani – CSF). La coppia si porta al comando con un’azione decisa, ma

il loro tentativo termina quando mancano 20 chilometri al traguardo, con il gruppo trainato prima dal Team Sky e poi dalla Bahrain – Merida. Allo scollinamento fuoriesce dal plotone Giovanni Visconti. Il siciliano affronta la dice a tutta e riesce a guadagnare subito una ventina di secondi, non essendoci una vera e propria squadra intenzionata a trainare il gruppo. Il tentativo è di quelli vincenti. Visconti senza mai voltarsi riesce a tagliare il traguardo con entrambe le braccia al cielo.

Alle sue spalle invece, nell’ultima ascesa al San Luca, Davide Villella della Cannondale – Drapac prova a rompere gli indugi, ma sono molto bravi Giovanni Moscon e Vincenzo Nibali ad annullare l’azione del corridore della Valle Imagna. A loro si aggregano Rigoberto Uran Uran e Nicolas Roche. Non riescono a raggiungere però Visconti che vola verso il traguardo. Nibali ne ha più degli altri per piazzarsi al secondo posto lasciandosi alle spalle il colombiano Uran.

ORDINE D’ARRIVO

  1. Giovanni Visconti (Bahrain – Merida)
  2. Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida)
  3. Rigoberto Uran (Cannondale – Drapac)
  4. Nicolas Roche (BMC)
  5. Gianni Moscon (Sky)
  6. Alexis Vuillermoz (AG2R La Mondiale)
  7. Diego Ulissi (UAE Team Emirates)
  8. Thibaut Pinot (FDJ)
  9. Jack Haig (ORICA – Scott)
  10. Ben Hermans (BMC)
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