Giovanni Staserio: Mercurio che orbita intorno al sole

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Giovanni Staserio (anche Giacomo) è un matematico, astronomo e gesuita italiano, della seconda metà 1500 ed inizi 1600. Attraverso degli scritti allo scienziato tedesco Cristoforo Clavio emerge la collaborazione editoriale di Staserio con Maurolico, nelle opere Photismi de lumine e Diaphanorum partes.

Giovanni Staserio chi è?

Giovanni Staserio nasce a Bari il 17 febbraio 1565 e decede a Napoli il 22 giugno 1635. All’età di ventitré anni, Giovanni completa gli studi di lettere e matematica e decide di intraprendere un percorso religioso, presso il collegio della Compagnia di Gesù, a Messina. A fronte di ciò, durante il noviziato a Napoli, l’aspirante sacerdote entra nelle conoscenze di dottrine come la logica, la fisica e la metafisica. Agli inizi degli anni Novanta, il religioso diventa insegnante di letteratura, nella provincia partenopea.

In seguito, Staserio approfondisce le materie della matematica e teologia, presso la sede del Ministero per i Beni ed Attività Culturali di Roma (Collegio Romano). Nel 1600, l’ecclesiastico riceve la cattedra a Napoli per le docenze di etica e matematica. Durante lo stesso periodo, il religioso raggiunge Roma per il noviziato di S. Andrea. Nel 1605, Staserio acquisisce i voti dell’Ordine a Napoli, città in cui il devoto esercita anche l’insegnamento di matematica.

L’osservazione delle fasi orbitali di Mercurio

Nel 1646, Staserio e l’astronomo Zupi osservano il cielo, durante gli studi di ricerca scientifica dell’astronomo italiano, Francesco Fontana. A fronte di ciò, lo scienziato utilizza lo strumento a lenti convesse, per l’osservazione astronomica, ovvero un telescopio. Di fatto, il ricercatore realizza un libro, dal nome Novae Coelestium, dove afferma che lo studioso Zupi è il primo osservatore delle bande orizzontali presenti sulla superfice di Giove.

Nel 1639, nasce la visione e scoperta di Mercurio, ovvero pianeta che orbita intorno al Sole. In verità, Zupi scopre l’esistenza delle fasi orbitali di Mercurio, come avviene anche per la Luna e Venere. Di conseguenza, gli studi astronomici confermano la validità dell’osservazione dello scienziato, sul movimento orbitale del pianeta intorno al Sole. Ciò nonostante, la scoperta avviene dopo trent’anni dalla progettazione del primo telescopio, di Galileo Galilei.

Di fatto, lo stesso strumento di osservazione del cielo, nella scoperta di Zupi denota più potenza, rispetto al telescopio antecedente di Galilei. In seguito, l’astronomo ferrarese, Giovanni Riccioli inserisce la scoperta scientifica, all’interno dell’opera Almagestum Novum. Inoltre, lo scienziato collaboratore di Staserio appoggia l’ideologia del sistema ticonico. In verità, Zupi elabora una teoria nota nella concezione gesuita, ovvero la composizione dell’universo da tre cieli: il cielo dei pianeti, il cielo delle stelle fisse, l’Empireo.

La morte

L’astronomo italiano decede a Napoli il 22 giugno 1635, all’età di settant’anni.