Giovanni Sartori e l’Homo Videns: 3 anni dalla scomparsa del politologo contemporaneo

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3 anni fa ci lasciava Giovanni Sartori: politologo attento alla situazione contemporanea, autore dell’Homo Videns

Tra i più longevi politologi italiani, Giovanni Sartori è morto all’età di 92 anni, il 4 aprile 2017. Laureato in Scienze Politiche all’Università di Firenze, sua città natale, è stato professore presso la stessa università di Storia della Filosofia Moderna, Scienza della Politica e Sociologia. Come molti talenti italiani si è presto spostato in America, dove ha insegnato Filosofia Moderna e Logica alle università statunitensi di Stanford, Yale e Harvard.

Giovanni Sartori è stato sposato con Giovanna di San Giuliano. Ad 84 anni, nell’autunno 2008, ha cominciato una relazione con la la fotografa e artista italiana Isabella Gherardi, che ha poi sposato nell’ottobre del 2013.

Ha ricevuto riconoscimenti da tutto il mondo, come la Medaglia d’Oro italiana per meriti culturali ed educativi, la Medaglia d’Oro italiana della Pubblica Istruzione, assegnata ai benemeriti della scuola, della cultura e dell’arte. Numerose lauree Honoris Causa: dall’Università di Genova nel 1992, dall’Università di Georgetown (USA) nel 1994, dall’Università di Guadalajara (Messico) nel 1997, dall’Università di Buenos Aires (Argentina) nel 1998, dall’Università Complutense di Madrid (Spagna) nel 2001, dall’Università di Bucarest (Romania) nel 2001 e dall’UNAM di Città del Messico nel 2007.

Sartori è noto per il grande contributo fornito allo studio della politica. Egli ha elaborato una visione sui sistemi partitici, analizzandoli in ogni dettaglio, come emerge nel libro pubblicato nel 1976 “Parties and Party Systems”. Riconosciuto a livello mondiale è il suo interessa per la democrazia, Giovanni Sartori è stato tra gli studiosi più imminenti della Teoria della Democrazia, come dimostrato dai tanti saggi in merito all’argomento; viene inoltre considerato, a livello internazionale, uno dei principali autori della teoria costituzionale.

Il dibattito sulla televisione: l’homo videns di Sartori

Lo studio di Sartori si è esteso dall’ambito della politica all’analisi della società. Il sociologo italiano ha approfondito i meccanismi di cui la televisione si serve per diffondere le informazioni.

“L’immagine non dà, di per sé, quasi nessuna intelligibilità. L’immagine deve essere spiegata; e la spiegazione che ne viene data sul video è costitutivamente insufficiente. Se in
futuro verrà in essere una televisione che spiegherà meglio (molto meglio), allora il discorso su una integrazione positiva tra homo sapiens e homo videns si potràriaprire”.

E’ nel libro “Homo Videns” che Sartori descrive la pessima educatrice che è la tv: le immagini in movimento sono incapaci di spiegare in modo diretto il messaggio. Ciò conduce all’avvento dell’Homo Videns, dotato di solo di una conoscenza percettiva, distante dall’Homo Sapiens e dalle sue capacità comunicative. Sartori denuncia un mutamento antropologico dell’essere umano.

“La televisione produce immagini e cancella i concetti; ma così atrofizza la nostra
capacità astraente e con essa tutta la nostra capacità di capire.”

Sartori si scaglia contro chi sostiene che il mercato televisivo, se lasciato a se stesso, si autoregolerà. “In televisione i prodotti per i quali si forma un vero prezzo di mercato
non sono i programmi: sono gli spazi pubblicitari. Vale a dire, i programmi
televisivi servono alla televisione per assemblare pacchetti di spettatori che sono
a loro volta i potenziali clienti da vendere alle imprese. I veri consumatori
‘paganti’ – quindi con effettivo potere di scelta e contrattazione – del mercato
televisivo non sono dunque gli spettatori: sono le imprese che ne comprano
l’attenzione con la loro pubblicità.”

Sartori ha compreso la grande influenza della comunicazione mediatica e l’importanza che questa ricopre nella rappresentazione del gruppo sociale. Un aspetto della comunicazione che appare congeniale alla situazione che stiamo vivendo. Oggi più che mai è necessaria la consapevolezza della veridicità delle notizie che si apprendono.

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