Giovanni Canal: il pittore illuminista Canaletto

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Giovanni Canal, in arte Canaletto è un incisore e pittore italiano dalle origini veneziane, tra 1600 e 1700. Le caratteristiche dell’artista emergono nella rappresentazione in scala del piano architettonico, e della natura. Di fatto, le opere di Canaletto denotano la precisione nella raffigurazione della luce, nelle ricerche di una visione artistica anche scientifica. A fronte di ciò, il pittore segue l’influenza del periodo illuminista, che lo guida all’espressività di uno stile oggettivo, razionale, prospettico. Inoltre, l’artista utilizza lo strumento della camera ottica, per la visualizzazione prospettica e matematica dei dipinti.

Giovanni Canal: la biografia

Giovanni Canal (anche Antonio), nasce a Venezia, il 17 ottobre del 1697 e decede nella città natale, il 19 aprile 1768. I genitori sono Bernardo Cesare Canal ed Artemisia Barbieri, entrambi di ceto sociale benestante. Il padre svolge la professione di pittore per scenografie teatrali e Giovanni riceve il nominativo di Canaletto come distinzione dal padre. In realtà, in famiglia l’arte della pittura coinvolge anche il fratello Cristoforo, che esprime sui materiali di scenografia teatrale.

Giovanni Canal: i primi lavori

Il padre trasmette ai figli gli insegnamenti sulla pittura, e Giovanni inizia le prime esperienze nel mondo dell’arte pittorica. Nel 1716, Giovanni con il fratello ed il genitore realizza dei fondali, attraverso alcune opere di Vivaldi. In seguito, Giovanni, il padre ed il fratello raggiungono la città di Roma, per eseguire le scene di un lavoro teatrale per Scarlatti.

Giovanni Canal ed i pittori vedutisti

Durante il soggiorno a Roma, Giovanni instaura delle conoscenze basilari per la carriera professionale, ovvero gli artisti vedutisti. A fronte di ciò, Canal inizia ad abbracciare il pensiero pittorico, sulla base delle caratteristiche di tre artisti. Allorché, i tre pittori che coinvolgono Canal accentuano l’arte attraverso il genere della veduta. A ragion per cui, gli artisti sono: Viviano Codazzi, Giovanni Paolo Pannini, Gaspar van Wittel. In realtà, Pannini intende le vedute nella dimensione della fantasia, con l’ispirazione dei dipinti che arriva nella storia antica romana. Mentre, l’olandese Wittel è simbolo della corrente vedutista.

I vedutisti italiani e le nuove opere

Canaletto nella città natale stringe legami con numerosi vedutisti italiani, come Luca Carlevarijs e Marco Ricci. Inoltre, Canaletto entra nella pittura delle vedute, che concentra a tempo pieno. A fronte di ciò, nascono diverse opere, tra cui: Il Canal Grande verso il ponte di Rialto (con il contrasto di luce ed ombra), Il Bacino di San Marco dalla Giudecca, Capricci, Rio dei Mendicanti.

Il successo di Canaletto

Dal 1720 circa, Canaletto acquisisce fama e successo in campo pittorico, per le abilità tecniche, con cui diviene artista di spicco nella città di Venezia. A fronte di ciò, aumentano per Canaletto le committenze, di cui anche il mercante lucchese Stefano Conti. Di fatto, per mediazione del pittore Alessandro Marchesini, Canaletto esegue quattro opere, in cui una risulta la veduta di Campo Santi Giovanni e Paolo. Nel 1727, nasce Il Ricevimento dell’ambasciatore francese a Palazzo Ducale, in cui il pittore descrive le feste di Venezia.

Gli artisti dal maresciallo

In seguito, Canaletto riceve commissioni anche dal feldmaresciallo Matthias von der Schulenburg, al servizio della città, ovvero riformatore dell’esercito. Ma sono numerosi gli artisti che eseguono delle opere presso la residenza di Schulenberg. Allorché, tra i pittori  presso il Canal Grande dal maresciallo, ci sono: Raffaello, Correggio, Romano, Giorgione. Mentre Canaletto dipinge per Schulenburg Riva degli Schiavoni.  

Lo stile pittorico

Diverse opere dell’artista vedono la realizzazione all’inizio della carriera professionale. Inoltre, il pittore esegue le opere dalla realtà, dal vivo, a differenza di molti artisti dell’epoca. A ragion per cui, Canaletto non utilizza una rielaborazione del dipinto, piuttosto preferisce la realizzazione dello stesso nella versione originale. Durante la carriera artistica, Canaletto segue la tecnica della rappresentazione con la macchia di colore. Di fatto, l’artista utilizza la camera oscura, per una visualizzazione confusa delle distanze. Allorché, l’intenzione del pittore arriva sull’espansione della macchia di colore, per cogliere le distanze.

Le opere

Tra le principali opere del pittore figurano: Tempio di Antonio e Faustina, Santa Maria di Aracoeli e il Campidoglio, Il Canal Grande verso Rialto, Bacino di San Marco dalla Giudecca, Piazza San Marco verso la Basilica, Rio dei Mendicanti, Il Palazzo Ducale, San Giovanni dei Battuti a Murano. Inoltre, seguono anche: Il Canal Grande dalle prossimità del ponte di Rialto verso nord, San Cristoforo, San Michele e Murano dalle Fondamenta Nuove, Il Canal Grande da nord- est verso il Ponte di Rialto, Cortile dello scalpellino, Piazza San Marco, Canal Grande, La Piazzetta, Dolo sul Brenta, Il Bacino di San Marco ed altre.

La morte

Giovanni Antonio Canal decede a Venezia il 19 aprile del 1768. In seguito, il pittore riceve sepoltura nella chiesa di San Lio, nella città di origine.

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