Giovanni Battista Paggi: la libertà del chiaroscuro

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Giovanni Battista Paggi è un pittore italiano della seconda metà 500 ed inizi 600. Dalle pressioni paterne, l’artista in giovinezza si trova costretto ad abbandonare gli studi creativi e raffigurativi. Nonostante ciò, la passione pittorica rimane interesse costante, che Paggi persegue come autodidatta. A Firenze, Paggi studia l’arte con i maggiori esponenti della materia, come: Domenico Cresti, Jacopo Chimenti e Ludovico Cardi. All’epoca il talento dell’artista emerge con diverse opere, tra cui: Miracolo di S. Caterina da Siena, Ritorno della Sacra Famiglia dall’Egitto ed altre.

Giovanni Battista Paggi chi è?

L’artista nasce a Genova il 27 febbraio 1554 e decede nella città di origine il 12 marzo 1627. Nella famiglia, il padre è un rappresentante della società nobile e Giovanni cresce con la propensione alle discipline del disegno, della scultura e della musica. Durante l’adolescenza, il padre avvia al lavoro del commercio il figlio, il quale segue la volontà del genitore. Di fatto, alla decisione del padre l’ambizione attitudinale di Giovanni distanzia dal volere della famiglia, a cui predilige le materie artistiche.

Tuttavia, Giovanni inizia l’attività mercantile e mantiene l’interesse per le conoscenze raffigurative ed artistiche, che segue nel tempo libero. Con l’appoggio di amici come Gaspare Forlani e Luca Cambiaso, l’aspirante artista approfondisce le conoscenze raffigurative, come autodidatta. Solo dopo la scomparsa del padre, Giovanni studia ed esercita l’attività pittorica, con continuità.

Giovanni Battista Paggi: la carriera

Dalle prime tele, il pittore genovese coglie l’influsso artistico di Luca Cambiaso, dall’impronta ideologica manierista. Inoltre, l’ispirazione cattura i dettagli sui volumi, dove il pittore denota una libertà nelle ombre, conseguenza di originalità e freschezza delle tele. Attraverso l’esempio dell’artista ligure, di opere come la Decollazione di San Cornelio e San Cornelio trascinato davanti all’imperatore Gallus, Paggi segue la profondità con la sovrapposizione di una leggera coloritura.

In verità, il colore acquisisce nelle tele un forte stacco cromatico, ma sulle campiture di base le ombre escono dalle medesime tonalità. Nelle opere di Cambiaso, l’artefice creativo esegue una modellatura graduale cromatica e grafica, con la definizione delle forme e sostituzione della velatura di colore. Di fatto, Paggi entra negli elementi del Manierismo, con i modelli stilistici di Cambiaso. Nel 1580 circa, Paggi esegue delle tele su commissione della principessa di Piombino.

In seguito, il pittore accede alla Corte Granducale di Francesco I de’ Medici, in cui approfondisce gli studi dell’arte fiorentina e toscana. Tra i principali punti di riferimento per Paggi e suoi maestri dell’epoca, figurano: il Passignano, l’Empoli, il Cigoli. Durante lo stesso periodo, le principali opere dell’artista sono: Miracolo di Santa Caterina, Apostoli, pala con i Ss. Andrea, Clemente, Francesco da Paola e Andrea Albertani, Sposalizio mistico di S. Caterina d’Alessandria e altri santi (Pisa, Museo Nazionale di Palazzo Reale). Seguono anche altre opere, di cui: Immacolata, ritratto dello scultore Pietro Francavilla, Annunciazione (chiesa della Ss. Annunziata del Chiappeto di Genova), Allegoria con Bacco bambino (Sassari, Pinacoteca Nazionale di Sassari) ed altre.

La morte

Il pittore italiano decede a Genova il 12 marzo 1627, all’età di settantatré anni.  

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