Giovani e ambiente: ricordare e prendere esempio

È giusto ricordare chi s'impegna per l'ambiente. Ed è fondamentale sapere come prendere esempio, al fine di respirare in un ambiente più sano per tutti.

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Ambiente e giovani

“Questi giovani d’oggi sono proprio inaffidabili!” Affermano con veemenza molti anziani. La sfiducia verso gli adulti del domani regna ancora sovrana tra le mentalità di molte persone. Eppure, siamo sicuri che questo sentimento sia ricco di ragioni valide? Andiamo per gradi. È vero. Le cattive abitudini non mancano anche nella gioventù. Già questo punto ci pone davanti a una riflessione. Ricordiamoci che i grandi sono lo specchio dei più piccoli. Aldilà delle influenze esterne, fornire ai propri ai bambini il buon esempio è la base per educare cittadini più civili. Tuttavia, nonostante la diseducazione rappresenti ancora una realtà ancora troppo potente, è il caso di far risplendere un altro pezzo di verità. Sebbene tutti noi siamo carnefici del pianeta, possiamo anche dirci i suoi salvatori. Ciò è dimostrato non solo dagli ideali, ma anche dai fatti. Pare che il legame tra giovani e ambiente sia sempre più solido.

Giovani e ambiente: quali sono gli esempi da ricordare?

La voce portante del movimento di rivoluzione ambientale è senz’altro Greta Thunberg. La sua tenacia ha sfidato i confini, espandendosi in tutto il mondo. Sono molte le persone che grazie a questa ragazza hanno cominciato ad apportare cambiamenti fondamentali al loro fluire. Piccole modifiche dal valore immenso, capaci di guarire le profonde ferite di questo mondo. Quest’attivista ha cominciato a muoversi in maniera silenziosa, per poi far scaturire un frastuono assordante. Un rumore in grado di toccare ogni corda di questa Terra. Tuttavia, come accennato poche righe addietro, il suo esempio non è unico del suo genere. Da un anno a questa parte sono divenuti sempre più famosi i “Friday for future”. Si tratta di scioperi e proteste pacifiche prese in carico da bambini, adolescenti e adulti.

Questi eventi hanno rappresentato il la per muoversi in una direzione più sostenibile. Siamo abituati a scendere in piazza per protestare. Per ottenere diritti e aiuti. Il tutto è lecito e sacrosanto. Ciò nonostante, è bene accorgersi che esistono anche altre motivazioni per fare lo stesso. Il problema del surriscaldamento globale sta impattando sempre di più sulla nostra vita. Viviamo in un paese malato. Il terreno che calpestiamo è fragile. E ha bisogno del nostro sostegno per rafforzarsi. Per fortuna, questa consapevolezza è sempre più in auge. Tanto la sensibilizzazione sta diventando sempre più “di moda”. Attenzione. Questo termine non vuole far intendere che la salvaguardia dell’ambiente sia una moda hipster senza fondamenta. Piuttosto, significa che si sta cominciando a utilizzare la propria visibilità in maniera intelligente. Ecco dunque alcuni esempi da ricordare.

Hana, una quindicenne inglese

“È una possibilità di ricostruire la società, e la Terra dovrebbe essere al centro di tutto ciò”. Sono queste le parole di Hana riguardo l’organizzazione di proteste ambientali nella sua zona. La ragazza è una delle attiviste più giovani e più in erba che ci siano. È ambasciatrice dell’associazione “Action for Conservation”, associazione che avvicina i giovani alle problematiche ambientali. Nonché membro attivo del “Penpot Project”. Questo progetto, nato nel 2019, si occupa di rivalorizzare il Brecon Beacons National Park, situato nell’omonima città di Brencon e altre aree naturali. Lo potremmo considerare una sorta di “Puliamo il mondo” all’inglese. I partecipanti si occupano di ripulire l’ambiente, oltre che di attuare campagne di sensibilizzazione circa l’inquinamento. Hana è anche una professionista dell’arte del riciclo. Ella si occupa di creare vestiti ricavati da materiali di scarto. Un modo per donare una nuova vita, oltre che preservare le esistenze già presenti.

Serena, diciasettenne californiana

Lo sappiamo. La California è un’area geografica purtroppo soggetta a incendi boschivi. Quest’ultimi si rivelano sovente fatali per il territorio e per i suoi abitanti. Milioni di ettari di terreno vengono rasi al suolo ogni anno dalle fiamme. Troppi animali perdono ancora la vita per via di queste tragedie. E non mancano i drammi umani. Quando il fuoco incalza, riesce a minacciare le abitazioni delle persone, costringendole a scappare. Tristemente, nonostante la California abbia messo a punto efficaci piani d’evacuazione e protezione, a volte non mancano comunque le vittime. Ecco perché anche in questo apparente paradiso terrestre prendono luogo numerose proteste contro il surriscaldamento. Serena aveva undici anni la prima volta che ha partecipato a una di queste iniziative.

A quest’età la vita appare spesso come semplice e scontata. L’universo gira attorno alla scuola e agli amici. Può succedere di sentirsi soffocati da aspetti che magari anni dopo considereremo sicurezze e ricorderemmo con nostalgia. Tuttavia, non sempre un’età precoce è sinonimo di semplicità. Serena, come tanti altri bambini, si è ritrovata immersa in un mondo che sembra sempre più difficile da vivere. Sul quale ci si sente ospiti e solo raramente parte integranti di esso. Ciò, nonostante tutto, ha rafforzato il rapporto tra giovani e ambiente. Ambasciatrice di “Action for Conservation”, Serena si occupa di sensibilizzare i più piccoli attraverso campi estivi e molte altre iniziative. Cerca d’impartire in modo semplice alcune abitudini sostenibili che lei stessa mette in atto ogni giorno. “La priorità è far accadere il cambiamento, adesso”. Questo è il suo motto.

Giovani e ambiente: la parola a Hendrikus van Hensbergen

Eccoci di fronte al direttore di “Action for Conservation”. Si tratta di uno degli attivisti più efficienti in assoluto. L’uomo si occupa di espandere la consapevolezza ambientale a largo spettro. E lo fa anche prendendo in esame i lavori di chi s’impegna in questa direzione. <<Grazie a Greta Thunberg il problema del surriscaldamento globale ha trovato la sua voce. Una voce che ha fatto eco risuonando per tutto il mondo. I movimenti “green” stanno prendendo sempre più piede. Ciò significa che questo pianeta sta cambiando. Sta mutando le sue vesti. E non solo in maniera negativa. Ha ancora la possibilità di risorgere dalle ceneri>> Afferma l’esperto. La sua lotta non comprende solo i giovani. Egli intende comunicare a un pubblico ampio. In modo che i soldati di questa guerra pacifica siano sempre di più e armati al meglio.

Per adempiere a questo scopo, Hendrikus van Hensbergen sceglie l’arte della scrittura. E così, la penna riesce a raggiungere quelle mete altrimenti inavvicinabili per le parole. E si apre un intero universo. Nel suo libro “How you can save the planet”, l’autore dona alcuni esempi concreti di salvataggio ambientale. Lo fa citando azioni effettuate da alcune persone. Ad esempio, egli parla di Aditya Mukarji. Si tratta di un ragazzo che ha attuato una campagna finalizzata a eliminare la plastica monouso dagli hotel. O di Lesein Mutunkei, il calciatore keniota che pianta un albero ogni volta che segna un goal. Come a dedicare quella vittoria alla natura che lo comprende. Azione unica nel suo genere, poiché mai adottata dalle grandi aziende calcistiche.

Tra il potere del singolo e il bisogno di un intervento “dall’alto”

Perché è importante scendere in piazza a protestare? A chi, durante queste occasioni, è indirizzata la voce dei partecipanti? Lo scopo di queste azioni è il rumore. Un rumore che si trasforma in suono. Quello di un coro in protesta può apparire come un suono indistinto. Un brusio dissonante e fastidioso. Tuttavia, imparando ad ascoltarlo, ecco che la magia prende vita. Il tutto si trasforma in una sinfonia armonica. Perfettamente in asse in ogni sua minima sfumatura. E allora anche noi prendiamo parte a questo coro. Lo facciamo con una consapevolezza in più. Si tratta di un frastuono atto a risuonare alle orecchie dei potenti. Poiché, se l’impegno di ognuno di noi è fondamentale, è anche vero che andrebbe coadiuvato con azioni più imponenti. Dunque, quando sarà di nuovo possibile, scendiamo in piazza. Facciamoci sentire. Nel frattempo, ecco alcune azioni attuabili tutti i giorni che aiutano l’ambiente a respirare meglio.

Ecco come agire:

  • Occhio a ciò che metti nel piatto: premettiamo che è bene discutere il proprio piano alimentare attraverso gli occhi vigili di un/a professionista. Tuttavia, i dati parlano chiaro. Un’alimentazione vegetale è molto più sostenibile rispetto a una dieta onnivora. Dunque, considerare di diventare vegani o vegetariani, potrebbe rivelarsi un’azione dall’impatto importante. Sia per gli animali che per l’ambiente. E anche per la salute umana, poiché si evita d’ingurgitare alcune sostanze nocive. Tuttavia, mai fare di tutta l’erba un fascio. Prima di attuare un qualsiasi cambio di dieta, non solo in questa direzione, è fondamentale rivolgersi a un/a nutrizionista.
  • Prediligi i trasporti pubblici: l’era che stiamo vivendo è di certo limitante in questo senso. Prendere un autobus o un treno può rivelarsi motivo di preoccupazione, in quanto ci si immerge in una realtà colma di persone. Tuttavia, è ormai possibile viaggiare in sicurezza. Sia grazie al nostro impegno, sia grazie a quello delle compagnie di trasporti. Il rapporto tra giovani e ambiente trova i suoi progressi anche in questa direzione. Pare che la gioventù sia sempre più intenzionata a rinunciare al motorino in nome del benessere ambientale.
  • Vola meno: difficilmente si considera l’aereo un mezzo di trasporto di cliché. Tuttavia, è bene usufruirne il meno possibile, poiché il suo impatto ambientale è davvero enorme. Per quanto il volo attiri ancora oggi grandi e piccini, è bene non abusarne. Vi sono inoltre alcune alternative che si stanno pian piano consolidando. Una di queste è la barca alimentata a energia solare, diventata famosa anche grazie all’attivista Greta Thunberg.

E non dimenticare:

  • Sì al giardinaggio: creare un microcosmo botanico tutto nostro ha i suoi lati positivi. Non solo si rivela un salvavita per la creatività. Dare vita a un albero, a un fiore o a una pianta, significa donare respiro al mondo. Incanalare soffio vitale per poi sprigionarlo. Questo è il potere della natura.
  • Slow fashion: evita quelle catene che smerciano vestiti a basso prezzo incrementando lo sfruttamento del personale e l’inquinamento globale. Sono molte ormai le aziende che si occupano di produrre vestiti avendo cura dell’ambiente e dei lavoratori. Cerchiamo di finanziare le loro attività. In questo modo, aiuteremo la nostra Terra e salveremo milioni di vite umane. Anche in questo caso il legame tra giovani e ambiente è sempre più riscontrabile. Gli adulti tendono sempre ad acquistare sostenibile in maniera maggiore. Boicottando chi non rispetta il pianeta e le persone che lo abitano.


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