Giornata Internazionale per la preservazione dell’ozonosfera

Giornata Internazionale per la preservazione dell'ozonosfera. Salvaguardiamo il nostro pianeta per proteggere la vita.

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Giornata Internazionale ozonosfera

Oggi 16 Settembre è la giornata Internazionale per la preservazione dell’ozonosfera 2020. Istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ricorda l’impegno assunto dai governi mondiali verso la protezione dello strato di ozono terrestre. Riguarda, l’eliminazione graduale delle sostanze emesse nell’atmosfera, dalle attività umane che ne riducono lo strato.

La grande importanza rivestita da questa zona dell’atmosfera è dovuta alla sua capacità di proteggere e schermare gli esseri viventi dai rischi dell’esposizione diretta alle radiazioni UV sulla superficie terrestre.

Giornata Internazionale per la preservazione dell’ozonosfera

Uno studio di ricercatori australiani dice che un l’uso d’energia pro capite punta ad un riscaldamento di 2 C° entro il 2030. Un tale riscaldamento, secondo gli scienziati, porterebbe ad una varietà di impatti dannosi sui rischi naturali. Sulla biodiversità e l’agricoltura. Tra cui l’estinzione di molte specie e l’aumento delle ondate di calore. La siccità ed anche l’aumento del livello medio marino.

ll mondo è incamminato per raggiungere livelli pericolosi di riscaldamento globale molto prima del previsto. Alla conferenza sul clima di Parigi del dicembre 2015, 195 paesi hanno adottato il primo accordo universale e giuridicamente vincolante sul clima mondiale. Costituendo così un “ponte tra le politiche odierne e la neutralità rispetto al clima entro la fine del secolo”. L’obiettivo è il contenimento dell’aumento delle temperature medie del pianeta al di sotto dei 2°C entro il 2100. E stabilizzarlo nei 1,5 °C attraverso azioni di crescita dell’attenzione globale sul clima e di controllo sugli investimenti in combustibili fossili rispetto alle energie rinnovabili.

Inquinamento atmosferico

Legate all’inquinamento atmosferico si hanno le conseguenze sanitarie più disparate. Ma dai dati scientifici più recenti emerge un risvolto imprevisto.

L’inquinamento atmosferico“, per l’esattezza il particolato con un diametro minore di 2.5 micron, “è stato recentemente associato a un incremento di tasso di ospedalizzazione per fratture femorali e di polso in 9 milioni di americani over 65 anni e in 6000 norvegesi”. Questa è la dichiarazione resa dalla professoressa Elena Colicino del Mount Sinai Hospital di New York. Componente del Comitato Scientifico della Società Italiana di Medicina Ambientale.

Una cattiva qualità dell’aria, con elevati livelli di PM2.5, PM10 e black carbon, è stata, inoltre, associata a una riduzione della densità ossea in uno studio condotto sia su uomini di mezza età, che su uomini tra 75 e 76 anni”, ha precisato l’esperta.

Alcuni fattori ambientali, tra cui il piombo, il mercurio, e il cadmio, hanno invece mostrato di contribuire alla demineralizzazione ossea e a un più alto rischio di osteoporosi.

Proteggere per favorire la vita

Per assicurare tuttavia, la stabilizzazione delle condizioni naturalistiche compatibili con la vita, occorre un’evoluzione di tipo culturale. Ristabilire una relazione equilibrata tra l’uomo, il progresso e l’ambiente che ci ospita.


Premio innovatori responsabili: edizione 2020


Se non vogliamo la distruzione dell’unica casa in cui possiamo vivere, non resta che tornare a un principio dimenticato. Quello di bene comune. Un concetto filosofico ed etico da applicare innanzitutto alla Terra. Proclamare con solennità, proprio in questa giornata Internazionale dell’ozonosfera, che il pianeta è il bene comune per eccellenza. Un modo per uscire dalle secche dell’arroganza tecnocratica. Dal titanismo e dal prometeismo per cui ci convinciamo di essere in grado di padroneggiare, orientare, comandare i fenomeni naturali. Poi c’è il principio di prudenza. Ovvero non mettere mano a nulla di cui non sappiamo prevedere le conseguenze.

L’uomo è parte della natura. Per la sua intelligenza ha dei diritti sul creato, ma non quello di disporne a piacimento. Tanto meno di disprezzarlo o considerarlo un giardino di cui cogliere i frutti senza riguardo per le altre specie. Per i viventi, per l’equilibrio del sistema e, infine, per la sua stessa sopravvivenza.

Aria pulita, silenzio, suolo fertile, vengono commercializzati come se dovessero essere espressamente prodotti da una particolare progettazione e tecnologia. Uscire da un sistema la cui unica regola è il profitto non è una scelta politica, ma un’urgenza esistenziale.

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