Giornata Internazionale del Rifugiato: #WithRefugees

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Oggi è la Giornata Internazionale del Rifugiato, che commemora l’approvazione da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, della Convenzione relativa allo stato dei rifugiati del 1951. Ogni anno l’UNHCR sceglie un tema comune per coordinare gli eventi celebrativi da ogni parte del mondo.

“Porte aperte”

Lo scopo di questa giornata commemorativa è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema immigrazione, per i milioni di rifugiati richiedenti asilo a causa delle guerre nei loro Paesi di origine, della fame e delle calamità naturali: <<Dietro ognuno di loro c’è una storia che merita di essere ascoltata. Storie di sofferenze, di umiliazioni, ma anche di chi è riuscito a ricostruire il proprio futuro, offrendo il proprio contributo alla società che lo ha accolto>>.

Per quest’anno l’UNHCR ha organizzato un programma pieno di eventi: arte, musica e gastronomia. Inoltre, insieme alla Rete SPRAR e ad altre associazioni – Arci, Caritas, Refugees Welcom – ha riproposto la giornata delle “Porte Aperte”, dando la possibilità, in tutta Italia, di visitare i centri di accoglienza per poter parlare con gli operatori. Questo consente di capire e conoscere il ruolo ed il funzionamento dei progetti attivi per i richiedenti asilo e i rifugiati, con la speranza di riuscire a superare i pregiudizi e le paure.

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#WithRefugees

Sono molte le città che hanno aderito alla campagna #WithRefugees, lanciata dall’UNHCR proprio per celebrare questa giornata: Roma, Torino, Venezia, Catania, Alba, Pollenzo, Bergamo, Bologna, Milano, Palermo, Torino, Scicli e Siracusa.

L’obiettivo della campagna è quello di far conoscere le storie dei rifugiati, di conoscerne i sogni, le paure e le speranze. Inoltre, attraverso questa campagna, si sollecitano i governi alla collaborazione per migliorare le condizioni degli immigrati. Ciò che si chiede è di poter garantire l’istruzione ad ogni bambino rifugiato, un posto sicuro in cui vivere e un lavoro per poter acquisire competenze nuove e contribuire alla crescita della comunità.

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“Scusate se non siamo affogati”

Nel 2017 i dati riportavano la presenza di 68,5 milioni di rifugiati nel mondo – persone costrette a lasciare la propria terra, il proprio paese – questi dati sono in continuo aumento. Ad oggi, infatti, sono 70 milioni rifugiati richiedenti asilo.

Questa di oggi è una ricorrenza che invita ad essere solidali con gli uomini, le donne, i bambini in fuga da guerre, persecuzioni e violazioni dei diritti fondamentali. Come spiega Migrantes: <<Nessuno può dire “a me non interessa”. Si tratta di uomini, donne e bambini che hanno subito vessazioni, torture o violenze, e rifiutarli non è segno di civiltà, né di solidarietà. “Restiamo umani” e non facciamoci contagiare dal virus dell’indifferenza, della noncuranza o del menefreghismo>>.

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“Restare umani”

A dedicare una giornata ai rifugiati c’è anche il Vaticano: sarà la centocinquesima edizione che quest’anno però cambia data, spostandosi al 29 settembre 2019. Papa Francesco invita i cristiani a “restare umani”; questo non necessita di “utilizzare il rosario nelle campagne elettorali”, ma di accogliere il prossimo, chiunque esso sia. Anche la giornata indetta dal Vaticano ha lo scopo di sensibilizzare e di ascoltare e conoscere le storie dei rifugiati, da vicino, cercando di sopprimere le false credenze e i pregiudizi.

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La Giornata Internazionale del Rifugiato pone al centro la situazione attuale più grave. Lo slogan “porti chiusi” è stato, ed è ancora oggi, sulla bocca di tantissime persone in Italia. Questa situazione mostra la necessità di intervenire urgentemente in merito a questa tematica. Suscita incredulità apprendere il modo in cui, nonostante ciascuno di noi discenda da un migrante, nella società odierna sono ancora presenti pregiudizi così gravi e infondati.

La Giornata Internazionale del Rifugiato è fondamentale per cercare di risvegliare un’umanità ormai addormentata, rendendosi conto finalmente della disumanità e dell’intolleranza dell’uomo. Sì, proprio l’uomo che ama viaggiare, conoscere nuovi posti e che sogna di ritornare sulla luna, non ha ancora imparato ad accogliere il prossimo.

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