Giornata della Memoria: i triangoli viola

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Mercoledì 27 gennaio 2021 si celebra la Giornata della memoria, la ricorrenza internazionale che commemora le vittime dell’Olocausto. E’ stata fissata proprio in questa data dall’Assemblea delle Nazioni, perché è la data in cui le truppe dell’Armata Rossa liberano il campo di concentramento di Auschwitz. Quel giorno il mondo scoprì l’orrore. Tra le persone deporatate anche coloro che vennero contrassegnate con i triangoli viola.

Chi sono triangoli viola?

Giornata della Memoria. Nei campi c’erano anche i Testimoni di Geova, tutti identificati da un numero e da un triangolo di diverso colore, tutti vittime della stessa follia.  Nell’immane tragedia dell’olocausto la vicenda dei Testimoni di Geova è quella meno conosciuta tanto che questi ultimi sono definiti “i dimenticati dalla Storia”. I “triangoli viola”: erano i simboli che i nazisti cucirono sulle povere vesti dei Testimoni di Geova, tra i primi ad essere richiusi nei lager, “l’unico gruppo religioso perseguitato come tale” nella follia dello sterminio hitleriano.

Perché i Testimoni di Geova vennero perseguitati?

La ragione principale, come riferì Francesco Albertini (sopravvissuto alla deportazione nel campo di concentramento di Mauthausen), stava nel fatto che per attenersi ai princìpi cristiani “rifiutavano la guerra, il servizio militare e ogni forma di violenza”, ponendosi così in netta contrapposizione con il brutale e sanguinario regime di Hitler. Ancora oggi rimangono neutrali nelle questioni politiche, e professano la loro fede, senza compromessi.

I numeri

Tutti perseguitati, indistintamente, uomini e donne, vecchi e bambini. Circa 860 figli di Testimoni di Geova sottratti alle famiglie e inviati in “case di rieducazione” per essere indottrinati nell’ideologia nazista. Morirono circa 1.500 testimoni di Geova su un totale di 35.000 Testimoni che vivevano in Germania e nei paesi sotto il regime nazista. Quasi 400 Testimoni giustiziati in Germania e nei paesi sotto il regime nazista. La maggior parte delle vittime processata in tribunale, condannata a morte e decapitata. Altri, fucilati o impiccati senza un regolare processo.

Maltrattamenti fisici

Più di 1.000 Testimoni morirono nelle prigioni e nei campi di concentramento nazisti per le condizioni in cui erano costretti a lavorare oppure a causa delle torture, della fame, del freddo, delle malattie o delle scarse cure mediche. A motivo dei trattamenti brutali ricevuti, altri persero la vita poco la liberazione, alla fine della Seconda guerra mondiale.


Giorno della Memoria: un giorno per ricordare


Thomas Mann

Dopo aver letto uno dei loro resoconti sulle crudeltà che si consumavano nei campi, lo scrittore Thomas Mann dichiarò: “Le parole non riescono a descrivere l’abiezione della mentalità che è rivelata da queste pagine che ci raccontano le orribili sofferenze di vittime innocenti fermamente attaccate alla loro fede”.

Rudolf Hoss sui Triangoli viola

Nella sua autobiografia, “Comandante ad Auschwitz”, Rudolf Höss parla dell’esecuzione di alcuni Testimoni che si erano rifiutati di violare la neutralità cristiana e dice: “Così immaginai dovessero essere i primi martiri cristiani, condotti nell’arena per essere dilaniati dalle belve.Videro la morte coi visi illuminati, gli occhi rivolti al cielo e le mani congiunte nella preghiera e levate in su. Tutti coloro che assistettero alla loro morte erano turbati, perfino il plotone d’esecuzione”. Tratto dal libro “Comandante ad Aushwitz” trad. di G. Panzieri Saija, Einaudi, Torino, 1985, pagina 70.

Helene Gotthold

Helene, moglie e madre di due figli, fu arrestata diverse volte. Mentre era in gravidanza, nel 1937, venne maltrattata così duramente durante un interrogatorio che perse il suo bambino. L’8 dicembre 1944, decapitata con la ghigliottina nella prigione di Plötzensee a Berlino. Questo e solo un’esempio delle centinaia di esecuzioni contro i Triangoli viola.

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