Giornata della libertà di stampa: Italia ultima in classifica Ue

Giornata mondiale della libertà di stampa. Difendiamo il diritto all'informazione.

0
383
Giornata libertà di stampa

Il 3 maggio è la giornata della libertà di stampa. Istituita dall’assemblea generale dell’ONU. Per ricordare ai governi di far rispettare l’art. 19 della dichiarazione universale dei diritti umani.Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione. Incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione. E quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni ed idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo di frontiere.”

Giornata della libertà di stampa: dove si colloca l’Italia?

Fare il giornalista non è un mestiere semplice. Da tempo immemore sono i paladini della libertà di parola. Nonchè i responsabili della diffusione delle notizie. E di una corretta e bilanciata informazione. E’ un ruolo delicato per chi ha una penna in mano e descrive il mondo. Ma spesso i giornalisti sono presi di mira da chi cerca di incatenare la potenza della stampa ai propri servigi. O che, non riuscendoci, scrive per loro la sorte che più preferisce. Inchieste pericolose che minano anche la sicurezza personale. Secondo l’ultimo rapporto di Report senza frontiere, in oltre 130 Paesi nel mondo il giornalismo è “totalmente o parzialmente bloccato”. Mentre l’Italia è al 41esimo posto, ultima in classifica in Europa. Con circa 20 giornalisti sotto scorta. 


Leggi anche: i Paesi illiberali dell’Est minano l’Unione Europea


La libertà di stampa è sotto attacco

La libertà di informazione, oggi più che mai, è minacciata. L’analisi dell’Ong che difende e promuove la libertà di informazione nel mondo, fotografa uno scenario in cui l’indipendenza dei media è pericolosamente a rischio. E la televisione statale è usata per promuovere la narrativa del governo e attaccare i suoi avversari. Pensiamo all’Ungheria che assume disinibitamente la sua scelta politica di sopprimere la libertà di stampa e di espressione. Alla Polonia dove la libertà di informazione si sta sgretolando in uno schema che ricalca il modello dell’Ungheria di Orban. Ma anche la Grecia. Dove il governo di centrodestra ha fatto arrestare dei giornalisti, utilizzando anche metodi violenti. “Rei” di occuparsi della questione migratoria. Nella giornata della libertà di stampa si vogliono dunque, accendere i riflettori anche sui giornalisti perseguitati, minacciati, imprigionati e torturati. Nel brutale intento di schiacciare la libertà di espressione.

Giornata della libertà di stampa: le vittime del giornalismo

Il desiderio di dar voce agli avvenimenti non è solo una vocazione. Ma una missione alla ricerca della verità. Una lotta per i diritti e la dignità umani. Pensiamo ai casi di Giulio Regeni e di Patrick Zaky. Non giornalisti, ma ricercatori e divulgatori di cultura. Oppure, a Daphne Caruana Galiziareporter uccisa in un attentato a Malta. Per le sue denunce pubbliche sui legami con la mafia. Con i paradisi fiscali, con il giro delle cittadinanze a pagamento del suo Paese d’origine. Ad Anna Politkoskaja ritrovata nell’androne della sua casa di Mosca, uccisa da quattro colpi di arma da fuoco. Vittima per una sua inchiesta sulle torture perpetrate in Cecenia dai russi. Si potrebbero fare centinaia di nomi, come conferma l’associazione Repoter Senza Frontiere. Impegnata da sempre sul fronte della salvaguardia della libera espressione e informazione.

Iniziative a favore della libertà di stampa

Iniziative sulla libertà di stampa ed informazione si sono svolte in molte città italiane. Come Milano, dove il collettivo artistico PXLs ha realizzato un’opera “calpestabile” con 75.000 pagine di giornale che rivestono il pavimento della Stazione Centrale. A Trento la manifestazione è stata dedicata ai dodici giornalisti bielorussi incarcerati per aver raccontato le proteste contro il presidente Aljaksandr Lukasenka. “Domani porteremo al presidente della Camera Roberto Fico il dossier sui giornalisti intercettati dalla Procura di Trapani, sui cronisti minacciati, sulle querele bavaglio e sull’equo compenso degli ultimi, perché non è possibile che ci siano giornalisti che guadagnano cinque euro lavorando in contesti di pericolo e precarietà”. Ha detto il presidente della Federazione Nazionale della stampa Beppe Giulietti oggi a Trento per una manifestazione organizzata con Comune, Assostampa del Trentino Alto Adige e del Veneto, Articolo 21 e associazione Supolka.

Commenti