Contro l’omofobia: perchè la diversità ci spaventa?

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Dal 2004, il 17 maggio di ogni anno, l’Unione europea e le Nazioni Unite riconoscono la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia. Qual è il senso di un giorno dedicato a questi temi, in Italia e altri paesi europei dove il tema affrontato è tutt’altro che semplice e accettato? Perchè le diversità ci spaventano? Come questa giornata influenza il dibattito sulla legge Ddl Zan?

Giornata internazionale contro l’omofobia: l’Italia da che parte sta?

La Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia è l’occasione per ribadire il rifiuto assoluto di ogni forma di discriminazione e di intolleranza. Questo per riaffermare la centralità del principio di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea“. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dichiara in questa giornata volta a cercare l’uguaglianza che ancora il nostro paese non sa accettare. Vivo in Inghilterra da sei mesi e il punteggio di 75% del Regno Unito nella classifica dei paesi per i diritti LGBTI contro il 26% dell’Italia non mi stupisce affatto. Ma sicuramente mi rattrista. Il modo in cui qui la diversità ha significato pari a zero mi porta quasi a vergognarmi quando in tv vedo conduttori trans, gay, o di colore e penso a come in Italia mostrare qualcuno “diverso” in tv non sia accettabile.

Il rispetto della dignità umana

Vedo la gente che passeggia per strada senza la paura o la vergogna di mostrarsi “diversa” ma allo stesso tempo “normale” e penso a come questa diversità possa soltanto arricchire la società. “Le attitudini personali e l’orientamento sessuale non possono costituire motivo per aggredire, schernire o negare il rispetto dovuto alla dignità umana. Perché laddove ciò accade vengono minacciati i valori morali su cui si fonda la stessa convivenza democratica“. Aggiunge nel suo discorso il presidente della Repubblica. La discriminazione contro le persone LGBTI continua ad essere profondamente radicata in molti paesi europei. Sebbene da un lato ci siano progressi in leggi politiche, dall’altro si fanno enormi passi indietro come con la proclamazione delle cosiddette “zone libere da LGBTI”.

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Perchè la diversità ci spaventa?

In qualche modo, fin dai tempi antichi, la nostra mente ha imparato a temere ciò che è diverso da noi, per proteggersi. L’evoluzione della specie e lo sviluppo culturale umano hanno però anche poi fatto capire all’umanità che il diverso, rappresentata ricchezza. Ecco, quindi, il paradosso: la diversità ci fa paura, eppure ci rende ricchi. E allora perché, la diversità sessuale ci fa paura? Perché spesso non riusciamo a capirla. La nostra mente semplifica. Riduce tutto alla risoluzione di problemi in modo binario: bianco o nero, Sud o Nord, gay o etero. Perché affrontare la tematica con maggior articolazione richiede più risorse mentali, e il nostro cervello è orientato in qualche modo alla risoluzione rapida e veloce ai temi che ci toccano, soprattutto al mondo d’oggi tutto ruota intorno alla fretta quotidiana. C’è chi fortunatamente riesce ad andare oltre la visuale del “Si/No” ma anche chi purtroppo resta inutile e arretrato nel suo piccolo mondo in cui cova odio e rancore verso ciò chi è semplicemente “se stesso”

Giornata contro l’omofobia: il Ddl Zan

Il disegno di legge Zan prevede aggravanti specifiche per i crimini d’odio e discriminazioni contro omosessuali, transessuali, donne e disabili e sta facendo nascere diverse e accese discussioni nel mondo politico, ma anche nel dibattito pubblico. “Celebriamo la Giornata Internazionale contro omofobia, bisobia, transfobia con un impegno concreto: approvare subito il ddl Zan. Il Senato deve fare in queste settimane un gesto concreto per i diritti approvandolo“. Così il segretario Pd Enrico Letta su twitter. “Oltre a celebrare una giornata, servono gesti concreti. In Parlamento bisogna accelerare con la legge contro l’omotransfobia. Serve uno scatto di civiltà, basta tentennamenti sul ddl Zan“. Dichiara su twitter il ministro Luigi Di Maio. Questa legge potrebbe rappresentare un grande passo per un piccolo cambiamento nella nostra società. Tuttavia c’è da domandarsi: sono le leggi che mancano o la concreta capacità di saper aprire la mente alle diversità sradicando la monotonia?

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