BULGARIA- Viene ritrovato il corpo senza vita della giornalista Viktoria Marinova

Sulle rive del Danubio, nella giornata di oggi 7 ottobre 2018, intorno alle 14:30 è stato rivenuto il corpo della giovane Viktoria Mariova. Dalle prime analisi pare che la donna sia morta per soffocamento, intorno alle 11:00, dopo esser stata picchiata e stuprata, nel parco mentre faceva jogging.

Il Ministro degli Interni bulgaro sottolinea la mancanza di una connessione tra la sua morte e la sua professione: la trentenne era difatti conduttrice di un programma d’inchiesta, Detector, sul canale televisivo privato di Russe, TVN.

Svolgeva inoltre e sopratutto la minacciata professione di giornalista investigativa: la sua ultima indagine si concentrava sugli abusi di fondi UE. Lo scadalo UE era stato denunciato dai centri giornalistici d’inchiesta Rise Moldavia e Bivol, il cui direttore, Atanas Tchobanov, aveva ricevuto minacce di morte. Sempre dopo la scoperta della truffa, il 10 settembre scorso, furono arrestati due reporter mentre tentavano di salvare i documenti dalle fiamme.

In seguito all’accaduto ci furono proteste per reclamare la protezione per i giornalisti investigativi e le loro indagini. L’IPI, International Press Institute, inviò una lettera al Primo Ministro Boyko Borissov una lettera per salvaguardare la sicurezza fisica: un grido non ascoltato o comunque senza i risultati sperati.

Viktoria Marinova non è la prima e non è difficile pensare che non sarà l’ultima.

In 12 mesi è il terzo caso: il 16 ottobre 2017, a Malta, Daphne Caruana Galizia venne uccisa da un’autobomba. La cronista era impegnata in un’inchiesta secondo cui Malta faceva da base pirata per l’evasione dell’UE. Il 26 febbraio 2018, in Slovacchia, a soli 27 anni, fu ammazzato Jan Kuciak assieme alla sua compagna, anch’egli giornalista investigatore occupato nell’indagine riguardanti frodi fiscali.

Voci di giustizia cui è stato tolto un bene fondamentale: la parola. Figure che hanno tentato di ripristinare intergrità e verità, cui è stato tolto il bene più prezioso: la vita.

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