Giorgio Morandi con “Nature morte” in Brasile e Spagna

Il Museo Morandi di Bologna ha prestato alcune opere per le esposizioni e ha riallestito le collezioni permanenti

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Giorgio Morandi
Bologna - 20/09/2021 - nuovo allestimento temporaneo del Museo Civico Morandi - dedicato all'artista Giorgio Morandi, situato presso il MAMBO Museo d'Arte Moderna di Bologna (Roberto Serra / Iguana)

Giorgio Morandi si fa ancora una volta ambasciatore dell’arte italiana nel mondo con due mostre in Brasile e in Spagna. Le esposizioni avranno un secondo periodo di esposizione in sedi diverse, prima a São Paulo e Madrid e poi a Rio de Janeiro e Barcellona. Inoltre, a Bologna il museo titolato all’artista presenta un rinnovato allestimento.


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Quali modifiche il Museo Morandi ha introdotto al percorso espositivo?

Le due mostre ribadiscono e consolidano il ruolo internazionale di Morandi tra i principali attori dell’arte del XX secolo. Al contempo offrono al Museo Morandi la possibilità di rivedere e  rinnovare il proprio allestimento. I prestiti concessi hanno offerto alle curatrici Alessia Masi, Lorenza Selleri e Giusi Vecchi l’opportunità di riflettere sulle collezioni e di attuare una rotazione. In una sezione in apertura è esposta una selezione di disegni giovanili, realizzati dall’artista tra il 1907 e il 1915, provenienti dal corpus di proprietà del museo. Ci sono studi che Morandi realizza tra il 1907 e il 1910, quando, studente, frequenta i corsi all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Poi frequenta il corso speciale di Figura. Probabilmente è all’ultima fase della sua carriera scolastica che appartiene la Testa di donna, firmata e datata al 19 giugno 1912. Un ritratto costruito, potente, plastico che fa pensare ai maestri toscani tre-quattrocenteschi.

Un artista che si avvicina al Futurismo

Sono esposti due disegni ad inchiostro su carta, schizzi realizzati nel 1915 a distanza di un mese o poco più. Ci sono foglie palmate e l’infiorescenza del ricino e un raro esempio di composizione che si può definire a pieno titolo “futurista”. Morandi in realtà non appartenne mai al movimento marinettiano, pur ascoltandone, come dichiara: “con entusiasmo il verbo demolitore”. La sua fu un’adesione mista a diffidenza, basata sulla curiosità che soddisfò, visitando le mostre dei protagonisti. Conobbe gli artisti tramite l’amico Francesco Balilla Pratella. Un’altra sezione del riallestimento riunisce gli acquerelli degli ultimi anni di vita del pittore. Il senso della geometria nelle composizioni è una costante che si ritrova nelle tecniche da lui sperimentate. Il colore liquido e quasi monocromo esalta le forme e i volumi attraverso gradazioni tonali.

Fino al 28 novembre in esposizione le incisioni di Giorgio Morandi

La sua pittura, dagli anni Cinquanta, è definita da un’alternanza di positivo e negativo, forme piene e vuote armonicamente accordate. Gli oggetti sono avvolti in un silenzio poetico, che vibra sotto l’azione ammaliante della luce, essenza delle opere morandiane. Gli elementi delle nature morte della maturità divengono poco più che suggestioni. L’oggetto rimane nella memoria dell’artista e sulla tela come forma stabile e primaria, elemento che mai prescinde dalla realtà. Trova quindi collocazione nella sala centrale del museo il ciclo RE COLLECTING Morandi racconta. Un percorso prorogato fino al 28 novembre con alcune incisioni aggiunte rispetto alla selezione originaria. Sono poi in mostra gli scatti in bianco e nero realizzati nello studio di Morandi a Bologna e a Grizzana di Jean-Michel  Folon. C’è anche un video su Casa Morandi prodotto per la trasmissione Bologna Racconta.

Le mostre in Brasile e Spagna

L’evento “Giorgio Morandi. O legado de Morandi” è a cura di Gianfranco Maraniello e Alberto Salvadori. L’esposizione è al Centro Cultural Banco do Brasil, São Paulo, fino al 22 novembre. “Morandi. Infinite resonance”, realizzata da Daniela Ferrari e Beatrice Avanzi, è in programma alla Fundación MAPFRE Recoletos di Madrid fino al 9 gennaio. Entrambe le mostre si sposteranno in altre sedi. La prima a Rio de Janeiro dal 7 dicembre 2021 al 14 febbraio 2022 e la seconda a Barcelona dal 3 febbraio al 22 maggio 2022. 

“Giorgio Morandi. O legado de Morandi”

Apre in occasione della 34° Biennale di San Paolo, rassegna che nel 1957 assegnò a Giorgio Morandi il Gran premio per la pittura. Parteciparono alla sfida Marc Chagall e Jackson Pollock, mentre la giuria era presieduta dal Direttore del MoMA Alfred Barr. L’esperto riconobbe il talento dell’artista bolognese, proiettandolo in una dimensione internazionale. La mostra si pone l’obiettivo di evidenziare i tratti distintivi fondamentali dell’opera di Morandi. In esposizione alcune opere che il pittore ha selezionato per la partecipazione alla Biennale.  

Le opere di Giorgio Morandi esposte

Ci sono 25 lavori appartenenti al patrimonio dell’Istituzione Bologna Musei, 16 dipinti, 6 acqueforti, 2 acquerelli e 1 disegno. Altre 8 sono di collezionisti privati concessi in comodato all’esposizione permanente. Particolarmente interessante tra questi ultimi è la Natura morta del 1948, già presente alla Biennale di  San Paolo del 1957. Alle opere si aggiungono un foglio proveniente dallo studio di via Fondazza e alcuni pannelli che ricostruiscono l’ufficio con foto di Luigi Ghirri. Presenti anche tre opere di Wayne Thiebaud parte della donazione fatta dall’artista americano per la mostra bolognese del 2011.

“Morandi. Infinite resonance”

A conferma della profonda influenza esercitata da Morandi sull’arte contemporanea, offre al pubblico un ampio percorso retrospettivo. Presenta 109 lavori e li mette a confronto con altri artisti che da lui hanno tratto ispirazione. In particolare: Alfredo Alcaín, Juan José Aquerreta, Carlo Benvenuto, Dis Berlin, Bertozzi & Casoni, Lawrence Carroll, Tony Cragg. Il museo Morandi ha prestato 30 opere alla mostra: 10 dipinti, 1 acquerello, 6 disegni e 13 incisioni. Tra le più rappresentative Natura morta del 1941 e Natura morta del 1942, appartenenti a Bologna Musei. In prestito da Bologna sono arrivate a Madrid anche un’opera di Catherine Wagner e Eroded landscape di Tony Cragg. Si tratta di un’imponente installazione composta da centinaia di pezzi in vetro sabbiato della collezione del MAMbo