Giorgio Bocca, pietra miliare del giornalismo italiano

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Giorgio Bocca
Giorgio Bocca

Giorgio Bocca è uno dei più importanti giornalisti della storia del giornalismo italiano. Ne è una vera e propria colonna portante.

Nasce a Cuneo il 18 agosto 1920 ed il suo carisma, il suo modo di fare e di interagire non soltanto con i propri interlocutori, ma anche con il clima storico e politico, lo hanno portato ad essere uno dei più apprezzati e letti, insieme a Enzo Biagi e Indro Montanelli.

Qualche nota biografica su Giorgio Bocca

Giorgio Bocca ha sempre tenuto alto il nome del giornalismo italiano, dagli arbori della sua carriera alla sua fine. Attraversando i periodi storici che hanno interessato l’Italia, dagli anni dell’immediato dopoguerra sino agli anni 2000.

Ha infatti preso parte alla lotta partigiana operando tra le fila delle formazioni del movimento Giustizia e Libertà.

Ha poi vissuto, documentato e riportato le tappe fondamentali che hanno caraterizato il dopoguerra italiano, nonché la ripresa economica, confluita nel “boom degli anni ’60“.

Dopodiché è riuscito a raccontare, come nessuno al suo pari, i duri anni ’70, in cui il paese tremava sotto le minacce del terrorismo rosso. Fu un periodo estremamente duro per cronisti e giornalisti, molti di essi minacciati, tenuti sotto scacco ed anche assassinati.

Nel 1975 Giorgio Bocca è tra i giornalisti fondatori del quotidiano “La Repubblica“. Al contempo, sull’editoriale “L’Espresso” mantiene una sua rubrica intitolata “L’antitaliano“.

Gli anni ’80 poi, vedono Bocca ingegnarsi anche nella creazione di programmi televisivi quali “Prima pagina” e “2000 e dintorni”. Non solamente un giornalista ma anche uno storico a tutti gli effetti. Sulla rete televisiva “Canale 5” Bocca conduce un programma sul terrorismo italiano, “Il mondo del terrore”, in cui ripercorre e descrive quegli anni (1970-1980). Infine, è autore di numerosi saggi e volumi, editi con Mondadori ed in seguito, con Feltrinelli.

Tra essi “Storia dell’Italia Partigiana“, “Palmiro Togliatti” e “Il secolo sbagliato“.

Nel 2008 Giorgio Bocca riceve il premio Ilaria Alpi, per onorare la sua carriera. Queste le parole con le quali Bocca ritira il premio:

Tutti quelli che fanno il giornalismo lo fanno sperando di dire la verità: anche se è difficile, li esorto e li incoraggio a continuare su questa strada“.

Intervista di Giorgio Bocca al generale Carlo Alberto dalla Chiesa

L’ultima intervista del generale brutalmente ucciso da Cosa Nostra viene concessa a Giorgio Bocca.

Compare sul quotidiano La Repubblica il 10 agosto 1982, poco prima della morte del generale.

Generale, vorrei farle una domanda pesante. Lei è qui per amore o per forza? Questa quasi impossibile scommessa contro la Mafia è sua o di qualcun altro che vorrebbe bruciarla? Lei cosa è veramente, un proconsole o un prefetto nei guai?

La risposta di Carlo Alberto dalla Chiesa fu: “Beh sono di certo nella storia italiana il primo generale dei carabinieri che ha detto chiaro e netto al governo: una prefettura come prefettura, anche se di prima classe, non mi interessa. Mi interessa la lotta contro la Mafia, mi possono interessare i mezzi e i poteri per vincerla nell’interesse dello Stato“.

Fondamentali dichiarazioni che Bocca raccoglie sapientemente e riporta, condividendole con il popolo, al fine di fare informazione. Vera e potente informazione, nel profondo e concreto senso di questo termine.

Intervista di Giorgio Bocca a Primo Levi

Nel corso del programma condotto da Giorgio Bocca su Canale 5, “Prima pagina“, intervista un esponente importantissimo della letteratura italiana, nonché testimone dell’orrore di Auschwitz, Primo Levi.

L’incontro era conseguente all’uscita del libro di Levi “L’altrui mestiere“. Due uomini dal carattere e dalla personalità tanto diverse, danno luogo ad un dialogo a due, vivace e profondo. Ecco alcuni stralci:

Bocca: “Senta, Levi, allora in un certo senso era abbastanza semplice essere antifascisti, perché le cose erano molto chiare e molto nitide. Ecco, vorrei farle una domanda, come dicono quelli dei quiz, da un milione di dollari: essere antifascisti oggi… come si fa a essere antifascisti oggi? Che cos’è oggi l’antifascismo?

Levi: “È una cosa confusa. A quel tempo – uno dei pochi vantaggi del nostro tempo – era di avere le scelte facili. Oggi la scelta è difficile, perché il fascismo lo ritroviamo intorno a noi annidato in dieci forme diverse“.

Bocca: “Mascherato…

Levi: “Mascherato, inserito in certi modi di vivere, inserito nei partiti, inserito in forma immorale di vivere, quella di allora, insomma, inserito in un certo governo, in mille forme, per cui è a un tempo ovvio e inutile dire: io sono antifascista; va precisato“.