Giocatori vs sponsor: da Cristiano Ronaldo agli altri

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Tutti hanno pensato che volesse dire che non bisognava bere Coca Cola. Ma la polemica giocatori vs sponsor nasconde ben altro.

Giocatori vs sponsor, cosa può comportare?

Il primo è stato Cristiano Ronaldo. Prima della partita Portogallo-Ungheria, si è preparato alla conferenza stampa a Budapest insieme al suo allenatore, Fernando Santos. Davanti ai suoi microfoni, due bottiglie di Coca Cola: il gesto deciso di spostarle, nascondendo la marca. E la richiesta di acqua. Tanto è bastato perché i media facessero rimbalzare ovunque la notizia, equivocando le sue intenzioni.


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Un gesto frainteso

Non è però rimasto l’unico. Il giorno dopo il centrocampista francese Paul Pogba ha fatto la stessa cosa con una bottiglia di Heineken, un altro sponsor UEFA. E l’attaccante Manuel Locatelli, dopo la vittoria dell’Italia contro la Svizzera. La marca incriminata era sempre la Coca Cola, e il gesto è stato seguito dalla richiesta di acqua. Ma in sostanza, che cosa volevano dire questi atti?

Giudicati per il gioco

Ciò che in sostanza questi atleti volevano far capire, era che desideravano si parlasse di loro per le prestazioni in campo e non ci si concentrasse sugli sponsor. In ogni caso, questi episodi hanno avuto un’eco fortissima: sembra infatti che il valore di mercato della Coca Cola sia sceso di circa 4 miliardi di dollari nel corso della settimana. L’azienda però ha sminuito il fatto, dichiarando che “ognuno ha diritto alle proprie preferenze di bevande”.

Gli atleti sotto pressione

Sono ormai anni che i calciatori professionisti sono circondati da sponsor aziendali, e gli atleti stanno cominciando ad adottare le opportune contromisure. Il professor Simon Chadwick, del Center of Eurasian Sports Industry, ha dichiarato che “questo ambiente sta diventando più pervasivo. Per me, segnala che il pendolo del potere sta tornando dagli sponsor e dai partner commerciali agli atleti. Nell’ultimo decennio, gli accordi commerciali hanno efficacemente soppresso le voci degli atleti, che sono state controllate dai team di comunicazione aziendale”.

Un esempio da seguire

Ronaldo e Pogba sono attualmente sotto contratto multimilionario con la Nike e la Adidas. Anche per questo la loro influenza nello sport è enorme, e potrebbe far sì che altri seguano il loro esempio. Lo stesso ruolo dei media, continua il professor Chadwick, è significativo nello spostamento della dinamica di potere dagli sponsor agli atleti. “Più recentemente, gli stessi atleti stanno iniziando a prendere il controllo dello spazio intorno a loro. Con la continua crescita dei social media e l’aumento dell’attivismo sportivo, si sentono abbastanza sicuri da farsi avanti e parlare, sapendo che non rappresentano solo sé stessi, ma anche fan e consumatori. Si sentono responsabilizzati, e hanno il controllo di spazi come le conferenze stampa e le loro voci non più negate dagli interessi commerciali”.

Pareri discordanti

Ma come spesso capita in questi casi, in molti hanno accusato principalmente Ronaldo di ipocrisia. In precedenza, infatti, il campione era comparso nella campagna pubblicitaria di Kentucky Fried Chicken. Insomma, ognuno può decidere da che parte stare.