Giapponismo in mostra, come l’arte giapponese ha influenzato l’Europa

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Giapponismo (Credit: uff. st. mostra)

Dal 28 settembre al 26 gennaio 2020 Palazzo Roverella di Rovigo, su iniziativa della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e con il patrocinio del Comune di Rovigo e dell’Accademia dei Concordi, ospita la mostra Giapponismo in mostra, venti d’oriente nell’arte europea 1860-1915. Con il marcato interesse che dalla fine del Settecento si è venuto a sviluppare nell’Europa e nel mondo occidentale per l’arte, la cultura e le tipicità etnologiche ed etnografiche, il Giappone, che oggi è rimasto sulla cresta dell’onda per la sua filosofia e le sue peculiari caratteristiche identitarie, è stato e continua ad essere polo di attrazione per studiosi e curiosi.

La grande onda di Kanagawa, Katsushika Hokusai

Il Giappone ha ricevuto così tanto accoglimento e successo dalle civiltà non asiatiche forse perché nelle tradizioni giapponesi si incontrano elementi distanti dal mondo occidentale che, attraverso le loro caratteristiche di mitezza, meditazione e il fatto di trovare l’arte ed il mistero o il sublime nella vita quotidiana, permettono ai popoli occidentali di poter condurre una vita, anche soltanto apparentemente, più confortevole, privata da tutte le difficoltà e l’iperattività che si riscontrano ogni giorno a casa o al lavoro. La mostra di Palazzo Roverella è perciò un’ottima soluzione per intrattenersi ed educarsi alla cultura giapponese e alle idee che essa apporta alle nostre tradizioni attraverso l’influenza che l’arte nipponica ha avuto su artisti più o meno conosciuti che operarono tra l’epoca ottocentesca e i primi del Novecento.

Un esempio di arte giapponese

Il fenomeno del giapponismo in quegli anni ebbe grande seguito sia in ambito artistico che intellettuale, con la mostra, curata da Francesco Parisi, si può quindi comprendere che cosa l’Europa acquisì dal contatto con il Giappone e come e in quale modo questi sincretismi tra culture modificarono l’arte ed il pensiero occidentale. Tra gli artisti in mostra ritroviamo figure del calibro di Paul Gauguin, universalmente noto per la sua ricerca etnica, Herri de Touluse-Lautrec, Vincent van Gogh, Gustav Klimt, Kolo Moser, James Ensor, Alphonse Mucha, Pierre Bonnard, Paul Ranson, Maurice Denis ed Emile Gallé, Fernand Khnopff, Henry Van De Velde, gli inglesi Albert Moore, Sir John Lavery e Christopher Dresser, gli italiani Giuseppe De Nittis, Galileo Chini, Plinio Nomellini, Giacomo Balla, Antonio Mancini, Antonio Fontanesi e Francesco Paolo Michetti e molti altri.

Gli ulivi Montmajour, Vincent Van Gogh

L’evento prende ispirazione proprio da questa corsa all’arte orientale e specificatamente nipponica che scoppiò proprio nell’Ottocento, in particolare negli anni Sessanta di quel secolo, periodo in cui con più forza degli anni precedenti l’interesse verso il Giappone si radicò profondamente in Europa, proprio all’indomani del trattato firmato tra USA e Giappone che vedeva quest’ultimo uscire dall’isolamento in cui si era chiuso per secoli. Tale documento, chiamato trattato di amicizia e commercio, noto anche come trattato di Harris, che venne firmato sul ponte della U.S.S. Powhatan nella Baia di Edo, oggi Tokyo, il 29 luglio 1858 durante la presidenza di James Buchanan, comportava l’apertura dei porti di Kanagawa e di altre quattro città giapponesi al commercio con gli USA e garantiva l’extraterritorialità agli stranieri, assieme a diversi altri accordi commerciali. Di fondamentale importanza è la conseguenza che ebbe questo accordo, infatti l’apertura dei porti permise un aumento dei mercati commerciali e di conseguenza un più serrato contatto degli scambi culturali tra oriente ed occidente, fu così che America ed Europa riuscirono a conoscere più da vicino la civiltà asiatica.

Ritratto di père Tanguy, Vincent van Gogh, esempio di influenza ukiyo-e nell’arte europea

Per mezzo delle opere portate dai giapponesi in Europa e USA, gli artisti occidentali poterono conoscere arti ceramiche, rituali artistici e non da ultimi xilografie, chine, stampe, elementi decorativi e dipinti di grandi maestri come Hokusai, Utamaro ed Hiroshige. Le composizioni ebbero un grande successo per via delle loro caratteristiche etniche, delle loro particolarità stilistiche e della cura ed attenzione ai dettagli o al tratto, riuscirono ad avere talmente tanto credito dalla comunità occidentale che quasi ogni artista più o meno grande, dai letterati, ai pittori, ai musicisti, agli scrittori, fino ai filosofi e ai critici, non avrebbe potuto non esserne ammaliato e influenzato. In particolare nell’ambito delle arti grafiche e pittoriche praticamente nessuna corrente fu ostile o non accettò di accogliere in seno l’artisticità nipponica, dagli impressionisti ai Nabis, dagli artisti delle Secessioni di Vienna e Monaco sino all’Art Nouveau, ai Fauves, agli espressionisti e ai cubisti, agli architetti Liberty e modernisti, agli artisti naif ed in parte perfino alle più recenti avanguardie futuriste, tutti seppero sfruttare ed integrare le proprie particolarità con le peculiarità tipiche del nipponismo classico o a loro contemporaneo.

Le quattro stagioni, Alfons Mucha

Attraverso un percorso costituito da 250 opere, comprensive di incisioni, dipinti, ceramiche, bronzi, libri, manifesti, che si affiancano ad altre opere scelte, originali o derivate, che hanno ispirato gli artisti e che giungono dal Giappone, si possono mappare le tendenze dell’Europa tra Ottocento e Novecento in ambito idiosincratico e culturale con le tradizioni artistiche nipponiche. Germania, Olanda, Belgio, Francia, Austria, Italia, sono queste le principali nazioni su cui si è concentrata la mostra, la quale si snoda, similmente alle Esposizioni Universali che in quello scorcio di secolo contribuirono, grazie alla presenza dei padiglioni giapponesi, a svelare ed amplificare il nuovo che giungeva da così lontano, da quel luogo misterioso e magico, in quattro ampie sezioni attraverso le quali si dipana il racconto artistico culturale che prevede, oltre ad opere pittoriche e grafiche, anche architettura, arti applicate, illustrazioni, manifesti, arredi.  

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