Giappone-Russia – Tokyo ribadisce rivendicazione sulle isole Curili

Il governo del Giappone ha ribadito la propria rivendicazione sulle isole Curili Meridionali nell'ultima edizione del Libro blu della diplomazia, pubblicato oggi, 19 maggio, dal ministero degli Esteri di quel paese.

0
306

Le isole, occupate dalla Russia al termine della Seconda guerra mondiale, sono oggetto di una disputa che ha impedito a Tokyo e Mosca la formale normalizzazione delle relazioni diplomatica dal Secondo dopoguerra ad oggi.

L’edizione 2020 del Libro Blu fa riferimento anche alle dispute di carattere storico e territoriale con la Corea del Sud, e alle tensioni causate dai test balistici della Corea del Nord. Per quanto riguarda le Curili meridionali, il rapporto annuale descrive le isole come “soggette a sovranità giapponese”, ed esprime “la più grande preoccupazione” per le difficoltà nell’individuare una soluzione condivisa alla disputa con la Russia, nonostante l’attivismo diplomatico intrapreso dal governo del premier Shinzo Abe negli ultimi anni.

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha avuto una conversazione telefonica con il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, il 7 maggio. Abe si è congratulato con il capo di Stato per il 75 esimo anniversario della vittoria nella Seconda guerra mondiale. Lo ha riferito l’ufficio stampa del Cremlino. La conversazione si è svolta su iniziativa della parte giapponese, precisa il Cremlino.

La tradizionale parata del 9 maggio sulla Piazza Rossa di Mosca, che quest’anno avrebbe visto la presenza di diversi leader stranieri – tra i quali anche lo stesso Abe – è stata rinviata a data da destinarsi a causa della pandemia di coronavirus. L’incontro doveva costituire l’occasione per tentare di far avanzare i negoziati per una soluzione alla disputa riguardo la sovranità sulle Curili Meridionali.

Il ministro degli Esteri del Giappone, Toshimitsu Motegi, ha incontrato l’omologo della Russia, Sergej Lavrov, a Monaco di Baviera, lo scorso febbraio, a margine della Conferenza sulla sicurezza di Monaco (Msc), e ha osservato che il dialogo bilaterale, caratterizzato da una comunicazione più positiva, è entrato in una nuova fase. Lo riferisce l’agenzia di stampa russa “Sputnik. Al termine del colloquio, durato circa un’ora, Motegi ha dichiarato di aver illustrato la posizione giapponese riguardo alla promozione di un confronto più mirato e ha riscontrato un cambiamento nelle modalità di interazione: “Siamo passati a una discussione più positiva, comprendente anche una collaborazione nella risoluzione delle divergenze su questioni basilari. E vorrei che il dialogo continuasse in questo modo”. Motegi ha riferito anche di aver invitato l’omologo russo a visitare il Giappone prossimamente; i tempi e il programma della visita sono ancora da definire.

I due paesi non hanno mai firmato un trattato di pace permanente dopo la Seconda guerra mondiale, cosa che ha complicato le relazioni bilaterali. La principale disputa che li oppone è quella riguardante le Isole Curili Meridionali. Nel dicembre del 2016, in occasione della sua visita in Giappone, il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, concordò col primo ministro giapponese, Shinzo Abe, di esplorare la possibilità di avviare attività economiche congiunte nel territorio conteso. La trattativa per chiudere la questione sembra essersi arenata dopo il rifiuto di Mosca di negoziare la spartizione delle quattro isole, come previsto dalla dichiarazione congiunta sottoscritta dai due paesi nel 1956.

Le Curili Meridionali sono state occupate dall’Unione Sovietica al termine della Seconda guerra mondiale; la dichiarazione congiunta prevede la restituzione al Giappone delle due isole più piccole, Habomai e Shikotan, dopo l’archiviazione formale delle ostilità del secondo conflitto mondiale con un trattato di pace. Lo scorso novembre Abe pareva aver strappato a Putin la promessa di accelerare i colloqui verso tale obiettivo; le ultime indiscrezioni diplomatiche riportate dalla stampa giapponese, all’inizio di questa settimana, riferiscono però del rifiuto di Mosca a dar seguito a tali accordi verbali.

I colloqui tra i leader dei due paesi, alla fine dello scorso anno, parevano aver impresso una svolta senza precedenti ai negoziati, tanto da spingere il premier giapponese ad annunciare l’obiettivo di una svolta storica nelle relazioni bilaterali entro la fine del suo mandato, nel 2020. Successivamente, però, il governo giapponese ha dovuto compiere ripetuti passi indietro, sino a rinunciare completamente a qualsiasi orizzonte temporale specifico per la firma di un trattato di pace: e ciò nonostante l’avvio di colloqui diretti tra i ministri degli Esteri dei due paesi, e i parziali progressi sul fronte della cooperazione economica nei territori contesi. Neanche l’incontro tra Abe e Putin a margine del summit del G20 a Osaka, alla fine di giugno, ha prodotto alcun progresso apprezzabile e i due leader si sono limitati a confermare la prosecuzione dei colloqui. 

Commenti