Giappone, l’imperatore Akihito ha abdicato: «Prego per la pace e la felicità»

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Giappone: l'imperatore Akihito ha abdicato.

Il Giappone ha scritto oggi una delle pagine più importanti della sua storia: per la prima volta in 200 anni, infatti, il popolo nipponico ha assistito all’abdicazione di un suo imperatore. Akihito, dopo 30 anni di regno, ha ufficialmente lasciato il trono del Crisantemo, che a partire da domani passerà ufficialmente nelle mani del figlio, il principe ereditario Naruhito. Il sovrano ha tenuto un lungo discorso alla nazione, durante il quale ha ricordato innanzitutto che in questo trentennio ha sempre esercitato appieno i suoi doveri e le sue funzioni imperiali, nutrendo un innato senso di rispetto e fiducia verso i suoi connazionali, e ritenendosi «molto fortunato di essere stato in grado di farlo».

Proseguendo nelle sue affermazioni, Akihito ha espresso un bell’augurio di pace e prosperità per il suo Paese e per tutto il mondo, dicendosi fiero e grato del suo popolo che fin da subito lo ha accolto e accettato come simbolo, sostenendolo fino all’ultimo giorno del suo regno. Infine, aprendo di fatto la nuova epoca del regno Reiwa, l’85enne sovrano uscente ha rivelato di sperare, insieme alla moglie, nell’inizio di un lungo periodo di stabilità e tranquillità per il Giappone, aggiungendo che continuerà a pregare «per la pace e la felicità del popolo giapponese e di tutto il mondo».

Prima abdicazione nella storia del Giappone in due secoli

Akihito resterà sicuramente nella storia del Paese del Sol Levante per essere stato il primo imperatore in ben due secoli ad aver abdicato dopo la scelta di Kokaku di lasciare il trono, avvenuta nel lontano 1817. L’intera cerimonia è stata organizzata e si è svolta seguendo scrupolosamente le norme costituzionali e la cosiddetta funzione del «Taiirei-Seiden-no-gi», ovvero la tradizionale funzione dell’abdicazione del sovrano, svoltasi a Tokyo, presso la sala di Stato del palazzo imperiale. Il monarca, che per l’occasione ha indossato gli abiti tradizionali nipponici, prima di rivolgersi alla nazione ha comunicato il suo addio alla corona agli antenati dopo 30 anni di regno. Domani 1 maggio, invece, comincerà ufficialmente la nuova era Reiwa, la 248ª nella storia imperiale del Paese, che si può tradurre in «Ordine, Armonia e Pace».

Il grande protagonista della cerimonia d’incoronazione sarà Naruhito (59 anni), il successore in linea ereditaria di Akihito, il quale riceverà in consegna i simboli del potere come la spada sacra e i gioielli. Il primo incontro tra il nuovo regnante e il popolo, invece, cadrà il 4 maggio quando l’imperatore e la real consorte, Masako, si affacceranno al balcone del palazzo imperiale per salutare i sudditi. Per quanto concerne il sovrano uscente, insieme alla moglie assumerà il titolo di imperatore emerito e non sarà obbligato a prendere parte a questo maestoso evento.

Naruhito sarà il nuovo imperatore del Giappone.

Con l’avvento sul trono di Naruhito, il Giappone si prepara ad affrontare una nuova fase della sua lunga storia, che il governo ha definito Reiwa. Questo termine è formato da due caratteri kanji giapponesi: «rei» sta per «ordine, buono o comando», mentre con «wa» si suole indicare «armonia». Il primo incontro internazionale del successore di Akihito sarà quasi certamente con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la moglie Melania, i quali giungeranno in visita in terra nipponica fra circa un mese. Dopodiché il governo provvederà ad invitare altri rappresentanti illustri di almeno 195 Paesi affinché presenzino ai vari eventi legati all’intronizzazione del sovrano.

Akihito: i drammatici eventi di Chernobyl e del terremoto del 2011

L’era di Akihito sul trono imperiale giapponese è iniziata l’8 gennaio 1989, quando è subentrato al padre Hirohito, sotto il quale il Paese ha combattuto e perso la Seconda Guerra Mondiale. Nell’agosto del 2016, il monarca ha realizzato un videomessaggio nel quale ha comunicato ufficialmente di voler abbandonare il trono, motivando la sua scelta con una serie di problemi di salute che non gli davano più la possibilità di occuparsi appieno dei suoi compiti e doveri. Tuttavia, siccome l’imperatore non detiene nelle proprie mani il potere politico, nel giugno del 2017 il governo nipponico ha provveduto ad emanare una legge speciale che potesse realmente consentire al sovrano di abdicare.

Il monarca 85enne, durante il suo regno ha dovuto far fronte ad una sere di calamità naturali e di tragedie che hanno messo in ginocchio il Giappone. Tra queste, non si possono non ricordare le conseguenze del disastro nucleare di Chernobyl del 1986 con cui Akihito ha dovuto fare i conti, ma anche il terremoto di magnitudo 7,3 che nel 1995 si abbatté su Kobe, uccidendo più di 6.000 persone. Nel 2011 ci fu poi un altro terribile sisma di magnitudo 9 nel sud-est dello Stato nipponico, seguito da uno tsunami che provocò 18.500 morti.

Il terribile tsunami del 2011.

Durante i festeggiamenti per il suo trentennale al trono, a febbraio l’imperatore (ormai emerito) ha avuto modo di ricordare queste terribili sciagure, provvedendo a ringraziare le numerose persone che in questi anni si sono prodigate per aiutare e fornire un concreto appoggio a tutti coloro che sono stati colpiti dai disastri naturali, definendo questa grande manifestazione di solidarietà e partecipazione: «tra i ricordi più indimenticabili del mio regno». Infine ha rivolto un pensiero di gratitudine alla comunità internazionale che non ha mai fatto mancare assistenza e appoggio al Giappone quando è stato chiamato a rialzarsi dopo aver subito queste immani tragedie.

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